Missione Cristiana 153
«Messaggio del 31 maggio 2026»
(73° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«ESSERE TESTIMONI di YESHÙA»
(5^ parte)
I Testimoni di Yeshùa sono:
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ZELANTI
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PAZIENTI
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PERSEVERANTI
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CORAGGIOSI
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«ESSERE TESTIMONI di YESHÙA»
(6^ parte)
I Testimoni di Yeshùa sono:
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INTUITIVI per RIVELAZIONE
«Secondo il luogo, la circostanza e chi ci troviamo davanti,
se ascoltiamo la Scekhinàh che vive in noi possiamo discernere cosa fare e cosa dire»
Giovanni 14:26
Ora l’Interprete→ Melitz, la Ruah HaKodesh che il Padre manderà nel Mio Nome,
vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
La Ruah HaKodesh ha una funzione decisiva nella vita della rivelazione:
non solo trasmette la Sua Volontà, ma la rende comprensibile.
La Fede viene dall’ascoltare attraverso la Ruah la Verità, cioè Yeshùa,
che diventa comprensione viva, memoria operante e discernimento attivo.
L’espressione “vi insegnerà ogni cosa” significa che la Ruah di Cristo ci guida nel discernimento.
La Scekhinah in noi apre il pieno accesso al senso di ciò che il Messia ha già fatto, detto e compiuto.
In questo senso, la Ruah è il principio di ogni conoscenza
e rende perciò possibile passare dall’ascolto esteriore alla comprensione interiore.
Il verbo “ricorderà” è molto più ricco di un semplice richiamo mnemonico,
nella prospettiva biblica, il “ricordare” è un atto vitale:
significa rendere presente ciò che è stato ricevuto,
farlo riemergere con forza, efficacia e attualità.
Dunque la Ruah non conserva soltanto parole del passato,
ma fa sì che la Parola di Cristo parli ora ai nostri cuori
e alle nostre coscienze come famiglia della fede.
La Sua memoria è per noi una forma di presenza attiva della rivelazione.
La frase: “che il Padre manderà nel Mio Nome” indica che la missione della Ruah
è Una sia come Padre che Figlio,
perché la Ruah HaKodesh non è la terza persona della trinità, la Ruah è DIO, Padre e Figlio,
che prolunga, interiorizza e glorifica l’opera nel Corpo, nella Sua Sposa.
Perciò, l’azione della Ruah ci aiuta a conoscere profondamente cosa significa,
per prima cosa, Famiglia della Fede e conseguenzialmente Corpo di Cristo,
ci conduce all’ascolto, alla fiducia nella Parola e ci inserisce nella relazione filiale
con il Padre e nella relazione finale come Sposa di Cristo, come Unico Corpo.
Riconoscere la Ruah HaKodesh come “Interprete” e “Maestra di vita” è fondamentale,
perché l’interpretazione, non è soltanto traduzione e spiegazione intellettuale,
ma ermeneutica della vita.
La Ruah si fa interprete per noi, di modo che la Parola di Cristo diventi la nostra storia,
realtà degl’uni come parte integrante degl’altri, quelli della famiglia della fede.
In sintesi, se ascoltiamo, la Ruah ci insegna e profonde in noi la Sua coscienza,
guidandoci a discernere il bene dal male, il giusto dallo sbagliato,
rendendo possibile applicare la Parola
alle nuove situazioni che ci si presentano, senza tradirne il senso,
la Ruah “ricorda” alla Chiesa ciò che Cristo ha detto,
così la Chiesa vive della memoria guidata dalla Ruah stessa.
Non si basa su un ricordo puramente storico, ma su una memoria vivente,
custodita e attualizzata dalla Ruah HaKodesh.
In questa prospettiva, la fedeltà della Chiesa
non consiste in una liturgia meccanica fatta di formule stereotipate,
ma nel lasciare che la Ruah mantenga viva la Verità, cioè Cristo nelle diverse epoche.
