Missione Cristiana 153
«Messaggio del 25 ottobre 2026»
(220° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH»
(2^ parte)
Galati 5:22-26
Al contrario, il Frutto della divina Ruah
invece è AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
,
Gioia→ Simchah, Pace→ Shalom, Pazienza,
Benevolenza→ Generosità→ Semplicità,
Bontà→ Integrità di Cuore e di Vita→ Gentilezza,
Fede→ Fedeltà→ Fiducia,
Umiltà nella Mansuetudine
Autocontrollo→ Camminare Umilmente, con Modestia, in Austerità:
contro tali cose non esiste legge o regola.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne
con i suoi patemi→ le sue afflizioni→ le sue angosciose sofferenze→ le sue ansie→ le sue passioni
e le sue brame→ i suoi desideri per quello che è proibito→ le sue concupiscenze.
Se viviamo nella RUAH→
→ Spirito,
camminiamo anche nella RUAH→
→ Spirito.
Non diventiamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.
L’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
ci rende onesti e sinceri con se stessi:
“Poiché siamo il Tempio di DIO”
1^ Corinzi 11:28
Ora ognuno esamini se stesso e così mangi del pane e beva del calice,
1^ Corinzi 13:1-3
Quand’anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non ho Amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo.
2) E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho Amore, non sono nulla.
3) E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri
e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho Amore, tutto questo niente mi giova.
Queste sono le Motivazioni che guidano nell’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
:
1^ Corinzi 13:4-7
L’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
è paziente,
è benevolo;
L’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
non invidia,
non si vanta o non si mette in mostra,
non si gonfia,
non si comporta in modo indecoroso,
non cerca le cose proprie,
non si irrita,
non sospetta il male,
non si rallegra dell’ingiustizia, ma
gioisce con la verità,
tollera ogni cosa,
crede ogni cosa,
spera ogni cosa,
sopporta ogni cosa.
Mi riconosco in queste motivazioni?
1^ Giovanni 3:18
Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua, ma in modo pratico e reale.
1^ Pietro 1:22
Le vostre anime siano purificate con l’ubbidienza alla Verità
fino ad avere un sincero amore fraterno,
AMATEVI→ AGAPÊSATE gli uni gli altri intensamente con un cuore puro,
1^ Pietro 4:7-8
Di tutte le cose tuttavia la fine è prossima!
Siate saggi perciò e siate vigilanti per pregare.
8) Innanzitutto abbiate quell’amore→ agapên tra voi fervente
«cioè largo, lungo, alto e profondo, l’immenso e straordinario Amore
vissuto nella comunione intima con Cristo»
perché l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
copre un gran numero di peccati!
1^ Giovanni 4:12-13
Nessuno ha mai visto Dio: se ci amiamo→ agapômen gli uni gli altri,
DIO rimane in noi e il Suo AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
in noi è realizzato→ è giunto alla perfezione.
13) In questo conosciamo che rimaniamo in Lui ed Egli in noi:
dalla Sua RUAH che ci ha donato.
1^ Giovanni 4:18
Non esiste paura nell’AMORE→ AGAPÊI→ AHAVAH→ 
anzi l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
perfetto scaccia via la paura,
perché la paura ha a che fare con un castigo,
ma chi ha paura non è giunto alla perfezione nell’AMORE→ AGAPÊI→ AHAVAH→
.
Adempiere alla nostra Missione significa Amare Yeshùa con tutto ciò che siamo e che abbiamo,
manifestando tutto intorno a noi il Frutto della Sua RUAH,
come esperti nel bene in tutti i nostri pensieri, in tutti i nostri sentimenti,
in tutte le nostre azioni, mettendo a sua disposizione tutte le nostre forze,
le nostre capacità e le nostre sostanze,
in questo modo non saremo mai mancanti di niente,
perché tutto appartiene al nostro Signore, a Yeshùa, lo Sposo.
Amare per dovere non è mai una costrizione esterna, non è mai una forzatura,
ma sempre quella spinta interiore nata dal sentirsi amati per primi,
è quel bisogno che abbiamo di piacere allo Sposo perché lo amiamo,
è quel Fuoco che Yeshùa stesso ha profuso nei nostri cuori,
è una questione di scelta, di posizione in campo, di chi siamo in Cristo,
in chi e che cosa crediamo.
Deuteronomio 5:32-33
Badate bene di operare conformemente a quanto vi ha comandato YHWH vostro DIO
e così non devierete né a destra né a sinistra.
