Missione Cristiana 153
«Messaggio del 28 dicembre 2025»
(273° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«Comportamento da tenere lungo il cammino Verso la Gerusalemme Celeste»
(3^ parte)
Il comportamento è il modo in cui si agisce nelle situazioni,
ponendoci in rapporto con l’ambiente e con gli Altri con cui veniamo in contatto
ed è rappresentato principalmente dai cambiamenti di umore
che vanno dalla TRISTEZZA alla GIOIA e viceversa.
L’AMORE di DIO→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
è la caratteristica principale dell’Uomo Nuovo Nato dall’Alto:
che manifesta, se vive nel “FRUTTO dello SPIRITO” e lo condivide con gli Altri.
«Voi siete Elohim→
»
«Voi siete il Sale→ Melech→
della terra»
«Voi siete la Luce→ Or→
del mondo»
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«Come COMPORTARCI, il campo di battaglia è nella nostra Mente→ Ruah»
«il Giorno delle Piccole Cose»
Zaccaria 4:10
Chi ha potuto disprezzare il giorno delle piccole cose?
quando quei sette là, gli occhi di YHWH che percorrono tutta la terra,
vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?
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Romani 16:16 • 1^ Corinzi 16:20 • 1^ Tessalonicesi 5:26 • 1^ Pietro 5:14 • 2^ Corinzi 13:12
«Salutatevi gli Uni gli Altri con un Santo Bacio»
Salutarsi con un Santo Bacio rappresenta un gesto di affezione
e fraternità all’interno della famiglia della fede.
Non deve trasformarsi in un saluto formale,
ma esprimere la Buona, Piacevole e Perfetta Volontà di volere un rapporto sano,
basato sulla Sincerità, sulla Fiducia, sulla Confidenza e sul Rispetto reciproco.
Il “Santo Bacio, in AGAPÊ” diventa così simbolo di unità e purezza delle intenzioni,
come se baciassimo nostro Signore, Yeshùa il Messia,
nella volontà di costruire relazioni autentiche tra i membri della famiglia spirituale.
Non dobbiamo mai essere frettolosi, ma accompagnare il saluto con parole di incoraggiamento,
di edificazione, se necessario di disciplina, di esortazione e consolazione.
Ricordiamoci la nostra posizione in Cristo, manifestando così il Frutto della Ruah,
rispettando sempre i tempi e i sentimenti gli Uni degli Altri.
Santi, pacifici, miti, concilianti, pieni di misericordia e di frutti buoni,
imparziali e senza ipocrisia.
Giacomo 3:17
Ma la sapienza che viene dall’alto prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, conciliante,
piena di misericordia e di frutti buoni, imparziale e senza ipocrisia.
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Con i parenti, con i conoscenti, con i fratelli e sorelle
che non fanno parte della nostra famiglia spirituale,
salutiamoci senza forzare le situazioni, cerchiamo di non mettere in imbarazzo nessuno,
valutiamo di volta in volta se comportarsi come sopra o meno.
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Con i non credenti, il vero credente ama i peccatori ma odia il peccato, per questo È SCRITTO:
Romani 12:17-21
Non rendete ad alcuno male per male!
Cercate di fare il bene al cospetto di tutti gli uomini.
18) Se è possibile e per quanto dipende da voi, state in pace con tutti gli uomini.
19) Non difendete voi stessi, cari, ma lasciate posto all’ira di Dio.
È SCRITTO infatti:
«A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore».
20) «Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere!
Perché facendo questo accumulerai carboni di fuoco sul suo capo»
21) Non prevalere per opera del male, ma VINCI lo spirito infernale con il bene.
Nella vita quotidiana, siamo spesso messi alla prova dalle azioni degli altri,
specialmente quando subiamo torti o ingiustizie.
Tuttavia, la Parola è chiara: non possiamo rispondere al male col male.
Anzi, siamo chiamati a diventare esperti nel bene,
non solo nei confronti di chi ci è vicino, ma davanti a tutti gli uomini.
Questo atteggiamento e comportamento non solo protegge la nostra anima,
ma contribuisce a costruire un ambiente più giusto e sereno per tutti.
Se è possibile, e per quanto dipende da noi, dobbiamo impegnarci a vivere in pace con tutti.
