Missione Cristiana 153

«Messaggio del 6 settembre 2026»

(171° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

ii

BONTÀ→ INTEGRITÀ di CUORE e di VITA→ GENTILEZZA

(2^ parte)

Galati 5:22-26

Al contrario, il Frutto della divina Ruah invece è AMORE AGAPÊ AHAVAH,

Gioia, Pace, Pazienza, Benevolenza→ Semplicità Generosità,

BONTÀ→ INTEGRITÀ di CUORE e di VITA→ GENTILEZZA,

FedeFedeltàFiducia,

Umiltà nella Mansuetudine

Autocontrollo Camminare Umilmente, con Modestia, in Austerità:

contro tali cose non esiste legge o regola.

Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne

con i suoi patemi→ le sue afflizioni→ le sue angosciose sofferenze le sue ansie le sue passioni

e le sue brame→ i suoi desideri per quello che è proibito le sue concupiscenze.

Se viviamo nella RUAH→ Spirito,

camminiamo anche nella RUAH→ Spirito.

Non diventiamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.

1^ Giovanni 3:14

Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla Vita,

perché amiamo i fratelli, chi non ama rimane nella morte.

«Nessuno può fare cose che non sa di poter fare»

Noi altresì possiamo amare dell’Amore di DIO, perché sappiamo di poterlo fare,

è il Dono che DIO ha profuso nei nostri cuori attraverso la Ruah HaKodesh che ci è stata accordata.

Il Frutto della Ruah HaKodesh è AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 

e per la Sua BONTÀ noi possiamo conoscere cosa significa AMARE:

DIO è Amore e ci rende capaci di amare, non solo a parole,

ma in modo pratico e reale, vivendo nella Sua stessa Luce,

che è bontà in ogni tempo, in ogni luogo e con ogni creatura.

Luca 10:30-36

Yeshùa rispose: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico,

e s’imbatté nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e se ne andarono lasciandolo mezzo morto.

Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada, lo vide e passò oltre dal lato opposto.

Così pure un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre dal lato opposto.

Ma un samaritano (considerato impuro e disprezzato dagli ebrei del tempo)

era in viaggio, passandogli accanto lo vide ed ebbe pietà

avvicinatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi olio e vino,

poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse ad una locanda e si prese cura di lui.

Il giorno dopo, presi due denari, li diede all’oste e disse:

«Prenditi cura di lui e tutto ciò che spenderai di più, te lo rimborserò al mio ritorno».

Quale di questi tre ti par essere stato il prossimo di colui che s’imbatté nei ladroni?»

Non è importante quello che diciamo o pensiamo di essere,

sono solo i fatti che confermano le nostre parole:

io sono un pastore, io sono un profeta, io sono un figlio di DIO, io sono un cristiano.

È fondamentale quello che facciamo,

se viviamo nella Bontà di DIO e abbiamo zelo per la Giustizia e la Verità,

allora siamo in un cammino di santificazione,

completi, compiutiperfetti, in sintesi, con un cuore integro,

fuori da questo, sono soltanto parole vuote e prive di valore.

Matteo 22:36-40

Maestro, qual è, nella Torah, il grande comandamento?

E Yeshùa gli disse: «Ama→ Agapaô il Signore DIO tuo con tutto il tuo cuore,

con tutto il tuo istinto vitale e con tutta la tua vemenza».

Questo è il grande e primo comandamento e il secondo simile a questo è:

Ama il tuo prossimo come te stesso“.

Da questi due comandamenti dipendono tutta la Torah e i profeti.

Un cuore integro è segno di bontà, di confidenza, di fiducia e di sincerità,

che si realizza per mezzo di un carattere e una condotta irreprensibile,

che trasforma il credente in Sposa del Signore.

La bontà secondo DIO si realizza solo se

uniamo la nostra mente alla Sua MenteRuah, Uno con Lui.

Marco 10:18-21

Yeshùa gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne Uno solo, DIO.

