Missione Cristiana 153

• ATTI 2:41-47 •

 «CONDIVIDONO TUTTO»

• dal SOGNO alla REALTÀ •

Atti 2:44-45

Or tutti coloro che avevano creduto stavano insieme ed avevano ogni cosa comune.

45 E riscuotevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

I primi credenti stavano insieme e:

«CONDIVIDEVANO TUTTO»

Si amavano in modo pratico e reale.

«CREDEVANO VERAMENTE»

1^ Giovanni 3:18

Figlioli, non amiamo a parole né con la lingua,

ma in modo pratico e reale.

Atti 4:32

Ed il gran numero di coloro che avevano creduto

era di un sol cuore e di una sola anima;

nessuno diceva esser suo quello che aveva,

ma tutte le cose erano in comune fra di loro.

I primi cristiani misero in comune i loro beni,

per seguire un criterio di UGUAGLIANZA.

Esodo 16:18

Lo misurarono con l’omer;

ora chi ne aveva raccolto molto

non ne ebbe di più;

e chi ne aveva raccolto poco

non ne ebbe di meno.

2^ Corinzi 8:14-15

ma solo seguire un criterio di uguaglianza; che al presente la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, affinché anche la loro abbondanza sia impiegata a supplire alla vostra indigenza,

perché vi sia uguaglianza,

15) secondo quel che sta scritto:

ora chi ne aveva raccolto molto

non ne ebbe di più;

e chi ne aveva raccolto poco

non ne ebbe di meno.

«Perché arrivare a fare quello che appare un estremismo?»

• dal SOGNO alla REALTÀ •

La ragione è semplicissima e la leggiamo in:

2^ Corinzi 5:7-17

Camminiamo infatti per fede, e non per apparenza (per visione).

8) Ma siamo fiduciosi e abbiamo molto più caro di partire dal corpo e andare ad abitare con il Signore.

9) Perciò ci studiamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che partiamo da esso.

10) Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male.

11) Conoscendo dunque il timore del Signore,

persuadiamo gli uomini,

e siamo conosciuti da Dio, or io spero di essere conosciuto anche dalle vostre coscienze.

12) Perché non ci raccomandiamo di nuovo a voi, ma vi diamo l’opportunità di essere orgogliosi di noi, affinché possiate rispondere a coloro che si gloriano nell’apparenza e non nel cuore.

13) Infatti se siamo fuori di senno, lo siamo per Dio, e se siamo di buon senno lo siamo per voi.

14) Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti;

15) e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per Colui che è morto ed è risuscitato per loro.

16) Perciò d’ora in avanti noi non conosciamo nessuno secondo la carne; e anche se abbiamo conosciuto Cristo secondo la carne, ora però non lo conosciamo più così.

17) Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.

«PERSUASIONE»

è convincere gli altri a riconoscere la Verità, cioè la realtà delle cose di Dio, in modo pratico e reale e non manipolazione.

«MANIPOLAZIONE»

invece è finalizzata a cambiare la percezione o il comportamento degli altri attraverso metodi ingannevoli, il fine ultimo del manipolatore è la soddisfazione dei suoi esclusivi interessi.

La vita nella carne viene chiamata:

«VANO MODO di VIVERE»

1^ Pietro 1:18

sapendo che non con cose corruttibili,

come argento od oro,

siete stati riscattati

dal vostro vano modo di vivere

tramandatovi dai padri,

Dobbiamo camminare per fede, persuadendo gli uomini che non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, poiché l’amore che Dio ha profuso nei nostri cuori ci costringe, il vano modo di vivere è cosa vecchia, in Cristo tutte le cose sono diventate nuove.

Spesso la Chiesa divaga su questo argomento,

ma divagare sulla Verità,

Non la CANCELLA.

Per vivere in Cristo ci viene chiesto prima di morire con Lui, per risorgere con Lui in novità di vita.

Marco 16:16

chi ha creduto ed è stato battezzato, sarà salvato; ma chi non ha creduto, sarà condannato.

E questo non significa forse partecipare gli uni con gli altri tutto ciò che siamo e che abbiamo?

Questa è la ragione per cui i primi credenti misero insieme tutto ciò che avevano per supplire alle necessità del Corpo di Cristo e a quelle del mondo.

Yeshùa lo aveva chiesto ad un giovane ricco ed ai suoi discepoli.

Matteo 19:23-26

Yeshùa allora disse ai suoi discepoli:

«In verità vi dico che un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli.

