Missione Cristiana 153

«Messaggio del 15 marzo 2026»

(350° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

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«Il CORPO di CRISTO»

1^ Corinzi 12:12

Come infatti il Corpo è Uno, ma ha molte membra e tutte le membra di quell’Unico Corpo,

pur essendo molte, formano Un Solo Corpo, così è anche Cristo.

L’analogia sottolinea che la molteplicità delle membra non divide, ma rafforza l’Unità:

tutte sono essenziali e insieme costituiscono una realtà indivisibile.

In questo modo, si evidenzia come la famiglia della fede, pur composta da individui diversi,

sia chiamata a essere una sola entità sotto Cristo, il quale è il modello e il fondamento di questa Unità.

1^ Corinzi 12:26-27

E se un membro soffre, tutte le membra soffrono;

mentre se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono insieme.

27) Ora voi siete il CORPO di Cristo e Sue membra, ciascuno per parte sua.

L’immagine del Corpo viene utilizzata per sottolineare la profonda interconnessione tra tutti i membri.

Se un singolo membro soffre, questa sofferenza si riflette su tutto il Corpo:

nessuno può restare indifferente al dolore dell’Altro.

Allo stesso modo, quando un membro viene onorato, la Simchah→ come gioia condivisa

si estende a tutti, poiché il bene di Uno diventa motivo di entusiasmo degli Altri.

Questa analogia evidenzia che i credenti, insieme, costituiscono il Corpo di Cristo.

Ognuno è parte integrante di questo Corpo: ciascuno ha il proprio ruolo,

ma tutti sono uniti insieme, condividendo esperienze di passione e di gioia.

Appartenere al Corpo di Cristo significa schierarsi ordinatamente,

cioè unirsi mediante la CuraVigilando e Rifornendo ogni singola parte di Se stesso,

secondo la Forza e la Funzione che la RUAH ci ha assegnata individualmente,

compiendo così il Perfezionamento ideale della Sposa che Edifica Se Stessa

in AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ .

«DesiderioCostanza e Perseveranza nel Combattere, Lottare e Lavorare «gli Uni per gli Altri»

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«SETTE Caratteristiche del CORPO di CRISTO»

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«Il CORPO di CRISTO è la FAMIGLIA di DIO»

Efesini 2:19

Voi dunque non siete più forestieriospiti, ma concittadini dei santi

membri della FAMIGLIA di DIO,

Purtroppo, non ci sentiamo estranei a questo mondo, nati di nuovo dall’Alto,

pellegrini, ospiti temporanei di passaggio, privi di radici.

Per ora, questa condizione di estraneità non è stata superata:

non ci sentiamo forestieri né semplici ospiti,

ma pienamente integrati conformi alla dimensione carnale.

Essere “concittadini dei santi” significa far parte di un popolo spirituale,

che condivide lo stesso destino, gli stessi valori e obbiettivi.

L’ingresso nella “FAMIGLIA di DIO” rappresenta un legame ancora più profondo:

non si tratta solo di una cittadinanza spirituale, ma di una vera e propria relazione familiare,

dove ogni figlio ,diventato discepolo è accolto, amato e valorizzato

come parte integrante del Corpo di Cristo.

Galati 6:10

Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti,

ma principalmente a coloro della FAMIGLIA della FEDE.

«La FAMIGLIA della FEDE si Autosostiene»

Efesini 4:16

Dal quale, tutto il Corpo ben dispostounito insieme,

mediante il contributo fornito da ogni articolazione e secondo il vigore di ogni singola parte,

produce la crescita del Corpo per l’edificazione di Se stesso

 in AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ .

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«Il CORPO di CRISTO è il GREGGE di DIO»

Atti 20:28

Badate dunque a voi stessi e a tutto il Gregge

in mezzo al quale la Ruah HaKodesh vi ha costituiti sorveglianti,

per pascere l’Assemblea di DIO, che egli ha acquistata col proprio sangue.

Luca 12:32

Non temere, o piccola Gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il Regno.

1^ Pietro 5:2-3

pascete il Gregge di DIO che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri,

non per avidità di guadagno ma di buona volontà,

3) e non come signoreggiando su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del Gregge.

Ognuno di noi, come in una famiglia naturale, ha ruoli e compiti diversi,

siamo tutti in Cristo, ma con funzioni diverse:

Atti 6:3

Perciò, fratelli, cercate fra voi sette uomini, di cui si abbia buona testimonianza,

ripieni di Ruah HaKodesh e di sapienza, a cui noi affideremo questo compito.