Questo non significa accettare ogni ingiustizia passivamente,
ma piuttosto evitare di alimentare conflitti e tensioni inutili.
Rinunciare alla difesa personale non è segno di debolezza, ma di grande forza d’animo:
lasciare che sia DIO a giudicare e a rendere giustizia è un atto di fede profonda.
Romani 12:19b
«A me la vendetta, io renderò la retribuzione, dice il Signore».
Questa affermazione ci ricorda che non spetta a noi punire,
ma a DIO, che decide come e quando intervenire.
Una scelta radicale:
Romani 12:20a
«Se dunque il tuo nemico ha fame dagli da mangiare, se ha sete dagli da bere!
Questo comportamento, apparentemente paradossale, ha un grande valore morale e spirituale.
Rispondendo con il bene a chi ci fa del male, non solo interrompiamo la catena dell’odio,
ma aiutiamo anche l’altro a riflettere sulle proprie azioni
e comunque non è detto che lo faccia, perché il male è altamente invasivo.
Romani 12:20b
Perché facendo questo accumulerai carboni di fuoco sul suo capo»
Questo significa mettere l’altro in una condizione di debito
e di vergogna per il male commesso e,
forse, di volere cambiare atteggiamento e comportamento.
Infine, l’esortazione conclusiva è forte e chiara:
Romani 12:21
Non prevalere per opera del male, ma VINCI lo spirito infernale con il bene.
«Non lasciamo che il male abbia il sopravvento, ma sconfiggiamolo con il bene»
Solo così possiamo davvero spezzare il ciclo diabolico della vendetta e dell’odio,
diventando strumenti di pace e di riconciliazione.
«Il bene ha un potere trasformativo che nessuna vendetta può eguagliare»
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«Con i falsi fratelli e sorelle»
Apocalisse 2:2
Io conosco le tue opere, la tua fatica e la tua perseveranza e che non puoi sopportare il male
e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.
DIO è consapevole delle nostre opere,
se il nostro impegno è Costante e se siamo Perseveranti.
Questi tratti dimostrano una vocazione straordinaria che non passa inosservata.
La fatica affrontata testimonia il valore e la fede
con cui portiamo avanti la nostra vocazione, i nostri compiti e responsabilità,
all’interno della famiglia della fede e non solo.
Apocalisse 2:2b
e hai messo alla prova coloro che si dicono apostoli e non lo sono e li hai trovati bugiardi.
Abbiamo messo alla prova coloro che si proclamano ministri di DIO,
verificando con attenzione la veridicità delle loro affermazioni e azioni.
Grazie al Discernimento dello Spirito, abbiamo smascherato
chi si presentava in modo ingannevole e li abbiamo riconosciuti come bugiardi.
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Apocalisse 2:9
Io conosco la tua afflizione e la tua povertà, tuttavia tu sei ricco
e le calunnie di coloro che si dicono Giudei e non sono altro che una sinagoga di Satana.
L’inizio di questo passo esprime una profonda empatia
verso chi si trova in condizioni di sofferenza sia materiale che spirituale.
La povertà non è solo una mancanza di beni tangibili,
ma può rappresentare anche una fragilità interiore,
un senso di afflizione e privazione che va oltre il mero aspetto economico.
Apocalisse 2:9b
tuttavia tu sei ricco
Nonostante le difficoltà e le privazioni,
esiste una ricchezza che non si misura con ciò che si possiede materialmente.
Questa ricchezza è interiore, fatta di valori, di dignità, di forza d’animo
e forza di resistenza nelle avversità.
È un invito a riconoscere ciò che abbiamo, al di là delle apparenze esteriori,
perché Dio è con Noi, Dio è per noi, Dio è in noi.
Apocalisse 2:9c
e le calunnie di coloro che si dicono Giudei e non sono altro che una sinagoga di Satana.
Qui viene sottolineato il peso delle accuse ingiuste e delle falsità mosse
da chi rivendica un’identità che non corrisponde alla realtà.
L’espressione “sinagoga di Satana” indica la presenza di forze avverse,
di chi opera contro la verità e la giustizia sotto una maschera ingannevole.