Infine, la conoscenza esperienziale di DIO non è mai solo frutto di studio o sforzo umano,
perché richiede ascolto, mitezza e timore di DIO.
La Verità evangelica viene prima ascoltata con l’orecchio,
ma viene compresa davvero solo quando la Ruah la profonde nel cuore.
Per questo la Ruah HaKodesh è sia Maestra di vita, perché ci insegna,
sia Memoria vivente, perché ci ricorda,
sia Guida interiore, perché ci conduce alla Verità vissuta.
In sintesi la Rivelazione di Cristo non resta chiusa nel passato
e neppure affidata soltanto alla capacità umana di comprenderla.
La Ruah HaKodesh è DIO che rende la Sua Parola sempre presente,
intelligibile, sapienziale e feconda per esperienza.
Non sostituisce Yeshùa, è Yeshùa e lo rende interiormente conoscibile,
dischiudendo il significato pieno dell’Unico Vangelo.
Luca 24:32
Ed essi si dissero l’un l’altro: «Non ardeva il nostro cuore dentro di noi,
mentre Egli ci parlava per la via e ci apriva le Scritture?»
Atti 8:34-35
E l’eunuco, rivolto a Filippo, disse:
«Ti prego, di chi dice questo il profeta? Lo dice di se stesso o di un altro?»
35) Allora Filippo prese la Parola e, cominciando da questa Scrittura, gli annunziò Yeshùa.
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«SENSIBILI alla RUAH HAKODESH»
«La sensibilità può essere FISICA»
«imporre le mani e non solo»
1° Re 17:21-22
Si distese quindi tre volte sul fanciullo e invocò YHWH, dicendo:
«Oh YHWH DIO mio, ti prego, fa’ che l’anima di questo fanciullo ritorni in lui».
22) YHWH esaudì la voce di Elia: l’anima del fanciullo ritornò in lui ed egli riprese vita.
2° Re 4:34
Poi salì sul letto e si coricò sul fanciullo; pose la propria bocca sulla sua bocca,
i propri occhi sui suoi occhi, le proprie mani sulle sue mani;
si distese sopra di lui e la carne del fanciullo si riscaldò.
Marco 7:33
Yeshùa, trattolo da parte, lontano dalla folla, gli mise le dita negli orecchi e,
dopo aver sputato, gli toccò la lingua.
Giovanni 9:6
Dopo aver detto queste cose, sputò in terra, con la saliva fece del fango
e ne impiastrò gli occhi del cieco.
Atti 20:10
Ma Paolo, sceso giù, si gettò su di lui, l’abbracciò e disse:
«Non vi turbate, perché l’anima sua è in lui».
2^ Timoteo 1:6
Per questa ragione ti ricordo di ravvivare il dono di DIO che è in te per l’imposizione delle mie mani.
«La sensibilità può essere sia Psicologica che Comportamentale»
Proverbi 15:1
La risposta dolce calma la collera, ma la parola pungente eccita l’ira.
Proverbi 25:15
Con la pazienza si persuade un principe, e la lingua dolce spezza dell’ossa.
Marco 11:15
Così giunsero a Gerusalemme.
E Yeshùa, entrato nel tempio, cominciò a scacciare quelli che nel Tempio
vendevano e compravano e rovesciò le tavole dei cambiamonete
e le sedie dei venditori di colombi.
«La sensibilità è anche un carisma spirituale→ ruhaní»
«Discernimento degli Spiriti»
Proverbi 2:1-4
Figlio mio, se ricevi le mie parole e fai tesoro dei miei comandamenti,
2) prestando orecchio alla sapienza e inclinando il cuore all’intendimento;
3) sì se chiedi con forza il discernimento e alzi la tua voce per ottenere intendimento,
4) se lo cerchi come l’argento e ti dai a scavarlo come un tesoro nascosto,
Osea 4:14b
il popolo, che non ha discernimento, corre alla rovina.