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«Il CORPO di CRISTO è il POPOLO di DIO»

1^ Pietro 2:9-10

Voi invece siete una Stirpe Eletta, un Regale Sacerdozio,

una Gente Santa, un Popolo Acquistato per DIO,

affinché proclamiate le meraviglie di Colui che vi ha chiamato

dalle tenebre alla Sua mirabile Luce!

10) voi che un tempo non eravate un popolo, adesso invece siete il Popolo di DIO,

 voi che non eravate compianti, adesso invece avete trovato pietà.

Ebrei 4:9

Pertanto è lasciato in eredità un riposo di shabbat al Popolo di DIO.

Prima di Cristo, quelli nati come gentili, non erano un popolo riconosciuto,

ma privi di una vera identità e di senso di appartenenza.

Questa trasformazione in Cristo, segna un passaggio fondamentale:

da Empi e Senza DIOsiamo diventati parte integrante del Popolo di DIO.

«Di conseguenza, ci viene lasciato in eredità, come Popolo di DIO il riposo di Shabbat»

Questo dono rappresenta non solo una ricompensa spirituale,

ma anche una promessa di riposo e benedizione,

riservata a tutti coloro che sono stati chiamati ed eletti.

«Il giorno di Shabbat è un segno tangibile dell’appartenenza al Popolo di DIO»

«Il Popolo di DIO si deve differenziare dal mondo nei modi di fare e parlare»

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«Il CORPO di CRISTO è la SPOSA di DIO»

Giovanni 3:29

Chi ha la Sposa è lo Sposo!

Apocalisse 21:9

«Vieni, ti mostrerò la Sposa, la Moglie dell’Agnello»

Apocalisse 22:17

E la RUAH divina e la Sposa dicono: «Vieni!»

Come una vera sposa, il Corpo di Cristo cerca, mantiene e incoraggia

la santità all’interno di se stessa e nel mondo

(Per approfondimenti possiamo meditare Proverbi 31:10-31)

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«Il CORPO di CRISTO è il TEMPIO di DIO»

Efesini 2:20-22

essendo stati edificati sulla Pietra di fondazione degli apostoli e profeti,

essendo la Pietra angolare lo stesso Signore Yeshùa,

21) su cui ogni edificio messo insieme cresce in quanto Tempio Santo nel Signore,

22) nel Quale anche voi siete edificati insieme in quanto dimora di DIO nella divina RUAH.

1^ Corinzi 3:16-17

Non sapete voi che siete il Tempio di DIO e che la Ruah Elohim abita in voi?

17) Se qualcuno guasta il Tempio di DIODIO guasterà lui, perché il Tempio di DIO, che siete voi, è santo.

Questa affermazione ci invita a riconoscere la nostra più intima e profonda identità:

ciascuno di noi è parte integrante del Tempio di DIO.

Non è un luogo fisico o un edificio consacrato, ma la nostra stessa vita, la nostra esistenza.

La “Ruah Elohim”, cioè lo Spirito di DIO, dimora dentro di noi;

siamo quindi partecipi dell’Immanenza Divina, Eletti, Regali, Santi, AppartatiPreziosi.

Prendere coscienza di questa realtà spirituale ci invita a un atteggiamento, prima di rispetto

e poi di AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→  verso se stessi e verso gli altri,

poiché a ognuno di noi è stata assegnata una Scintilla di Luce infinita,

con la Ruah Hakodesh, in un Soffio divino, la Scekhinah

Da questa consapevolezza ne deriva una grande responsabilità:

custodire, rispettare e amare il Tempio di DIO che siamo noi.

Danneggiare il Tempio di DIO e cioè noi stessi o gli altri,

significa mancare di rispetto e amore a ciò che è sacro.

L’apostolo Paolo sottolinea la gravità di questo fare ed essere,

affermando che DIO stesso agirà contro chi distrugge ciò che è santo.

La santità che ci caratterizza non è solo un dono, ma anche un impegno:

siamo chiamati a prenderci cura prima di noi stessi,

iniziando dal corpo fisico uniamo la nostra mente a Quella del Signore,

facendo nello stesso modo per la famiglia della fede, il Tempio di DIO.

Romani 6:22

Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di DIO,

voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna.

Ebrei 12:14

Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,

Come possiamo SANTIFICARCIsenza PARTECIPAZIONE al Corpo di Cristo?

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«Il CORPO di CRISTO è un SACERDOZIO SANTO»

Apocalisse 1:6

fatti regno, sacerdoti a DIO e Padre lì, a Lui la gloria e la forza nei secoli dei secoli, amen

1^ Pietro 2:5

egualmente voi, come pietre viventi edificatevi una Casa spiritualeSacerdozio Santo,

offrendo voi stessi come sacrifici spirituali graditi a DIO per mezzo di Yeshùa il Messia.

