Missione Cristiana 153

• L’ALBERO della VITA •

«SENSO della RIFLESSIONE»

«HIRRUR»

«הרהור»

C’è un tipo di pensiero che PRECEDE:

«il fare e il dire»

«il non fare e il non dire»:

«il Senso della Parola»

e c’è un tipo di pensiero che SEGUE:

«il fare e il dire»

«il non fare e il non dire»:

«il Senso della Riflessione»

il «Senso della Riflessione»

è un modo di meditare attento ai particolari,

imparando dall’esperienza,

dal modo di vivere pratico e reale,

dalla realtà che ci circonda,

riflettendo in se stessi l’impressioni e le emozioni ricevute.

Questo senso sottolinea il lato riflessivo e filosofico dell’uomo,

produce sicurezza e prosperità in chi lo vive.

Salmo 139:1-4

Beato l’uomo che …

il suo diletto è nella Torà di YHWH,

e la Sua Torà medita giorno e notte.

Egli sarà come un albero piantato sulla riva di un ruscello,

che produce frutto a suo tempo

e le cui foglie non appassiscono,

ed ogni sua iniziativa riuscirà.

Il «Senso della Riflessione»

è l’interesse della mente sul come ricevere le cose desiderate.

è il pensiero che canta nel cuore,

che vibra all’unisono con le nostre emozioni.

Se vissuto con gioia riceve intuizione,

capacità di prevedere e di pianificare gli eventi futuri,

preparandosi in tempo.

2^ Pietro 1:21

infatti nessuna profezia venne mai da volontà d’uomo,

ma degli uomini [dei santi] hanno parlato da parte di Dio,

sospinti dallo Spirito Santo.

Ci dispone a dare buoni consigli,

a diventare uomini fidati,

ci aiuta a comprendere uomini ed animali,

diventa uno strumento di consiglio insuperabile,

capace di tener conto delle mille sfaccettature della vita.

Giosuè 1:8

Questo libro della Torà non si diparta mai dalla tua bocca,

ma meditalo giorno e notte,

cercando di agire secondo tutto ciò che vi è scritto,

perché allora riuscirai nelle tue imprese, allora prospererai.

Infine, la parte migliore del «Senso della Riflessione»

 è la Meditazione, che sfocia «nell’Essere Preghiera»

dove la Giustizia e la Pace si sono baciate

nella pienezza di Yeshùa il Messia, o Logos, la Parola, la Torà.

Il «Senso della Riflessione»

porta con sé due significati contrapposti:

quello negativo sta nel «RIMUGINARE»

un pensiero o un fatto fino a farlo diventare ossessivo.

Quello positivo consiste nel «MEDITARE la Parola»

Il «Senso della Riflessione»

è insito in ogni uomo,

se carnale diventa demoniaco,

imprigionando l’uomo nei cattivi pensieri

ed i sentimenti che questi scatenano,

divampando in frustrazioni, nevrosi depressioni,

che lo incatenano al mondo materiale.

Vediamolo attraverso la figura del Faraone.

«Senso della Riflessione»

«HIRRUR»

Valore numerico: (416)

«io sono il Faraone»

«Anì Parò»

Valore numerico: (416)

Genesi 41:44

וַיֹּאמֶר פַּרְעֹה אֶל־יֹוסֵף אֲנִי פַרְעֹה וּבִלְעָדֶיךָ לֹא־יָרִים אִישׁ אֶת־יָדֹו וְאֶת־רַגְלֹו בְּכָל־אֶרֶץ מִצְרָיִם׃

Genesi 41:41-44

Il Faraone disse a Giuseppe:

«Vedi ti ho posto a capo su tutto il paese d’Egitto».

Il Faraone si tolse l’anello dalla propria mano

e lo mise alla mano di Giuseppe;

lo fece vestire di abiti di lino fino

e gli mise al collo la collana d’oro.

Lo fece montare sul cocchio dopo il suo e si acclamava:

«Questo è la mano destra del re!».

Lo mise a capo di tutto il paese d’Egitto.

Il Faraone disse a Giuseppe:

«Io sono il Faraone

e senza il tuo consenso

nessuno alzerà la propria mano

o il proprio piede in Egitto».

Apparentemente il Faraone sembra munifico,

però leggiamo che sta dicendo a Giuseppe:

ricordati che io sono il Dio d’Egitto!

Secoli dopo troviamo Mosè alle prese con un nuovo Faraone,

ma eguale nella forma.

Esodo 5:1-2

In seguito Mosè ed Aronne andarono dal Faraone e gli dissero:

«Così ha detto YHWH, il DIO d’Israele:

«Lascia andare il mio popolo affinché mi celebri nel deserto».

Il Faraone disse:

«Chi è YHWH, perché io gli presti ascolto, lasciando andare Israele?

Non conosco YHWH e comunque non lascerò andare Israele».

Nel libro dell’Esodo vediamo che il Faraone diventa l’ostinato per antonomasia.

Piaga su piaga Mosè continuerà a sollecitare il Faraone con la stessa richiesta:

«lascia andare il popolo»

Ma il Faraone non cederà fino all’ultima piaga.

L’atteggiamento del Faraone

è lo stesso che il popolo di Israele

manterrà per quaranta anni nel deserto.

Dimostrazione che cambiare la realtà del sé interiore

non è per niente facile se non ci arrendiamo allo Spirito di Dio,

liberando la nostra anima profusa della «Scekhinà»

dal vano modo di vivere che abbiamo ereditato.

