Missione Cristiana 153

DISCEPOLATO

• I DISCEPOLI di YESHÙA •

(2^ PARTE)

Riassunto 1^ parte

«La CONDIZIONE dei DISCEPOLI di YESHÙA»

Matteo 5:3-12

Beati i poveri in Spirito divino, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati coloro che fanno cordoglio perché saranno consolati.

Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra.

Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati.

Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia.

Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio.

Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio.

Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.

Beati sarete voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno, e mentendo diranno contro di voi ogni sorta di male per causa mia.

Rallegratevi e giubilate, perché il vostro premio è grande nei cieli, poiché così hanno perseguitato i profeti che furono prima di voi.

«IDENTITÀ e RUOLO dei DISCEPOLI»

Matteo 5:13-14

Voi siete il SALE della terra;

ma se il sale diventa insipido, con che cosa gli si renderà il sapore? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini.

Voi siete la LUCE del mondo;

una città posta sopra un monte non può essere nascosta.

Similmente, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa.

«i DISCEPOLI sono SALE e LUCE del MONDO»

2^ parte

«L’OPERA dei DISCEPOLI»

Matteo 5:16

Così RISPLENDA la vostra LUCE davanti agli uomini,

affinché vedano le vostre BUONE OPERE

e GLORIFICHINO il Padre vostro che è nei cieli.

I Discepoli compiono le BUONE OPERE che DIO ha preparato loro, diventando così LUCE che RISPLENDE alla GLORIA di Yeshùa.

Efesini 2:10

Noi infatti siamo il Suo Poema, creati in Cristo Gesù su BUONE OPERE che Dio ha preparato, perché in esse camminassimo.

«Yeshùa è venuto a salvarci mostrandoci come si cammina per fede»

«Non è venuto a cancellare ma a mettere in pratica»

Matteo 5:17-18

Non pensate che io sia venuto ad abrogare la Torà od i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento.

18) Perché in verità vi dico:

Finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un iota, o un solo apice della Torà passerà, prima che tutto sia adempiuto.

Il versetto del vangelo secondo Matteo 5:17 dice: «Non pensate che …» porta a pensare che serpeggiasse l’idea che Yeshùa volesse abrogare la Torà, viceversa cancella ogni polemica.

Precisando il principio non solo di NON abrogare

ma soprattutto di portare a COMPIMENTO

Yeshùa, la Torà ed i Profeti, sono Realtà che si completano a vicenda, perché insieme completano la rivelazione di Dio per l’uomo:

«o Logos La somma della Parola divina ↔ YESHÙA il MESSIA»

Giovanni 1:1-2

In principio era la Parola divina «la Torà ↔ o Logos», la Parola divina esisteva a motivo di Dio, e Dio era la Parola divina.

2) Egli  esisteva in principio con Dio.

Perciò YESHÙA è il punto di Inizio, di Compimento e di  Arrivo dell’intera storia della creazione descritta nella Bibbia, partendo da:

Genesi 1

«Nel principio DIO creò i cieli e la terra»

Passando da Abramo: «il padre della fede» ed entrando nella Terra Promessa, ammoniti e guidati dai Profeti fino a «Yeshùa il Messia di Nazareth» dove tutto prende CORPO (di Cristo) e RISPLENDE in Lui.

La Torà, piena di Grazia e di Verità si è fatta Uomo ed ha camminato in mezzo agli uomini mansueto ed umile di cuore, rivelando alla Sposa il Suo Nome che è al di sopra di ogni altro nome:

«YESHÙA ↔ il SALVATORE»

«RE dei re e SIGNORE dei signori»

Colossesi 1:15-17

Yeshùa è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura,

16) poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestàtutte le cose sono state create per mezzo di Lui e in vista di Lui,

17) Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in Lui.

La Torà ed i Profeti sono collocati in modo preciso, come già letto in:

Matteo 5:18b

prima che tutto sia adempiuto.

«Cioè Fino alla Fine»

Paolo ci rivela da parte di Dio che la Torà ci ha accompagnato fino alla venuta del Messia, ma una volta raggiunto l’obiettivo assume una valenza nuova e piena, così come il Padre l’ha sempre intesa.

Pertanto, in Cristo ed in Lui soltanto la Torà va AscoltataMeditata, StudiataMessa in Pratica.

Galati 3:24-25

Così la Torà è stata nostro precettore per portarci a Cristo, affinché fossimo giustificati per mezzo della fede.

25) Ma, venuta la fede, non siamo più sotto un precettore,

Romani 2:12-13

Infatti quanti peccarono senza Torà, senza Torà anche muoiono!

E quanti si resero colpevoli contro la Torà, a motivo della Torà saranno condannati!

Infatti non gli uditori della Torà sono giusti presso Dio,

ma gli OPERATORI della Torà saranno reputati giusti.

Romani 3:27-28

Dove dunque il vanto? È stato escluso.

A motivo di quale precetto? Delle opere?

No, ma a motivo della regola della fede.

28) Pensiamo infatti che un uomo sia dichiarato giusto per fede oltre alle opere della Torà.

Romani 3:31

Aboliamo dunque la Torà attraverso la fede?