La sofferenza causata dalle calunnie si aggiunge alla povertà, ma non la definisce:
la vera ricchezza è dentro chi vince e resiste, mantenendo saldo il proprio valore.
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Romani 16:17-18
Or io vi esorto, fratelli, a esaminare quelli che fomentano le divisioni e gli scandali
contro la dottrina che vi abbiamo insegnato e di allontanarvi da loro!
18) Essi infatti sono quelli che non servono il nostro Signore Yeshùa, il Cristo, ma il proprio ventre
e attraverso un linguaggio specioso e non solo seduttivo
ma anche di abbondanza illudono i cuori degli ingenui.
All’interno della cristianità è fondamentale mantenere l’unità
e la fedeltà alla dottrina trasmessa.
Tuttavia, ormai, si sono divise dal ceppo originale migliaia di denominazioni diverse,
tutte queste convinte di avere una Verità ormai indiscutibile.
Questa situazione ha distrutto gran parte della credibilità del Messaggio,
rendendo necessario un forte richiamo all’attenzione
e alla vigilanza di quello che viene predicato,
credo che negli ultimi tempi, ormai iniziati, il Signore susciterà un risveglio spirituale
che raccoglierà a Sé quel residuo di scampati appartenenti alla Sposa.
Veniamo esortati, come credenti, a prestare particolare attenzione
a coloro che provocano divisioni e scandali all’interno della chiesa.
Questi individui agiscono in contrasto con l’insegnamento ricevuto
e cercano di compromettere l’unità e l’armonia della famiglia della fede.
L’invito è chiaro: esaminarli con discernimento e prudenza,
riconoscendo le loro azioni come dannose, e di conseguenza,
prendere le distanze da loro per proteggere l’integrità della comunità.
Chi si comporta in questo modo, infatti, non serve realmente il Signore Yeshùa,
ma agisce per il proprio tornaconto, cercando il proprio interesse e soddisfazione.
Spesso, queste persone utilizzano un linguaggio specioso e manipolatore,
capace di sedurre e ingannare soprattutto i più ingenui e meno esperti nella Parola.
Il loro dire parla di ricchezza e abbondanza, ma sono strumenti di illusione
che mirano a distogliere i cuori dalla Verità.
Alla luce di tutto ciò, è necessario mantenere la nostra posizione in campo,
ferma e consapevole di fronte a chi semina discordia,
tutelando l’unità della fede e la comunione fraterna
attraverso il discernimento e la separazione da tali influenze negative.
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2^ Tessalonicesi 3:6
Ora, fratelli, vi ordiniamo nel Nome del Signore nostro Yeshùa il Messia
di ritirarvi da ogni fratello che vive disordinatamente
e non conformemente all’insegnamento che avete ricevuto da parte nostra.
All’interno della vita comunitaria cristiana,
il rispetto delle regole e degli insegnamenti apostolici è fondamentale,
sia per la testimonianza, che per la crescita e l’armonia della famiglia della fede.
L’esortazione è chiara:
è necessario prendere le distanze da ogni fratello che conduce una vita disordinata,
ovvero da chi si comporta in modo contrario agli insegnamenti apostolici.
Questo richiamo non è stato dato per escludere qualcuno,
ma esclusivamente per mantenere la purezza della dottrina della fede
e il corretto ordine all’interno della chiesa.
Prendere le distanze da chi non segue l’insegnamento apostolico
serve a preservare l’unità della fede
e a testimoniare l’importanza di Ascoltare la Parola di DIO.
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2^ Giovanni 1:10-11
Se qualcuno si avvicina a voi e non reca questa dottrina,
non ricevetelo in casa e non ditegli di stare bene o non salutatelo:
11) giacché chi lo saluta o gli dice di stare bene partecipa alle sue opere che sono malvagie.
Quando qualcuno si avvicina e non accetta o porta ciò che “È Scritto”,
è fondamentale prestare attenzione al modo in cui ci si relaziona con lui.
Non possiamo accoglierlo nella famiglia della fede, né rivolgergli parole di bene o salutarlo.
Questo comportamento è motivato dalla consapevolezza che chi saluta o auspica il bene
a chi diffonde dottrine errate partecipa, in qualche misura, alle sue opere malvagie.