Camminate nella Via che YHWH vostro Dio vi ha comandato affinché viviate,
abbiate benedizione e prolunghiate la vostra vita nella terra che possederete».
La parola «affinché» sancisce che la ricompensa
non è solo il risultato dell’ubbidienza agli insegnamenti,
ma anche la motivazione per l’osservanza degli insegnamenti.
2^ Corinzi 5:14
Poiché l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
di Cristo ci costringe,
essendo giunti alla conclusione che, se Uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti;
L’Amore di DIO ci costringe, cioè ci tiene insieme, affinché nessuno si stacchi,
ma attenzione, amare per forza non è vero Amore,
è solo un legame basato sull’aspettativa di ciò che l’altro può fare e dare per me,
sul controllo morboso e sul proprio interesse individuale»
Yeshùa è Amore e ci insegna che quando facciamo qualcosa per qualcuno
non dobbiamo prenderci il merito o aspettarci una ricompensa.
«La nostra ricompensa è Lui, Yeshùa il Messia, lo Sposo»
C’è una ricompensa per ogni cosa, a partire da un bicchier d’acqua per chi ha sete,
che ci viene messo in conto di giustizia.
Questo vale per qualunque cosa facciamo nel Nome del Signore,
non dobbiamo farlo per la ricompensa, ma per Amore, la ricompensa è conseguenza.
«Amare significa stare bene insieme»
«Ho bisogno di Te perché ti Amo e non ti Amo perché ho bisogno di Te»
Matteo 6:19-21
Non fatevi tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine consumano
e dove i ladri scassinano e rubano;
20) ma fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano
e dove i ladri non scassinano né rubano.
21) Perché dov’è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.
Questo significa che ci sono tesori, ricompense e premi in Cielo!
Perciò, vale la pena osservare la Torah,
non fosse altro per la grande ricompensa che riceveremo,
questo però, si chiama legalismo, domandiamoci:
La Torah è un mezzo per un fine e il fine è la ricompensa?
No! Non è così e non può esserlo:
«Il Fine è l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
»
«La ricompensa è esclusivamente una conseguenza dell’osservanza della Torah»
Marco 12:29-30
E Yeshùa gli rispose:
«Il primo comandamento di tutti è:
«SHEMÀ ISRAEL YHWH ELOHINÙ YHWH ECHAD»
«ASCOLTA ISRAELE YHWH il Tuo DIO YHWH è UNO»
E amerai dunque YHWH
, il tuo DIO:
con tutto il tuo cuore, con tutto il tuo istinto vitale e con tutta la tua veemenza.
Questo è il primo comandamento e il secondo è simile a questo:
«Ama il tuo prossimo come te stesso».
Non vi è alcun altro comandamento maggiore di questi.
Perciò, esaminiamo noi stessi ponendoci questa domanda:
Sono innamorato di Yeshùa o lo Amo?
A caldo possiamo pensare che sia la stessa cosa, o che l’innamoramento conduca sempre all’Amore.
In realtà innamoramento e Amore non hanno niente in comune,
sono condizioni completamente diverse l’una dall’altra e sfociano in differenti relazioni.
L’innamoramento è passione verso qualcuno o qualcosa che attira la nostra attenzione,
pensiamo che sia una cosa più forte di noi, ma in realtà non è così.
L’innamoramento è il bisogno di chi ha caratteristiche ben precise,
che piacciono ed attirano l’attenzione di chi si innamora,
in sintesi si innamorano di ciò che possono ottenere, avere, possedere,
cioè di qualcuno o ancor peggio qualcosa che corrisponda, sia fisicamente
che caratterialmente al nostro ideale di bisogno: la bellezza, la ricchezza, il potere, il denaro.
Non ci innamoriamo mai quindi di qualcuno ma sempre e solo dell’idea,
del sogno, dell’illusione che ci siamo fatti su di lei, su di lui o su qualcosa.
«L’innamoramento è un processo egoistico»
L’interesse dell’innamorato non è conoscere, comprendere e capire,
l’interesse è che l’altro faccia ciò che vuole l’innamorato.
Nell’eccesso del suo presunto amore, o follia,
percuote e arriva a uccidere il soggetto dell’innamoramento,
convincendosi e giustificandosi di averlo fatto per amore.
«Chi Ama non uccide per amore, anzi è disposto a morire per chi Ama»
Quando cantiamo: «Ti Amo più della mia vita»
Siamo sicuri che sia Amore per Yeshùa, oppure amore per ciò che Lui può darci o farci?