Ciò non sia mai, anzi innalziamo la Torà.

Romani  6:14-15

Perché il peccato non s’impadronirà di voi!

Perché non vivete a motivo della Torà ma della grazia.

15) Che dunque?

Peccheremo, perché non viviamo a motivo della Tora ma della grazia?

Non sia mai

Romani  7:6-14

Adesso invece siamo stati sciolti dalla Torà, morti quanto a ciò che ci conduceva giù, perché servissimo in novità di Spirito divino e non dipendendo dall’antichità di uno scritto.

7) Che diremo dunque?

La Torà è un errore?

Non sia mai!

Così non sia, anzi non avrei riconosciuto il peccato se non attraverso la Torà!

E infatti non avrei visto la concupiscenza, se la Torà non diceva:

«Non concupire».

8) Nel medesimo tempo il peccato prendendo occasione attraverso il comandamento induceva dentro di me qualsiasi voglia!

Senza Torà infatti un peccato è morto.

9) Io però vivevo senza Torà una volta!

Però giunto il comandamento il peccato ha rivissuto, ed io sono morto,

10) così trovai che il comandamento quello per la vita, era il medesimo per la morte.

11) Perché il peccato colta l’occasione a motivo del comandamento mi ha sedotto e a causa di quello mi ha condannato a morte.

12) Sicché sicuramente la Torà è santa, ed il comandamento santo non solo giusto ma anche utile per la vita.

13) Quindi ciò che mi è utile si è fatto morte? Non sia mai!

Piuttosto il peccato, perché apparisse essere peccato, attraverso ciò che mi è propizio mi ha procurato la morte, affinché quel peccato a causa del comandamento si facesse sommamente colpevole.

14) Sappiamo infatti che la Torà è spirituale.

Io al contrario sono carnale, corrotto nel peccato.

Romani 10:4-5

Infatti il culmine della Torà è Cristo per essere Giustizia per chiunque crede.

5) Mosè infatti descrive la giustizia che discende dalla Torà dicendo che: «Quell’uomo che l’avrà messa in pratica (la Torà) avrà vita in Essa».

La Torà è la sola che ci permette di vivere secondo la Giustizia di Dio e di avere la Sua approvazione e benedizione (vedi Deuteronomio capitoli 28 e 29).

Diversamente è la Giustificazione per fede che però non esclude l’obbedienza a Dio.

Deuteronomio 28:1-2

«Ora, se tu ubbidisci diligentemente alla voce di YHWH, il tuo DIO, avendo cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti che oggi ti prescrivo, avverrà che YHWH, il tuo DIO, ti innalzerà sopra tutte le nazioni della terra;
2) tutte queste benedizioni verranno su di te e ti raggiungeranno, se ascolterai la voce di YHWH, il tuo DIO:
3) Sarai benedetto nelle città e sarai benedetto nella campagna.

Romani 10:17

Dunque la fede viene dall’ascoltare «ob+audere», e l’ascoltare «ob+audere» dalla Parola di Cristo (rhêmatos Christou).

«ob+audere» = «obbedire»

(ascoltare per mettere in pratica)

L’osservanza della Torà non si può limitare ad una mera esecuzione formale degli insegnamenti.

La giustizia superiore di cui Matteo parla, è: «Amore incondizionato per Yeshùa» che coinvolge il cuore del discepolo, nella consapevolezza che la Torà ed i Profeti hanno trovato il loro pieno compimento in Gesù Cristo e noi con Lui.

Perciò portare alla luce le buone opere che Dio ha precedentemente preparato per noi significa essere ubbidienti alla Torà, ma non in modo formale.

Solo ed esclusivamente attraverso il Frutto dello Spirito divino possiamo camminare come Yeshùa,

nella Forza che viene dalla Sua Gioia,

in quella Pace «Shalom» che sopravanza la nostra intelligenza,

con quella Pazienza profusa dal Suo Amore «Agapê» nei nostri cuori,

in quella Benevolenza che solo chi ha gli occhi su Gesù può vivere,

ripieni del bisogno di Dio di riversare Bontà su questa umanità che sta scivolando sempre più velocemente verso l’Inferno,

Fiduciosi e certi che nell’ineffabile piano di Dio per l’uomo si procede con Mansuetudine ed umiltà di cuore,

in pieno Autocontrollo su ogni prova che ci verrà posta davanti.

Impariamo ad essere DISCEPOLI in AMORE

del nostro Salvatore, Signore e Sposo

«Yeshùa il Messia di Nazareth»

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

« INVITO INVITO »

A tutti i credenti che hanno il desiderio di conoscere il modello della:

«Chiesa originale di Yeshùa il Messia, nata a Gerusalemme»

vista dallo studio su: «Atti 2:41-47» consultatelo insieme agli approfondimenti, informatevi, fate domande direttamente sulle pagine stesse del sito, chiedete, commentate, sarà un conoscersi passo→ passo→ verso la vera Chiesa, aspettiamo il vostro contributo.


«inviateci una e-mail ed entrate in contatto con noi»


Che la grazia del Signor nostro Yeshùa il Messia (Gesù Cristo) sia con tutti noi.

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