Missione Cristiana 153

«Messaggio del 11 gennaio 2026»

(287° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

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«Le Armi della Nostra Guerra»

2^ Corinzi 10:4-5

perché le armi della nostra guerra non sono carnali,

ma potenti in Dio a distruggere le fortezze,

affinché distruggiamo le argomentazioni

e ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio

e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo,

Le “armi di cui disponiamo nella nostra guerra non sono materiali,

non appartengono al mondo o alla carne e non fanno affidamento sulla forza fisica.

Al contrario, la loro forza risiede nella Ruah HaKodesh che vive in noi.

Queste “armi spirituali hanno la capacità, grazie a Dio, di abbattere e distruggere le fortezze,

ovvero quei fili spinati, ostacoli e sistemi di pensiero che si oppongono alla Verità.

Nessuna infrastruttura costruita dall’orgoglio umano o dalla menzogna

può resistere all’efficacia delle armi che DIO ha messo a nostra disposizione.

Inoltre, la forza di queste “armi spirituali

ci permette di rendere sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo.

Ogni idea, impulso o desiderio che si allontana dalla Volontà di DIO

viene ricondotto all’ubbidienza di Cristo.

Questo processo di sottomissione dei nostri pensieri

rappresenta una vera e propria trasformazione della mente,

che si allinea progressivamente ai principi e agli insegnamenti di Yeshùa.

Così, non solo si abbattono le resistenze esteriori,

ma si conquista anche la vittoria sulle battaglie interiori,

portando ogni aspetto della propria vita sotto la signoria di Cristo.

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 Romani 4:17b

DIO fa vivere i morti e chiama le cose che non sono come se fossero.

Abbiamo ricevuto in dote il potere di chiamare 

le cose che non sono come se fossero già reali

e fare ordine nel caos della vita, uscendo dalla roulette del random.

È la Ruah HaKodesh che ci istruisce all’uso delle armi spirituali

e che, con la Sua Parola trasforma il nulla in realtà,

spostando il tempo e trasformando la materia.

Questa caratteristica è distintiva della Natura divina:

Dio non si limita a constatare la realtà, ma la crea, la plasma e la rende possibile

attraverso la Sua Parola, esortandoci a fare lo stesso.

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L’uso delle “armi spirituali che la RUAH ci mette a disposizione per il combattimento,

per la lotta e per il lavoro, sia in campo spirituale che materiale, passa dal:

 Salmo 1

(Estratto M.C.153)

Beato l’uomo il cui diletto, piacere, scopo e desiderio è nella Torah di YHWH

e sulla Sua Torah medita giorno e notte …tutto quello che fa prospererà.

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«Le Armi della Nostra Guerra»

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ASCOLTA→ SHEMÀ→ 

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CONFESSATE→ HITVADU

Valore Numerico 421

Giacomo 5:16

CONFESSATE→ HITVADU dunque i peccati gli Uni agli Altri,

pregate gli Uni per gli Altri affinché siate GUARITI;

la preghiera del giusto ha una grande efficacia e fortifica.

«Confessare i peccati gli Uni agli Altri è un “arma fondamentale nella famiglia della fede»

Quest’azione, non solo favorisce la Confidenza e la Sincerità,

ma crea anche un ambiente di Fiducia e sostegno reciproco.

Attraverso la confessione, si riconosce la propria vulnerabilità,

aprendo la strada al perdono e alla GUARIGIONE sia fisica che spirituale.

Pregare gli Uni per gli Altri è “l’arma” più efficace per proteggere la famiglia  della fede

e sostenere il percorso di GUARIGIONE e liberazione.

Quando la famiglia della fede si unisce in preghiera, si genera una forza collettiva

che sostiene chi è in difficoltà e difende il benessere di tutti i componenti.

La preghiera, sia individuale che unitaria, è “l’arma spirituale più potente che DIO ci ha dato,

è uno strumento prezioso, che, se condiviso secondo la Parola di DIO,

conduce alla GUARIGIONE, alla Libertà e alla Vittoria su tutta l’opera del Maligno.

«La preghiera di chi agisce secondo la Parola di DIO è “l’arma più efficace»

Questo significa che la Confidenza, la Fiducia e la Sincerità gli Uni con gli Altri

rendono la preghiera particolarmente potente e capace di portare conforto, forza e GUARIGIONE.

GUARIGIONE→ MARPÈ→

Valore Numerico 421

«La confessione è un atto concreto dove si dichiarano i peccati commessi»

Nasce da un genuino pentimento che porta al ravvedimento e ai suoi degni frutti,

scegliendo di abbandonare i comportamenti sbagliati che li hanno provocati.

«La preghiera del giusto è solo secondo DIO, sostiene chi la riceve e rafforza chi la porta»

«La Preghiera del Giusto nasce dalla Confessione

che sviluppa un circolo virtuoso di sostegno e crescita spirituale»

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AUTOCONTROLLO, cioè DISCIPLINARE SE STESSI per la TESTIMONIANZA»

2^ Timoteo 1:7-8

Dio infatti ci ha dato Ruah non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo.