24 E ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio».

25 All’udire ciò, i suoi discepoli, furono grandemente sbigottiti e dissero:

«Chi dunque può essere salvato?».

26 E Gesù fissando lo sguardo su di loro, disse:

«Per gli uomini questo è impossibile, ma per Dio ogni cosa è possibile».

È l’amore di Dio che ci convince,

qualunque altra strada è impossibile.

Nella lotta per proteggere la sicura verità che l’uomo è salvato unicamente per grazia,

spesso dimentichiamo e trascuriamo un’altra grande verità,

«mediante la fede»

La grazia ci permette di avere fede in Dio che così profonde il Suo amore nel nostro cuore, è un processo spirituale che non si può comprendere solo a parole, si può solo conoscere per esperienza.

Seguire Cristo significa donare completamente se stessi in tutto ciò che siamo e che abbiamo, ma non può essere uno sforzo, è una conseguenza dell’essere nati di nuovo dall’alto.

Se amiamo il prossimo come noi stessi dimostriamo di amare Dio, ma se non amiamo e non serviamo il prossimo non stiamo forse mentendo a noi stessi, dicendo di amare Dio?

Solo se rinneghiamo il nostro «io e mio» partecipando tutto ciò che siamo e che abbiamo, amiamo Dio.

1^ Giovanni 4:20

Se uno dice: «io amo Dio» e odia il proprio fratello, è bugiardo;

chi non ama infatti il proprio fratello che vede, come può amare Dio che non vede?

Rinnegare se stessi e dare tutto ciò che «si è e si ha» è impossibile senza l’amore che Dio ha profuso nei nostri cuori, ma se abbiamo ricevuto l’Amore di Dio profuso nei nostri cuori, significa che abbiamo ricevuto lo Spirito del Messia e perciò diventerà un bisogno.

Romani 5:5

Or la speranza non fa vergognare,

perché l’amore di Dio è stato profuso nei nostri cuori

attraverso lo Spirito Santo che ci è stato donato.

È l’amore per il mondo che ci rende restii a rinunciare a ciò che pensiamo sia la nostra vita, non è solo un fatto di ricchezze, ma anche di abitudini, ci piace il riconoscimento degli altri, che non è in ragione di chi sono ma di quello che gli altri pensano di me;

pensano che sono importante, ricco, mi vedano come una persona di potere, invidiano la mia posizione, la mia cultura secondo il mondo, la mia famiglia, la mia auto, la mia casa, dove c’è un mio o mia avrò sempre difficoltà a lasciare.

Il sentirsi occidentali, o latini, o anglosassoni, o di colore, per me l’essere italiano, o ancor peggio toscano, supponente, superiore, ognuno di noi in coscienza può aggiungere a questa lista secondo coscienza …

Rifiutandoci di donare la nostra vita commettiamo un errore fatale, perché dimostriamo:

«di amare le cose del mondo più del nostro Salvatore e Signore Yeshùa il Messia»

«di amare il mondo più della speranza della vita eterna»

«di amare la nostra posizione sociale, il riconoscimento degli altri, la stima e il potere che le ricchezze mondane offrono più di quanto amiamo Cristo»

Romani 2:14-17

Infatti quando i gentili, che non hanno la legge ↔ la Torà, fanno per natura le cose della legge ↔ Torà, essi, non avendo legge, sono legge a se stessi;

15) questi dimostrano che l’opera della legge ↔ Torà è scritta nei loro cuori per la testimonianza che rende la loro coscienza, e perché i loro pensieri si scusano o anche si accusano a vicenda,

16) nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Yeshùa il Messia ↔ Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.

Gli uomini puerili usano ogni spiegazione possibile per tranquillizzare le loro coscienze, pur di evitare di condividere tutto, ma non così i veri uomini che camminano in novità di vita, i fedeli del Messia Risorto.

Questo accade per un semplice motivo: le ricchezze allontanano da Dio.

Gesù lo insegna «un ricco difficilmente entrerà nel regno dei cieli».

Per quale motivo?

Perché vi è un fascino, un’attrazione fatale, una forza, un potere e un richiamo che attirano tutti quelli che bramano le ricchezze o le possiedono, e queste cose sono talmente forti da schiavizzare e condannare chiunque accumuli ricchezze senza abbracciare il Salvatore.

Matteo 6:24

Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.

Dal dizionario Garzanti online – mammona: «la ricchezza mondana, in quanto è fatta oggetto di desiderio insaziabile, quasi di culto, ed è perciò causa di dannazione spirituale.

