Missione Cristiana 153
«Messaggio del 18 ottobre 2026»
(213° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH»
Galati 5:22-26
Al contrario, il Frutto della divina Ruah
invece è AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
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Gioia→ Simchah, Pace→ Shalom, Pazienza,
Benevolenza→ Generosità→ Semplicità,
Bontà→ Integrità di Cuore e di Vita→ Gentilezza,
Fede→ Fedeltà→ Fiducia,
Umiltà nella Mansuetudine
Autocontrollo→ Camminare Umilmente, con Modestia, in Austerità:
contro tali cose non esiste legge o regola.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne
con i suoi patemi→ le sue afflizioni→ le sue angosciose sofferenze→ le sue ansie→ le sue passioni
e le sue brame→ i suoi desideri per quello che è proibito→ le sue concupiscenze.
Se viviamo nella RUAH→
→ Spirito,
camminiamo anche nella RUAH→
→ Spirito.
Non diventiamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.
«AMORE→ AHAVAH→
è l’Amore ardente fino alla Gelosia secondo DIO,
è l’Amore che parla di Fedeltà, Fiducia, Sincerità, Confidenza e di Patto nuziale,
cioè di Alleanza, che ELOHIM YHWH ha contratto con il Suo Popolo,
un Amore Unico, Viscerale e Indissolubile»
«AMORE→ AGAPÊ rappresenta l’Amore incondizionato,
disinteressato e puramente spirituale, l’Amore completo
e Compiuto fino alla morte da Yeshùa per la Sua Sposa.
ELOHIM→ DIO, AMA tutti i Suoi figli allo stesso modo a prescindere dalle loro capacità,
ci Ama motivato da Se stesso, perché è Lui quell’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
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Per questo ci Riprende e ci Aiuta attraverso le Prove, ponendoci delle Condizioni,
educandoci ad Amare se stessi: “poiché siamo il Tempio di DIO”,
così da poter Amare anche gli altri, amici o nemici che siano.
Rinnovandoci nello spirito della nostra mente ci mettiamo in salvo dalle nostre bugie
e così iniziamo a Fruire e Fluire nella Ruah HaKodesh,
attingendo a tutte quelle risorse che il nostro Padre celeste ci dona,
perché siamo Scintille di Luce nella Sua LUCE che amano risplendere in, con e di Lui.
Perché questo AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
è Salvezza e mira alla nostra santificazione, senza la quale nessuno vedrà lo Sposo,
non è un amore passivo o permissivo, come è scritto:
Ebrei 12:5-13
«Oh figlio Mio, non trascurare la correzione di ADONAY
e non t’illanguidire a motivo del Suo rimproverare,
6) giacché ADONAY educa colui che ha caro, di più sferza tutti quelli che accoglie come figlio».
7) Reggete alla correzione! ELOHIM si comporta con voi come con dei figli!
Qual è infatti il figlio che il padre non castighi?
8) Ma se siete senza correzione, della quale tutti sono divenuti partecipi,
allora siete bastardi e non figli.
9) E di più, invero educatori avevamo con noi i padri della nostra carne e li abbiamo rispettati!
Forse che non ci sottometteremmo molto più al Padre degli spiriti così vivremmo?
10) Gli uni infatti nel corso di pochi giorni ci corressero conformemente alla loro opinione,
ma Lui secondo ciò che è utile per aver parte della Sua Santità.
11) Invero qualsiasi correzione sulle prime non sembra essere di letizia ma di pena,
di poi tuttavia a quelli esercitatisi attraverso d’essa, restituisce un pacifico frutto di giustizia.
12) Perciò risollevate le braccia cadenti e raddrizzate le ginocchia vacillanti,
13) e predisponete dei cerchi delle ruote diritti ai vostri piedi,
affinché quello zoppicante non devii, ma piuttosto sia guarito.
Le Prove: sono strumenti di correzione e crescita, non sono mai punizioni fini a se stesse,
attraverso le difficoltà e il superamento dei nostri limiti, veniamo fortificati.
Le Condizioni: l’Amore di DIO è incondizionato, Lui ci ama mentre siamo ancora peccatori,
ma l’accesso alla comunione intima con Lui pone delle condizioni di fedeltà e ubbidienza:
Giovanni 14:15
«Se mi amate, osserverete i miei comandamenti»
Tutto ha inizio dalle Quattro Condizioni stabilite dal Signore a priori:
un Tempo, un Luogo, un Popolo e un Modo pentecostale,
le condizioni accompagnano, influenzano e caratterizzano ogni evento,
sono i quattro punti cardinali per vivere
nella Buona, Piacevole, Perfetta e Completa Volontà di DIO,
è da qui che impariamo a fluire e fruire nella Ruah Hakodesh,
che ci accompagna Verso la Gerusalemme Celeste.
Giovanni 7:38-39
Colui che crede a Me, come ha detto la Scrittura, dai suoi visceri fluiranno fiumi di acqua viva.