2^ Pietro 1:21

sapendo che non con cose corruttibili, argento od oro,

foste liberati dal vano modo di vivere

tramandato dai padri,

«Parò : Faraone»

La radice di tre lettere della parola Faraone è questa:

Permutandola otteniamo:

«OREF»

«CERVICE»

Il comportamento del Faraone e del popolo di Israele

è lo stesso di ogni uomo, ostico al cambiamento,

non importa se in meglio,

non vogliamo camminare sui sentieri di Dio,

siamo di cervice dura,

siamo testarditestoni!

Vediamo ora la parte positiva del:

«Senso della Riflessione»

«HIRRUR»

Valore numerico: (416)

Vediamo il Parallelo tra:

«Il senso della Riflessione»

e «Fece Bere»

e «Baciò»

«VAYSHAQ»

«Fece Bere»

«Baciò»

Valore numerico: (416)

Genesi 29:10-11

 Rachele, essendo pastora, giunse con il gregge di suo padre.

Quando Giacobbe vide Rachele figlia di Labano fratello di sua madre,

Giacobbe si fece avanti, fece rotolare la pietra dalla bocca del pozzo

e abbeverò il gregge di Labano, fratello di sua madre.

11)Allora Giacobbe baciò Rachele, alzò la voce e pianse.

Genesi 29:10-11

וַיְהִי כַּאֲשֶׁר רָאָה יַעֲקֹב אֶת־רָחֵל בַּת־לָבָן אֲחִי אִמֹּו וְאֶת־צֹאן לָבָן אֲחִי אִמֹּו וַיִּגַּשׁ יַעֲקֹב וַיָּגֶל אֶת־הָאֶבֶן מֵעַל פִּי הַבְּאֵר וַיַּשְׁקְ אֶת־צֹאן לָבָן אֲחִי אִמֹּו׃

11)

 וַיִּשַּׁק יַעֲקֹב לְרָחֵל וַיִּשָּׂא אֶת־קֹלֹו וַיֵּבְךְּ׃

RACHELE e l’ACQUA nel pozzo

rappresentano la presenza divina: «Shekhinà»,

prigioniera nell’uomo.

GIACOBBE rappresenta il Liberatore.

Il GREGGE rappresenta la nostra parte animale,

quella che non cambia, istintiva, ripetitiva,

che ha bisogno di essere aiutata e guidata all’abbeveratoio.

La Grande Pietra che chiude il pozzo

rappresenta l’ostacolo alla nostra anima di comunicare con la «Scekhinà»

 cosa

dobbiamo togliere gli ostacoli che ci impediscono di ascoltare lo Spirito divino in noi, la Scekhinà.

 cosa

dobbiamo abbeverare la nostra anima assetata di Dio.

 cosa

dobbiamo baciare la «Scekhinà»

Salmo 85:10

La benignità e la verità si sono incontrate;

la giustizia e la pace si sono baciate.

 cosa

dobbiamo impariamo a piangere

per entrare nel «Senso del Riso»

ritrovando così i sentieri antichi,

ascoltando «bocca a bocca» la Voce di Dio.

Numeri 12:8

«Bocca a bocca parlo con lui (Mosè)»

Numeri 12:8

«Peh el peh adabber bo»

Numeri 12:8

פֶּה אֶל־פֶּה אֲדַבֶּר־בֹּו

Il «Senso della Riflessione»

ci riporta nell’esperienza estatica

di parlare «bocca a bocca» con Dio,

come fece Mosè sul Monte Sinai al momento del Dono della Torà

cioè il momento in cui l’uomo ha sperimentato il Dono dello Spirito di Dio,

la «Scekhinà»

cioè il giorno della Festa della Mietitura,

il giorno della Pentecoste, o «Shavuot»

50 giorni dopo la Pasqua.

Esodo 23:16

«Festa della Mietitura»

Esodo 23:16

«Chag hachatzir»

Esodo 23:16

חגהקציר

La Festa della Mietitura detta Pentecoste

è l’inizio di una nuova vita dall’alto,

in quel giorno sul Monte Sinai Dio donò la Torà,

con la quale stabilì i principi di vita.

Ancora oggi ognuno che lo chiede con cuore sincero può sperimentare il dono della Torà dentro se stesso, lo Spirito di Cristo, la Parola, o Logos.

La Torà è stata incisa su tavole di zaffiro,

cioè di pietra preziosa.

Figura dei nostri cuori.

Viene su e dentro di noi,

profondendo il Suo

Amore Agapê Ahavà.

Cioè la Schekhinà.

1^ Giovanni 4:8

Chi non ama non ha conosciuto Dio,

perché Dio è Amore Agapê Ahavà.

1^ Giovanni 4:16

E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi.

Dio è Amore Agapê Ahavà,

e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui.

Impariamo dal nostro Signore

«Yeshùa il Messia di Nazareth»

«a risvegliare in noi il «Senso della Riflessione»

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

« INVITO INVITO »

A tutti i credenti che hanno il desiderio di conoscere il modello della:

«Chiesa originale di Yeshùa il Messia, nata a Gerusalemme»

vista dallo studio su: «Atti 2:41-47» consultatelo insieme agli approfondimenti, informatevi, fate domande direttamente sulle pagine stesse del sito, chiedete, commentate, sarà un conoscersi passo→ passo→ verso la vera Chiesa, aspettiamo il vostro contributo.


«inviateci una e-mail ed entrate in contatto con noi»


Che la grazia del Signor nostro Yeshùa il Messia (Gesù Cristo) sia con tutti noi.

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