Le ricchezze creano il grande

«io»

Di solito chi possiede molto, rispetto al contesto in cui vive è considerata una persona potente, è stimata, è onorata e invidiata.

Le ricchezze offrono una posizione sociale, potere e riconoscimento, accrescono l’ego e rendono una persona autosufficiente e indipendente in questo mondo.

Di conseguenza tende a pensare di non aver bisogno di nulla, neppure del «SALVATORE».

Apocalisse 3:17

Poiché tu dici: io sono ricco, mi sono arricchito e non ho bisogno di nulla

e non sai invece di essere disgraziato, miserabile, povero, cieco e nudo.

Inoltre ci si dimentica che ci sono cose che non si possono comprare ed eventi da cui la ricchezza non ci può salvare.

Il denaro non può salvare dalla malattia, dagli incidenti, dalla morte o dalle disgrazie, solo Gesù può!

L’amore, la gioia, la pace e tutte le cose veramente importanti per l’uomo non potranno mai essere comprate.

Questo non significa che la ricchezza sia da disprezzare, la ricchezza non può comprare tutto, ma può aiutare in tante cose,

Yeshùa non parla mai di una povertà fine a se stessa,

ma di CONDIVISIONE.

La Bibbia ci insegna dei principi per gestire il denaro, e questi principi valgono per tutti, anche per chi non ha molto.

Efesini 4:28

Chi rubava non rubi più, ma piuttosto si affatichi facendo qualche buona opera con le proprie mani, affinché abbia qualcosa da dare a chi è nel bisogno.

«Le ricchezze inducono ad accumulare»

Se non vogliamo mettere la testa sotto la sabbia dobbiamo riconoscere che il mondo è schiacciato da necessità impellenti e disperate.

Ancora oggi milioni di uomini muoiono di fame, di malattie curabili, sono senza un tetto, senza vestiti, senza acqua, senza niente.

Povero secondo il pensiero occidentale, è niente, rispetto a questo tipo di umanità che facciamo finta che non esista o che ancor peggio ci urta, un’umanità non solo abbandonata a se stessa, ma sfruttata per il benessere di pochi.

Miliardi di persone sono senza Dio in questo mondo, destinate a morire in un mondo che si dice «cristiano» ma che di «cristiano» non ha più niente, senza poter conoscere Yeshùa il Messia, il Salvatore.

Se hai letto fin qui, prova ad osservare il mondo e la sua condizione disperata in modo obbiettivo,

DOMANDIAMOCI:

«Possiamo continuare a far finta di niente

«Perché dovremmo tenere per noi più di quello che ci necessità

Matteo 19:21

Gesù gli disse: «Se vuoi essere perfetto, vai vendi ciò che hai, dallo ai poveri e tu avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi».

Gesù quando parla al giovane ricco in questo modo è per provare il suo cuore, è una forma retorica riferita al contesto in cui il giovane viveva, per scalzare la convinzione del giovane ricco di sentirsi nel giusto.

Gesù non vuole che diventiamo poveri, vuole che siamo ricchi per poter aiutare chi è nel bisogno,

ma vuole che la ricchezza sia CONDIVISA,

che siamo UNO!

Giovanni 10:10

ma io sono venuto affinché abbiano la vita

e l’abbiano in abbondanza.

Proverbi 30:7-9

Io ti ho chiesto due cose; non negarmele prima che io muoia:

8) allontana da me falsità e menzogna; non darmi né povertà né ricchezza, cibami del pane che mi è necessario

9) perché, una volta sazio, non ti rinneghi e dica: «Chi è YHWH?», oppure, divenuto povero, non rubi e profani il nome del mio DIO.

«Le ricchezze rendono l’uomo egoista»

È una mentalità diabolica, più abbiamo, più vogliamo avere.

Quando tocchiamo le cose di questo mondo e viviamo nell’agio, nasce la paura di perdere ciò che abbiamo ottenuto e lottiamo non solo per conservarlo ma per averne sempre di  più.

Sicuramente alcuni sono disposti a dare il loro contributo, ma solo in una determinata misura.

Sono rari coloro che danno a Cristo tutto ciò che sono e tutto ciò che hanno per condividere e supplire ai bisogni del mondo.