Siamo stati fatti Regno e Sacerdoti a DIO e Padre, questo onore e responsabilità

non sono dati casualmente, ma derivano da una precisa vocazione spirituale

che ci incoraggia ad andare oltre la semplice appartenenza esteriore.

Come “pietre viventi” si parla di una costruzione forte e viva,

dove ciascuno di noi è chiamato a edificare la Casa spirituale.

Non è una struttura materiale, ma la famiglia della fede,

che cresce e si rinforza attraverso la partecipazione attiva di ogni fratello.

«Come Sacerdozio Santo, siamo chiamati a offrire noi stessi come sacrifici spirituali graditi a DIO»

Questo atto di AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→  non avviene per merito nostro,

ma è reso possibile attraverso la grazia di DIO e cioè “per mezzo di Yeshùa il Messia”,

che ci permette di presentarci come Sua Sposa, pura e santa.

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«Il CORPO di CRISTO è l’ALBERO della VITA composto da RAMI o TRALCI»

Giovanni 1:5

Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me e io in lui, porta molto frutto,

poiché senza di me non potete far nulla.

Romani 11: 17-21

Ora siccome alcuni dei rami sono stati spezzati, tu che sei invece un olivo selvatico

sei stato innestato tra loro e sei divenuto compartecipe della radice e del grasso dell’olivo,

18) non vantarti contro i rami, ma se ti vanti contro di loro

ricordati che non sei tu a portare la radice, ma è la radice che porta te.

19) Allora dirai: «Sono stati spezzati dei rami affinché fossi innestato io».

20) Giustamente! Per l’incredulità sono stati tagliati e tu ti ci trovi per la fede.

Non avere in mente cose orgogliose, ma temi.

21)  Se Dio infatti non ha risparmiato i rami naturali, guarda che talora non risparmi neanche te.

In questo passaggio si sottolinea che alcuni rami sono stati spezzati,

permettendo a noi, come rami selvatici, di essere innestati nell’Albero della Vita.

L’innesto ci rende partecipi della ricchezza e della forza della Radice,

ma ricordiamoci sempre, che è solo per grazia mediante la fede, non dobbiamo insuperbirci

ma imparare da Yeshùa, mansueti e umili di cuore.

Non bisogna vantarsi nei confronti dei rami scelti in principio,

o puntare il dito sulla loro disubbidienza,

poiché siamo innestati solo per la Sua stupefacente grazia.

Questo richiamo serve a ricordarci che la partecipazione alle benedizioni

e alla Vita dell’Albero è possibile solo grazie alla Radice, Yeshùa.

Si afferma che i rami sono stati spezzati affinché altri potessero essere innestati.

La ragione di questa sostituzione risiede nell’incredulità dei rami originari,

mentre chi è stato innestato vi si trova grazie alla fede in Yeshùa.

Si evidenzia così il valore della fede come condizione essenziale

per essere partecipi dell’Albero della Vita.

L’avvertimento finale esorta a non cedere all’orgoglio, ma a mantenere il timore e il tremore.

Se DIO non ha risparmiato i rami naturali, anche chi è stato innestato è soggetto al giudizio divino.

Il passaggio richiama, come detto nelle ultime 43 settimane,

alla Santificazione, alla Torah e alla Testimonianza,

sottolineando che la posizione acquisita non è definitiva garantita

siamo in cammino Verso la Gerusalemme Celeste per grazia mediante la fede.

1^ Corinzi 9:27

anzi disciplino il mio corpo e lo riduco in schiavitù perché,

dopo aver predicato agli altri, non sia io stesso riprovato.

«Ognuno di noi si cura di piacere allo Sposo per non essere tagliato fuori»

Dopo la Pentecoste, secondo il racconto negli Atti degli Apostoli,

la comunità dei discepoli aspettava il ritorno del Signore a Gerusalemme,

segnando così l’inizio della prima Assemblea Cristiana.

Il modello apostolico ricevuto dal Signore era quello di fare discepoli,

accogliendo coloro che erano sulla Via della Salvezza nel Corpo di Cristo.

In questo modo fu formata, a Gerusalemme,

la prima Assemblea di coloro che erano nati di nuovo dall’Alto,

ripieni di Ruah HaKodesh (Spirito Santo),

profusa nei loro cuori in una Scintilla di Luce Infinita,

in un solo Corpo, quello di Yeshùa HaMasciah (Yeshùa il Messia).

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

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