39) E ha detto questo a proposito della divina RUAH
che stavano per ricevere quelli che hanno fede in Lui,
infatti non c’era ancora divina RUAH, perché Yeshùa non era ancora stato glorificato.
Le viscere di misericordia sono compassioni pentecostali
che ci smuovono dall’interno e fanno fluire l’Amore di DIO che porta vita abbondante.
Questo Amore è impetuoso come un fiume in piena
e trasforma l’intercessione in modo pratico e reale,
rigenera, guarisce e dona vita in abbondanza,
sia a chi riceve questa misericordia sia a chi la porta.
Efesini 5:30-32
poiché siamo membra del Suo Corpo.
31) Per questo un essere umano abbandonerà il padre e la madre
e sarà congiunto alla propria donna e sussisteranno i due dentro un solo corpo.
32) Il presente mistero è grande, io nondimeno parlo per Cristo e per la Chiesa.
Ognuno che crede, riceve profuso nel suo cuore l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
attraverso la RUAH HaKODESH che così lo unisce al Corpo di Cristo.
Come un bambino, che riceve metà cromosomi dal padre e dalla madre diventa un unica carne.
Così noi, nati di nuovo dall’Alto per mezzo della RUAH HaKODESH,
ci trasformiamo come Yeshùa uomo, una parte carne e l’altra divina RUAH,
cioè il Corpo di Cristo, UNO in AMORE:
UNO→ ECHAD→
(Valore Numerico 13)
AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
(Valore Numerico 13)
YHWH→
(Valore Numerico 26)
Come Yeshùa è nato da Maria in virtù della RUAH HaKODESH; il corpo carnale,
nella resurrezione verrà trasformato in Corpo Glorioso, immarcescibile e incorruttibile.
1^ Tessalonicesi 5:19
«Non spegnete→ Non reprimete→ Non inaridite la divina RUAH»
Come dire:
«Non spegniamo→ Non reprimiamo→ Non inaridiamo la divina RUAH,
cioè l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
che è il Suo FRUTTO profuso nei nostri cuori»
Efesini 4:30
E non contristate la RUAH HaKODESH di DIO
con il quale siete stati suggellati fino al giorno della redenzione.
Possiamo Amare di questo AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH
solo attraverso la RUAH HaKODESH che è stata profusa in noi.
Romani 5:1-5
Provati dalla fede otteniamo pace presso DIO per merito del nostro Signore Yeshùa il Messia,
2) grazie al Quale otteniamo attraverso la fede anche l’accesso in quella grazia
nella quale ci troviamo e ci vantiamo sulla speranza della stima di Colui che è DIO.
3) E non soltanto, ma ci gloriamo anche tra le afflizioni, sapendo che l’afflizione procura perseveranza,
4) la perseveranza poi una virtù provata (cioè la nostra disposizione volta a far il bene)
e la virtù provata speranza!
5) E la speranza non fa vergognare, perché l’Amore di DIO
è stato profuso nei nostri cuori attraverso la RUAH HaKODESH che ci è stata donata.
1^ Timoteo 1:5
Ora il fine del comandamento è l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta.
Chi è colui che ha un cuore puro, una buona coscienza e una fede non finta?
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«Ascolta la Parola di DIO con Timore, per viverla in modo pratico e reale»
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«Medita giorno e notte i Suoi insegnamenti, per non deviare dai Suoi Sentieri»
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«Vive per Essere Preghiera»
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«Desidera, sente il Bisogno e perciò Cerca la Comunione Fraterna»
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«Testimonia a Tempo e fuori di Tempo con tutto se stesso»
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«Ama se stesso e la Famiglia della Fede con tutto il suo cuore,
con tutto il suo essere e con tutte le sue capacità:
“Poiché siamo il Tempio di DIO”,
questo è e significa Amare il Signore: Yeshùa il Messia»
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«Si adopera per stabilire le Quattro Condizioni primarie:
un Tempo, un Luogo, un Popolo e un Modo pentecostale»
«Se lo stai facendo significa che la RUAH HaKODESH ti ha convinto
che il Suo AMORE non ha né limiti né misura,
poiché opera nelle quattro dimensioni spirituali: larghezza, lunghezza, altezza e profondità»
Efesini 3:14-19
A motivo di questo piego le mie ginocchia davanti al Padre,
15) dal Quale ogni stirpe nei cieli e sulla terra prende nome,
16) perché vi conceda con potenza secondo le ricchezze della Sua gloria
di essere fortificati nell’uomo interiore grazie alla Sua divina RUAH,
17) Cristo metta dimora mediante la fede nei vostri cuori,
piantati saldamente e fondati nell’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
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18) perché possiate dopo aver afferrato con la mente insieme a tutti i santi
quale sia la larghezza non solo la lunghezza e l’altezza ma anche la profondità,
19) e conosciate anche l’immenso→ lo straordinario Amore dell’Amicizia→
della comunione intima con Cristo,
affinché siate appagati secondo tutta l’abbondanza di DIO.
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
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