Perciò vado a parafrasare quello che dice Gesù in merito al giovane ricco e Paolo ai fratelli:

«chiunque non sia disposto al presente a seguire un criterio di uguaglianza per condividere ciò che ha e supplire ai bisogni del mondo nella misura della forza che gli è stata assegnata, sarà molto difficile che entri nel Regno dei Cieli»

Efesini 4:16

Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso in amore.

Se non abbiamo compassione dei nostri fratelli, del nostro prossimo e se non ci prendiamo cura di loro, come possiamo aspettarci che Dio abbia compassione e si prenda cura di noi?

È sciocco pensare che un Dio amorevole e giusto supplirà alla nostra necessità di vita eterna, se noi non siamo disposti a condividere e supplire alla necessità del prossimo in questa vita terrena.

La riunione dei credenti è il Corpo di Cristo, cioè la Chiesa che già possiede i mezzi per aiutare e portare soluzione all’umanità, ma il problema è che dovrebbe essere disposta ad usarli.

«Le ricchezze tengono le persone attaccate al mondo, anziché a Yeshùa»

Matteo 19:22

Ma il giovane, udito questo parlare, se ne andò rattristato, perché aveva molte ricchezze.

Le ricchezze permettono di avere cose che:

«DANNO SICUREZZA»

«COMPIACCIONO i SENSI»

«ACCRESCONO l’EGO»

Se concentriamo la nostra vita sulle cose del mondo e non sul nostro Salvatore e Signore Gesù Cristo, tendiamo a voler avere sempre di più e ad avere paura di perdere ciò che abbiamo.

Trascurando e divagando intorno al Regno di Dio.

La ricchezza e le cose di questo mondo consumano chi le possiede.

Luca 16:9-12

Or io vi dico: Fatevi degli amici con le ricchezze ingiuste perché, quando esse verranno a mancare, vi ricevano nelle dimore eterne.

10) Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è ingiusto nel poco, è ingiusto anche nel molto.

11) Se dunque voi non siete stati fedeli nelle ricchezze ingiuste, chi vi affiderà le vere?

12) E se non siete stati fedeli nelle ricchezze altrui, chi vi darà le vostre?

Gesù chiama le ricchezze «INGIUSTE», perché quasi tutto ciò che abbiamo è stato fatto a spese di qualcun altro, che è stato sfruttato o schiavizzato da un’umanità ingiusta.

Poi Gesù continua e ci insegna che non è importante quanto abbiamo, ma se siamo disposti a CONDIVIDERLO, perché comunque rispetto al disastro in cui vive il mondo quasi tutto quello che abbiamo è ingiusto, perciò come farà Gesù ad affidarci i beni del Cielo se non siamo disposti a condividere i beni terreni per di più ingiusti

Luca 12:33-34

Vendete i vostri beni e dateli in elemosina; fatevi delle borse che non invecchiano un tesoro inesauribile nei cieli dove il ladro non giunge e la tignola non rode.

Poiché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Se abbiamo paura di perdere ciò che abbiamo significa che il nostro cuore è legato al mondo e non a Gesù.

Atti 20:35

In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi in questo mondo ci conviene sostenere gli infermi e ricordarsi delle parole del Signore Gesù, il quale disse: 

«C’è maggior felicità nel dare che nel ricevere»

Per vedere dov’è realmente il mio cuore devo domandarmi:

«Ho veramente maggior felicità nel dare che nel ricevere

Galati 6:10

Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti, ma principalmente a coloro della famiglia della fede.

Potremmo pensare che la questione sia:

«sono o no disposto a donare tutto ciò che ho?»

Ed invece No!

La questione è:

sono disposto o no a condividere quello che sono e non solo quello che ho.

Ho forse paura di essere meglio degli altri o di dare di più degli altri?

Matteo 19:29

E chiunque ha lasciato casa, fratelli, sorelle, padre, madre, moglie, figli o campi per amore del mio nome, ne riceverà il centuplo ed erediterà la vita eterna.

È sempre e solo un fatto di «UGUAGLIANZA» di «CONDIVISIONE» Il nostro Signore Gesù, non solo ci dice che non possiamo perdere niente quando seminiamo per il Suo Regno, ma che addirittura abbiamo solo da guadagnare, questa si chiama fiducia o fede nelle promesse di Dio «ne riceverà il centuplo».

Se la nostra paura invece è perdere,

allora non è più un problema,

perché abbiamo già perso.