Il divieto di ricevere o salutare chi non porta la sana dottrina serve a evitare
ogni forma di complicità o condivisione nelle azioni negative.
La semplice accoglienza, o anche un saluto cordiale,
è considerata una partecipazione implicita alle loro opere malvagie.
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Apocalisse 3:9
Ecco, io ti consegno alcuni della sinagoga di Satana, che si dicono Giudei e non lo sono,
ma mentono; ecco, li farò venire a prostrarsi ai tuoi piedi
e conosceranno che io ti amo.
Nel versetto vengono definiti come appartenenti alla “sinagoga di Satana“.
Questi individui si autoproclamano credenti, ma in realtà non lo sono:
mentono sia a se stessi che agli Altri riguardo alla loro vera identità spirituale.
Viene annunciato un intervento deciso:
Coloro che mentono verranno condotti a riconoscere la Verità.
Questi saranno costretti a venire e a prostrarsi ai piedi di chi è stato fedele,
in segno di rispetto e sottomissione pubblica che svergogna tutta l’opera dell’Avversario.
Attraverso questo gesto, i mentitori comprenderanno inequivocabilmente che,
chi ha perseverato gode dell’Amore e del Favore divino.
Sarà un segno chiaro e pubblico della predilezione e della protezione riservata
a chi è rimasto fedele, distinguendolo da chi ha agito con ipocrisia.
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«Con Se Stessi»
«La Volontà di DIO è anche la nostra e cioè che tutti gli uomini siano Salvati»
Perciò, più il nostro COMPORTAMENTO è conforme a quello di nostro Signore,
più ci trasformiamo in buoni operai e così vediamo l’Opera di DIO fiorire
nel nostro Cammino Verso la Gerusalemme Celeste,
ma, attenzione, la trasformazione avviene solo se osserviamo ciò che È SCRITTO:
«Voi siete Elohim→
»
«Voi siete il Sale→ Melech→
della terra»
«Voi siete la Luce→ Or→
del mondo»
Lo scopo fondamentale della nostra esistenza deve coincidere con quello di DIO,
che vuole che tutti gli uomini siano salvati.
Il Suo obbiettivo deve essere il centro della nostra testimonianza,
perché rappresenta la retta Verso la Gerusalemme Celeste,
perciò il nostro stile di vita deve orientarsi in quella direzione.
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«Il nostro comportamento è primario nel cammino Verso la Gerusalemme Celeste»
Più le nostre azioni saranno in armonia con i fatti e le parole di nostro Signore,
più ci trasformeremo in discepoli nella vigna del Signore.
Cantico dei Cantici 2:15-16
Prendete le volpi, le piccole volpi che danneggiano le vigne,
perché le nostre vigne sono in fiore.
Il mio diletto è mio e io sono sua.
Essere buoni operai significa impegnarsi con cura e coerenza,
lasciando che sia la testimonianza concreta della nostra vita a parlare per noi,
scacciando le piccole volpi dalla nostra mente e dai sentieri del nostro cuore.
Scacciare le piccole volpi diventa quindi un gesto necessario per preservare il raccolto
e assicurarsi che la famiglia della fede cammini unita e senza ostacoli,
mantenendo intatta la bellezza e la produttività del vigneto nel tempo della fioritura,
metafora dell’Opera di DIO che convince il cuore degli uomini che sono sulla Via della Salvezza.
In questo contesto di cura risalta il significato profondo dell’intimità della relazione:
Cantico dei Cantici 2:16b
«Il mio diletto è mio e io sono sua»
«Questa espressione sottolinea il senso di unità che ci lega a DIO come Sposo e Sposa»
Si tratta di un’unione intima, in cui ciascuno si sente parte dell’altro,
condividendo la responsabilità di proteggere ciò che abbiamo di più caro:
l’unità della fede nel vincolo dell’Amore,
proprio come si difendono le vigne dalle insidie delle piccole volpi.
La fioritura dell’Opera di Dio nella nostra vita,
è direttamente collegata all’Accordo gli Uni con gli Altri
nell’Ascoltare, in Sottomissione alla Ruah Elohim, ciò che È Scritto.
Rimanere fermi, anche di fronte alle prove, permette alla stupefacente grazia di DIO
di operare in Noi, per Noi e attraverso di Noi nel Frutto e i Doni della Ruah.