Filippesi 1:9
E per questo prego che il vostro Amore abbondi sempre di più in conoscenza e in ogni discernimento,
1^ Corinzi 16:9
perché qui una larga porta mi si è aperta a un lavoro efficace, e vi sono molti avversari.
Apocalisse 3:8
Io conosco le tue opere: ecco, ti ho posto davanti una porta aperta,
che nessuno può chiudere, perché, pur avendo poca forza,
non solo hai osservato la Mia Parola ma non hai rinnegato neppure il Mio Nome.
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«Un CORPO»
«Il vero discepolo porta frutto solo se impara a profondere se stesso nel Corpo»
I veri discepoli sono costanti e perseveranti, sono di quelli che non si tirano indietro.
Galati 2:20
Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me
e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Romani 6:4
Siamo stati perciò sepolti nella stessa tomba con Lui mediante il battesimo nella morte,
affinché nel modo che il Signore risuscitò dai morti
a motivo della maestà divina di Colui che è Padre,
in questo modo anche noi vivessimo in novità di vita.
Giovanni 15:5
Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in Me ed io in lui, porta molto frutto,
poiché senza di Me non potete far nulla.
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«SAGGI»
Efesini 5:15-17
Osservate perciò scrupolosamente il modo in cui vivete, non come stolti ma come saggi,
16) Riscattando il momento opportuno, perché i tempi sono malvagi.
17) Perciò non siate insensati, ma comprendete quale sia la volontà del Signore,
Proverbi 11:30
Il frutto del giusto è un albero di vita e chi fa conquista di anime è saggio.
Proverbi 1:7
Il Timore di YHWH è il principio della Conoscenza→ DA’ATH→ 
gli stolti disprezzano la Saggezza e l’istruzione.
Proverbi 1:29
Poiché hanno odiato la Conoscenza→ DA’ATH→
,
non hanno scelto il Timore di YHWH,
Proverbi 2:5
allora comprenderai il Timore di YHWH e troverai la
Conoscenza→ DA’ATH→
di ELOHIM.
Timore significa, piacere più al Messia Yeshùa che agli uomini,
Ascoltare la Sua Parola ed essere Sottomessi alla Ruah HaKodesh.
«Conoscere per esperienza Yeshùa significa osservare la Sua Parola senza se e senza ma»
Verso la Gerusalemme Celeste è un’ampia riflessione sul cammino spirituale
fondato sulla conoscenza di Yeshùa come stile di vita.
L’analisi dei versetti dal 37 al 47 di Atti 2 mostra come
l’Assemblea di Gerusalemme incarni concretamente questo cammino.
Ho cercato di evidenziare che il Gan Eden può essere vissuto fin d’ora,
attraverso una vita metamorfizzata individualmente e come famiglia della fede.
Questo nuovo, se pur singolare stile di vita nasce dal conoscere
in modo esperienziale la buona, piacevole, perfetta e completa
Volontà di DIO come Unica Via verso la Verità e la Vita.
L’Assemblea di Gerusalemme mostra così che la conoscenza di Yeshùa
può tradursi in una vita rinnovata, capace di anticipare già ora una completa pienezza
psico–fisica–spirituale→ neshamah–nephesh–ruhaní,
vincendo su ogni malattia, sia ereditaria, che congenita, cromosomica o monogenica,
niente fame e nessuna miseria, fine delle sofferenze e dei disagi, nessun dolore,
solo un strenuo “combattimento, lotta e lavoro” contro tutto ciò che è Maligno,
solo Vita, Vita eterna nel Messia Yeshùa!
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Utopia o Sogno?
Se pensiamo di avere di meglio da fare allora facciamolo, come è scritto:
1^ Corinzi 15:32
Se ho combattuto in Efeso con le fiere per motivi umani, che utile ne ho io?
Se i morti non risuscitano, mangiamo e beviamo, perché domani morremo.