1^ Timoteo 6:17-19

Ordina ai ricchi di questo mondo di non essere orgogliosi, di non riporre la loro speranza nell’incertezza delle ricchezze, ma nel Dio vivente, il quale ci offre abbondantemente ogni cosa per goderne, di fare del bene, di essere ricchi in buone opere, di essere generosi e di essere pronti a dare, mettendo in serbo per se stessi un buon fondamento per l’avvenire, per afferrare la vita eterna.

Qui Paolo sta parlando ai ricchi di questo mondo, vanno avvertiti di non confidare «nell’incertezza delle ricchezze» come facciamo ad avvertirli, se non vedono luce, ricordiamoci le parole di Gesù:

Matteo 5:14

«Voi siete la luce del mondo»

Giacomo 1:22

E siate facitori della parola e non uditori soltanto,

ingannando voi stessi.

Giacomo 2:17-20

Così è pure della fede; se non ha le opere, per se stessa è morta.

18  Ma qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere»; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere.

19  Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano.

20  Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta?

Essere UNO 

significa essere UGUALI

e CONDIVIDERE

ciò che SIAMO e ABBIAMO.

Quante persone hanno rifiutato e rifiuteranno Cristo a causa dell’ipocrisia e della falsa cristianità?

Perciò come abbiamo letto è facile ingannarsi, pensando che la Parola di Dio parli di qualcun altro.

2^ Corinzi 8:9

Voi conoscete infatti la grazia del Signor nostro Gesù Cristo il quale, essendo ricco, si è fatto povero per voi, affinché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

Yeshùa si è fatto povero per noi, ma in che senso?

Qual è la figura retorica di questa affermazione, se non che Gesù si è spogliato della Sua Maestà Celeste, cioè si è fatto povero per noi venendo a vivere in un corpo di carne.

A motivo di questo noi possiamo diventare ricchi, spogliandoci del nostro corpo di carne per vivere nello Spirito di Cristo.

Ebrei 13:5

Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto:

«Io non ti lascerò e non ti abbandonerò».

Niente paura Yeshùa è con noi!

Luca 9:23

Poi disse a tutti:

«Se qualcuno vuol venire dietro a me,

rinneghi se stesso,

prenda ogni giorno la sua croce e mi segua».

Qualsiasi tentativo di addolcire ciò che Yeshùa ci insegna

è ipocrisia per un cuore onesto e sincero,

che ha accolto e medita la Sua Parola.

Vai a:

• IPOCRISIA •

Se chi si PROFESSA credente consacrasse onestamente TUTTA la propria vita a Cristo, condividendo TUTTO ciò che «È» e che «HA» per la causa del vangelo, il mondo sarebbe già  ripieno della Sua Gloria!

Applichiamo ora il LIBERO ARBITRIO e prendiamoci le nostre responsabilità, in BENE o in MALE, continuare nel vano modo di vivere che abbiamo ereditato dal mondo o camminare in novità di vita?

Mettendo in pratica ciò che è scritto:

Galati 2:20

Io sono stato crocifisso con Cristo

e non sono più io che vivo, 

ma è Cristo che vive in me;

e quella vita che ora vivo nella carne, 

la vivo nella fede del Figlio di Dio,

che mi ha amato e ha dato se stesso per me.

La Vita Eterna nel Messia Yeshùa

non comincia quando lasceremo questo corpo,

se viviamo per fede in Cristo Gesù,

Re dei re e Signore dei Signori,

allora stiamo già vivendo

la VITA ETERNA!

Ora avrete capito perché ho chiamato questo capitolo di «Atti 2:41-47» 

• dal SOGNO alla REALTÀ •

Che il nostro Signore

«Yeshùa il Messia di Nazareth»

ci aiuti a DISCERNERE la vera ricchezza,

per vivere fin da adesso la vita eterna.

SHALOM!

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

« INVITO INVITO »

A tutti i credenti che hanno il desiderio di conoscere il modello della:

«Chiesa originale di Yeshùa il Messia, nata a Gerusalemme»

vista dallo studio su: «Atti 2:41-47» consultatelo insieme agli approfondimenti, informatevi, fate domande direttamente sulle pagine stesse del sito, chiedete, commentate, sarà un conoscersi passo→ passo→ verso la vera Chiesa, aspettiamo il vostro contributo.


«inviateci una e-mail ed entrate in contatto con noi»


Che la grazia del Signor nostro Yeshùa il Messia (Gesù Cristo) sia con tutti noi.

Torna a:

• VIVONO nel TIMORE di DIO •

Prossima meditazione:

• SONO UNITI in una SOLA MENTE •

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