8) Non aver dunque vergogna di testimoniare del nostro Signore,

Dio, infatti, ha assegnato a ognuno di noi una parte di Se stesso 

e non uno spirito caratterizzato dalla timidezza o dalla paura,

ma la Ruah HaKodesh, fonte di Forza, di Amore e di Autocontrollo.

Il dono divino della Ruah Elohim ci rende capaci di affrontare le prove

le difficoltà e le sfide della vita con coraggio e determinazione,

senza lasciarci sopraffare dall’insicurezza o dall’indecisione.

La Gioia Simchah→ , che è la Forza che riceviamo da DIO

si manifesta nella capacità di amare profondamente

e di camminare in pieno autocontrollo di se stessi.

«Il Coraggio di Testimoniare è avere a cuore la Testimonianza di chi siamo in Cristo»

Proprio in virtù della RuahHaKodesh che ci è stata assegnata,

non possiamo provare vergogna nel testimoniare la nostra fede nel Signore Yeshùa.

La testimonianza nasce dalla consapevolezza di essere sostenuti da una forza superiore

che ci sostiene nell’agire in Amore e Autocontrollo.

Non c’è motivo di nascondersi o di sentirsi inadeguati o inappropriati.

La testimonianza a tempo e fuor di tempo è un atto di coraggio

che rifulge la presenza e l’azione della Ruah nella nostra vita,

rendendoci “armi” potenti del Suo Amore nel mondo.

Esempio pratico: «Il Riconoscimento dello Sposo»

«La Testimonianza della Sposa di fronte al mondo»

Immaginiamo una scena semplice e quotidiana:

una sposa passeggia tranquillamente col suo sposo,

all’improvviso, si imbatte in alcuni vecchi amici;

questi, forse incuriositi o semplicemente ignari dell’identità dell’uomo accanto a lei,

le chiedono chi sia il suo accompagnatore.

Quali potrebbero essere le possibili risposte della Sposa di fronte a questa domanda?

Potrebbe dire: «È solo uno che conosco di vista»

Oppure «L’ho incontrato per strada»

Né tantomeno si trincererà dietro un vago «Non so, non è con me».

Queste risposte sono inadeguate e non rendono giustizia

al profondo legame che ci unisce allo Sposo degli sposi

che ha dato il Suo sangue ed è morto per noi, se ci sentiamo Sua Sposa.

Il Significato del Riconoscimento:

Attraverso la risposta della Sposa si manifesta la testimonianza pubblica

e personale del vincolo d’amore e d’unione che ha con lo Sposo.

Il modo in cui risponde ai suoi vecchi amici

riflette la consapevolezza e la fierezza di questa unione,

rivelando implicitamente il valore che attribuisce alla relazione spirituale.

La Prospettiva dello Sposo, ci dobbiamo chiedere:

Come reagirebbe lo Sposo ascoltando una risposta evasiva o distaccata da parte della Sposa?

Egli si aspetterebbe certamente di essere riconosciuto

come il soggetto più amato e importante nella vita della Sua Sposa.

Un mancato riconoscimento pubblico cosa potrebbe generare secondo la Parola di DIO?

Marco 8:34-38

Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro:

«Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua,

35) perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà;

ma chi perderà la sua vita per amor Mio e dell’evangelo, la salverà.

36) Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua?

37) O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?

38) Perché chi si vergognerà di Me e delle Mie parole,

in mezzo a questa generazione adultera e peccatrice,

anche il Figlio dell’uomo si vergognerà di lui,

quando verrà nella gloria del Padre Suo, con i santi angeli».

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FEDEEMUNAH→ 

«Fedetutto è possibile a chi crede»

Marco 9:23

E Yeshùa: «Dici: “Se puoi!” Ogni cosa è possibile per chi crede».

Yeshùa si rivolge a chi dubita della capacità di ottenere ciò che desidera,

rimarcando un concetto fondamentale:

«La fede è la chiave che apre la porta a ogni possibilità»

L’espressione “Ogni cosa è possibile per chi crede

ci esorta a vincere il dubbio e ad affidarsi con fiducia.

Il messaggio è puro e semplice, ma spiritualmente profondo:

la vera forza risiede nella fiducia in ciò che si crede.

La fede è “l’arma” più potente e rappresenta la certezza di ciò che si spera:

è la certezza interiore che ciò che desideriamo,

pur non essendo ancora visibilerealizzato, può avverarsi.

Questa certezza non si basa su prove tangibili,

ma sulla convinzione profonda che va oltre ciò che i sensi possono percepire.

La fede, inoltre, si configura come la dimostrazione di cose che non si vedono.

In altre parole, attraverso la fede si dà valore e consistenza

a ciò che non è immediatamente evidente o visibile agli occhi.

È grazie a questa fiducia che si riesce ad accettare e comprendere realtà

che vanno al di là dell’esperienza tangibile.

FEDE, FEDELTÀFIDUCIAEMUNAH

Valore Numerico 102

Ma in chi?

Il Nostro DIOELOHINÙ→ 

Valore Numerico 102

Riepilogo:

L’ARMERIA è nel SENSO della RIFLESSIONE

La Arma: è ASCOLTARE

La  Arma: è CONFESSARE

La  Arma: è TESTIMONIARE

La  Arma: è avere FEDE

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

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