In sintesi, siamo sicuri di non essere interessati solo ai nostri bisogni?
Cosa vogliamo da Yeshùa? Benedizione o Comunione?
«Perché l’Amore è diverso dall’innamoramento»
L’Amore è una scelta deliberata che si concentra su Yeshùa per conoscerlo,
accettarlo ed accoglierlo nella vita in tutto il nostro Cuore,
cioè in tutti i Sentieri dell’Albero della Vita, in una relazione di comunione:
luce con le luci e luce nella Luce, Unità e Amore gli Uni gli Altri, in, con e per Cristo.
Attraverso Yeshùa impariamo a conoscere e a perdonare noi stessi,
riconciliandoci prima con Lui e poi gli Uni con gli Altri.
Conoscere Yeshùa è prima di tutto la scoperta di un Amore incondizionato che non condanna,
ma risana, perché sentirsi perdonati da Lui toglie il peso del senso di colpa e inadeguatezza.
Spesso, l’individui più difficili da perdonare siamo noi stessi,
comprendere che Yeshùa ci ha tratti in salvo, ci ha scelti quando eravamo peccatori
ci permette di guardare alle nostre fragilità con Amore, liberandoci dal senso di oppressione.
Solo quando il nostro “io” è ripieno di questa pace nel Suo perdono,
diventiamo capaci di guardare anche gli altri con occhi nuovi,
cosicché il perdono ricevuto si trasforma in perdono dato gli Uni agli Altri.
L’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
è un atto di volontà e un modo di essere,
è la scelta deliberata di tutto il bene in opposizione al male;
chi sceglie di Amare cerca in modo pratico e reale
il modo migliore per esprimere concretamente questa sua scelta.
Se nel matrimonio entrambi scelgono di Amarsi, allora ci sarà una vera unione,
non esiste un amore unilaterale e soprattutto non può durare,
perché si trasformerà in afflizione e infine in frustrazione,
anche il Signore Ama chi lo Ama, ai presunti innamorati di Lui, dirà:
Matteo 7:20-23
Voi dunque li riconoscerete dai loro Frutti.
Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel Regno dei Cieli;
ma chi fa la Volontà del Padre Mio che è nei Cieli.
Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore,
non abbiamo noi profetizzato nel Tuo Nome
e nel Tuo Nome scacciato demoni e fatte nel Tuo Nome molte opere potenti?”.
E allora dichiarerò loro: «Io non vi ho mai conosciuti,
allontanatevi da Me, voi tutti che operate fuori dalla Torah».
Se non ci trasformiamo in uomini capaci di fluire nel Frutto della RUAH,
significa che non siamo capaci di Amare veramente
e che siamo solamente innamorati dell’Amore, cioè dei perfetti egoisti.
Se siamo solo innamorati di Yeshùa significa che il centro di tutto siamo sempre e solo noi,
Yeshùa ci interessa solo quando ci fa comodo e solo nella misura in cui può darci qualcosa.
L‘innamorato pretende, io e mio sono il leitmotiv della sua vita, c’é lui e solo lui,
i suoi bisogni reali o immaginari che siano e gli altri sono solo il suo mezzo.
Nell’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
invece l’equilibrio si fonda sul principio:
“gli Uni gli Altri”, una sana relazione d’aiuto non ha ruoli fissi come “salvatore” e “salvato”,
vogliamo si aiutare ma anche essere aiutati.
Per primo Yeshùa ci Amò, perciò ora siamo disponibili ad amare,
a comprendere, a dare attenzione, ascolto, cioè a prenderci cura gli Uni degli Altri,
tutto il resto non è Amore, ma solo sentirsi innamorati dell’Amore, un falso che imita il Vero.
«L’innamorato vive nella paura di perdere, nell’AMORE si vive nella gioia di Amare»
«L’Amore di DIO è dentro di noi, è stato profuso nei nostri cuori per condividerlo»
«L’innamorato cerca cosa può ottenere, chi vive per Amore cerca cosa può fare, dare e dire,
perché il dare in Cristo non toglie niente, non solo non perdiamo nulla di noi stessi,
anzi, conosceremo sempre più il Frutto della RUAH,
l’AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
.
Deuteronomio 4:29
Di là cercherete YHWH
tuo DIO e tu lo troverai
quando lo cercherai con tutto il tuo cuore e con tutto il tuo istinto vitale→ nephesh.
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
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