Dal Sogno alla Realtà è un cammino di fede guidato dalla Ruah:
L’espressione «dal sogno alla realtà» credo descriva bene il cammino della fede,
quando l’Amore di DIO, con una forza impetuosa, appassionata e travolgente
riempie completamente quel vuoto profondo, buio e tenebroso del nostro cuore,
fatto di paure, ansie, incertezze e confusione,
prima il desiderio, poi il bisogno costante di DIO
prende forma nella vita concreta di tutti i giorni,
attraverso scelte, passi di fiducia e testimonianza quotidiana.
Questo passaggio non avviene per caso:
richiede ascolto, discernimento, sottomissione e coraggio.
È un cammino spirituale preciso, che possiamo enunciare con chiarezza
attraverso quattro passaggi fondamentali:
Identificare l’obbiettivo:
La fede non cammina nel vago,
occorre riconoscere con chiarezza il luogo, il tempo e il popolo
verso cui DIO sta orientando il Suo progetto.
Il cammino spirituale non comincia da un ideale astratto,
ma dalla realtà concreta, anche quando è fragile, incompleta
e ancora in fase di maturazione.
Lascia che ciò che credi trasformi ciò che vivi,
la fede autentica non rimane dichiarazione interiore,
ma si traduce in scelte coerenti e in un’esistenza trasformata,
illumina i sentieri e rende la vita sempre più coerente con il Vangelo di Yeshùa.
Sii determinato:
Quando DIO chiama per nome, non chiama all’immobilità
ma a un’ubbidienza semplice e perseverante:
il sogno si trasforma in realtà quando l’ubbidienza diventa azione.
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Filippesi 1:20-24
Secondo la mia fervida attesa e speranza, che non sarò svergognato in cosa alcuna,
ma che con ogni franchezza, ora e sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo,
sia con la vita, sia con la morte.
21) Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno.
22) Ma non so se il vivere nella carne sia per me un lavoro fruttuoso,
né posso dire che cosa dovrei scegliere,
23) perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire ed essere con Cristo,
il che mi sarebbe di gran lunga migliore,
24) ma il rimanere nella carne è più necessario per voi.
Per chi è in Cristo, anche le realtà più profonde dell’esistenza assumono una luce nuova:
essere diventa comunione con Lui e persino il morire non è più una perdita,
ma un guadagno, perché apre alla pienezza della Luce Sua.
Eppure i sentieri che conducono alla Gerusalemme Celeste
ci hanno insegnato che il combattimento, la lotta e il lavoro si fa strenue nel discernimento.
Da una parte c’è il desiderio di essere pienamente in Cristo,
di lasciarsi attirare da Lui senza più ostacoli;
dall’altra c’è la consapevolezza che il tempo presente,
con le sue prove e il suo servizio, può ancora portare frutto per il bene degli altri.
In questa tensione si rivela la maturità della fede:
il desiderio del Cielo non ci allontana dalla responsabilità della terra, ma la illumina.
Chi appartiene alla Sposa di Cristo impara così a custodire insieme,
il languire del cuore che attende le future nozze con Yeshùa e la disponibilità a rimanere,
finché è necessario a servizio di tutti quelli che ancora sono sulla via della salvezza,
altrimenti che uomo sarei?
Marco 12:29-30
E Yeshùa gli rispose: «Il primo comandamento di tutti è:
«Ascolta Israele, YHWH è il nostro DIO, YHWH è UNO»
«SHEMÀ ISRAEL YHWH ELOHINÙ YHWH ECHAD»
E amerai dunque
YHWH, il tuo DIO:
con tutto il tuo cuore→ in tutti i tuoi sentieri,
con tutta la tua vitalità→ di corpo e mente
e con tutta la tua veemenza→ forza impetuosa, appassionata e travolgente.
Questo è il primo comandamento.
Ed il secondo è simile a questo:
«ama il tuo prossimo come te stesso».
Non vi è alcun altro comandamento maggiore di questi.
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
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