Tu sai i comandamenti: «Non uccidere; non commettere adulterio; non rubare;

non dire falsa testimonianza; non frodare; onora tuo padre e tua madre».

Ed egli rispose: «Maestro, osservo tutte queste cose fin dalla mia gioventù».

Yeshùa, guardatolo, l’amò e gli disse: «Una cosa ti manca!

Vai, vendi ciò che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo, poi vieni, seguimi».

Per prima cosa dobbiamo avere un cuore integro in noi stessi, 

se non siamo onesti con noi stessi, come potremmo esserlo con gli altri?

Dobbiamo avere confidenza con il nostro «ego» e guardarlo come in uno specchio

per scoprirne le brutture morali, sforzandoci di esseri sinceri,

guardando in faccia la realtà del nostro vano modo di vivere,

cercando aiuto gli uni negli altri per stroncare le futili abitudini che ci hanno fatti prigionieri,

del mondo e delle sue concupiscenze.

Uno specchio che rifletta tutti i lati oscuri del nostro carattere,

cioè tutti quegli istinti reattivi che dobbiamo trasformare

frantumandolo in tanti piccoli frammenti,

dove ogni pezzetto rifletta un particolare negativo della nostra vecchia natura.

Ora, esaminando i frammenti uno a uno, ci accorgeremmo che ogni persona storta,

ogni circostanza negativa e ogni ostacolo che abbiamo affrontato nella vita

è solo un scheggia di quello specchio frantumato

tutto ciò che vedevamo di sbagliato negli altri 

era solo un frammento del nostro ego, l’io e il mio.

Trasformando ogni spigolo del nostro caratterefigura di una scheggia di quello specchio,

questa azione si rifletterà positivamente su tutta la nostra vita,

su ogni amico nemicocircostanza e ostacolo,

cominceremo così a vedere i lati buoni gli uni degli altri,

gli amici, i nemici, le circostanze e gli ostacoli

prenderanno una forma diversa, diventeranno migliori.

Forse quelle stesse persone avranno un comportamento più gentilepremuroso, 

ma comunque vedremo tutte le cose con occhi diversi,

anche il mondo esterno cambierà intorno a noi in modo impensabile

fino a prima della nostra trasformazione.

Tutto questo è perché stiamo mutando il nostro approccio,

anziché reagire, stiamo agendo nella Ruah HaKodesh,

abbiamo acquisito un nuovo punto di vista, dall’Alto.

Se riponiamo piena fiducia nella Ruah HaKodesh che ci guida nella santificazione,

nello zelo e amore per la Verità, manifesteremo tutt’intorno a noi la Bontà di DIO.

La Bontà di DIO:

Matteo 13:53-58

Ora, quando Yeshùa ebbe finito queste parabole, se ne andò di là e,

venuto nella sua patria, li ammaestrava nella loro sinagoga, sicché essi stupivano e dicevano:

«Da dove ha ricevuto costui questa sapienza e queste potenti operazioni?

Non è costui il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria

e i suoi fratelli Giacomo, Iosè, Simone e Giuda?

E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove ha Egli dunque ricevuto queste cose?».

E si scandalizzavano di Lui; ma Yeshùa disse loro:

«Nessun profeta è disprezzato, se non nella sua patria e in casa sua».

Ed Egli non fece lì molte opere potenti, a causa della loro incredulità.

Ora, se crediamo veramente di poter fare opere potenti,

di portare guarigione, di portare libertà, di muoversi in rapido volo,

di attraversare i muri, di diventare invisibili, di camminare sulle acque,

nel Nome di Yeshùa, stiamo camminando per fede, altresì,

se continuiamo a credere di essere gente di questo mondo non ci riusciremo mai!

Siamo Figli di DIO? Siamo Speciali? Siamo la Luce del mondo? 

Siamo il Sale della terra? Siamo Elohim? 

Vogliamo diventare Sposa di Cristo nostro Signore?

Vogliamo vedere cose che non si sono mai viste?

O vogliamo continuare a essere gente qualunque, incredulafalsa, ipocrita e bugiarda,

che impedisce alla Potenza di DIO di manifestarsi?

La scelta è nostra e solo nostra, basta parlare di circostanze,

si chiama libero arbitrio, posizione in campo,

chi sono e chi voglio essere dipende solo da me,

per questo proclamo le parole di Yeshùa:

Matteo 16:23

Ma Yeshùa, voltatosi, disse a Pietro: «Vattene via da Me, Satana!

Tu mi sei di scandalo, perché non hai il senso delle cose di DIO, ma delle cose degli uomini»

Luca 4:8

Ma Yeshùa, rispondendo, gli disse: «Vattene via da Me, Satana.

Sta scritto: “Adora il Signore DIO tuo e servi a Lui solo”».

Scegliamo di camminare per la Bontà di DIO:

Matteo 7:19-23

Ogni albero che non buon frutto è tagliato e gettato nel fuoco.

Voi dunque li riconoscerete dai loro frutti.

Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel Regno dei Cieli;

ma chi fa la volontà del Padre Mio che è nei Cieli.

Molti mi diranno in quel giorno:

«Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel Tuo Nome

e nel Tuo Nome scacciato demoni e fatte nel Tuo Nome molte opere potenti?»

E  allora dichiarerò loro: «Io non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da Me,

voi tutti operatori di iniquità».

Teniamo sempre a mente che solo tre cose restano, Fede, Speranza e Amore,

ma la più grande è l’Amore.

Perciò, ogni opera, soprattutto potente, sarà fatta, non solo nel Nome di Yeshùa,

ma innanzitutto per l’Amore di Yeshùa, per la Gioia che gli era davanti, la Sua Sposa.

«Non per soldi  per la propria gloria, ma per Amore, solo per Amore»

La Bontà di DIO:

Esodo 33:18-19

Allora Mosè riprese: «fammi vedere la Tua gloria (cioè la Tua essenza divina)».

YHWH rispose: «Farò passare dinanzi a te tutta la Mia BONTÀ,

proclamerò dinanzi a te il Nome di YHWH

e avrò grazia di chi avrò grazia e avrò misericordia di chi avrò misericordia».

Esodo 34:6

Misericordioso, longanime, lento all’ira, pieno di BONTÀ, verace nel mantenere le promesse.

Ora, se siamo Figli di LUCE e Sposa di Cristo nostro Signore, è solo per la Sua infinita Bontà.

Romani 15:14

Sono pure persuaso, fratelli miei, e io personalmente in vostro favore,

che anche voi siete pieni di BONTÀ, ripieni di ogni saggezza,

capaci altresì di ammonirvi di avvertirvi→ di consigliarvi tra voi.

È questa infinita Bontà che siamo chiamati a manifestare,

in quanto  parte integrante del Frutto della RUAH.

Yeshùa è l’assoluta Bontà, priva di ogni difetto, ingiustizia o malvagità.

Yeshùa è Bontà reale e costante è il Salvatore  della Vita

ripieno di Grazia e di VeritàMansueto e Umile di Cuore,

che ha manifestato pienamente donando se stesso,

per tutti colore che credono in LUI.

Concludendo:

Geremia 6:16-17

Così dice l’Eterno: «Fermatevi sulle vie e guardate, domandate dei sentieri antichi,

dove sia la buona strada e camminate in essa, così troverete riposo per le anime vostre».

Ma quelli rispondono: «Non cammineremo in essa».

«Ho posto su di voi delle sentinelle: Fate attenzione al suono della tromba!».

Ma quelli rispondono: «Non faremo attenzione».

Perciò, quale sarà la nostra risposta?

«Non cammineremo in essa».

«Non faremo attenzione».

Oppure: So will I→ Così anch’io!

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.

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