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Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
La Testimonianza della Toràh è il fulcro della fede
e del conseguente comportamento del credente,
costituisce la base su cui si misura la Verità in modo pratico e reale.
La Testimonianza della Toràh è il punto centrale
attorno al quale ruota l’intera esperienza della nostra fede.
La Testimonianza della Toràh non è l’osservanza legalista di un insieme di precetti,
ma la vera essenza che dà forma e intimità al rapporto con il Signore,
figlio e Padre, Sposo e Sposa.
Dal cuore della Parola scaturisce il comportamento dei figli di Dio,
che si trasformano in Sposa del Signore.
Ogni azione, scelta, comportamento, o atteggiamento
trova radice e giustificazione proprio nella testimonianza della Ruah in noi,
la Quale ci insegna a discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, se Ascoltiamo.
In questo modo, la fede non resta un concetto astratto,
ma si rivela in vita concreta e coerente nella Sua Buona, Piacevole e Perfetta Volontà.
Infine, la Toràh, O Logos, La Parola di DIO
si pone come parametro imprescindibile per valutare la verità al 1.000 ‰.
La Parola di DIO→ Davar Elohim è la Roccia su cui poggiare ogni convinzione
ed è il metro con cui verificare la coerenza tra fede professata e vita vissuta.
Solo facendo riferimento costante alla Ruah della Toràh,
i discepoli si possono accordare ed essere certi di camminare Verso la Gerusalemme Celeste.
Se un discepolo di Yeshùa Testimonia in accordo con la Toràh mostra la Luce del suo cuore
e se trova un altro discepolo in accordo su questo principio
possono chiedere qualsiasi cosa e ottenerla.
Matteo 18:19-20
Ancora io vi dico che, se due di voi si accordano sulla terra
per domandare qualunque cosa, questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
20) Poiché dovunque due o tre sono riuniti nel Mio Nome, Io Sono in mezzo a loro».
Infine, se almeno 10 discepoli e 1 pastore sono in accordo con questo,
la Luce si accende tutto intorno alla famiglia della fede e oltre.
Genesi 18:32
Ammesso che in città se ne trovino dieci?».
YHWH rispose: «Non la distruggerò per amore dei dieci».
Esodo 26:1
«Farai poi il tabernacolo di dieci teli di lino fino ritorto, di filo color violaceo,
porporino e scarlatto, con dei cherubini artisticamente lavorati.
Esodo 34:28
E YHWH scrisse sulle Tavole le Parole del Patto, i dieci comandamenti.
Numeri 7:14-20-26-32-38-44-50-56-62-68-74-80
una coppa d’oro di dieci sicli piena di incenso
Giosuè22:13-14
Allora i figli d’Israele mandarono ai figli di Ruben, ai figli di Gad
e alla mezza tribù di Manasse, nel paese di Galaad, Finehas, figlio del sacerdote Eleazar,
14) e con lui dieci principi, un principe per ogni casa paterna delle varie tribù d’Israele:
ciascuno di loro era capo di una casa paterna fra le divisioni d’Israele.
Giudici 6:27
Allora Gedeone prese dieci uomini fra i suoi servi e fece come YHWH gli aveva detto;
Ruth 4:2
Boaz allora prese dieci uomini fra gli anziani della città e disse loro: «Sedete qui».
1° Samuele 25:5
David mandò dieci giovani;
1° Re 6:23
All’interno del Santo dei Santi fece due cherubini di legno d’ulivo, alti dieci cubiti.
2° Cronache 4:6-8
Fece dieci conche per le purificazioni …
7) Fece dieci candelabri d’oro …
8) Fece dieci tavole e le collocò nel Tempio,
Neemia 11:1
I capi del popolo si stabilirono a Gerusalemme, il resto del popolo
tirò a sorte per far venire uno su dieci ad abitare a Gerusalemme, la città santa;
Salmo 33:2
Celebrate YHWH con la cetra; cantate a lui con l’arpa a dieci corde.
Salmo 144:9
O DIO, ti canterò un nuovo cantico, canterò le tue lodi su un’arpa a dieci corde.
Zaccaria 8:23
Così dice YHWH Tzabaoth: «In quei giorni dieci uomini di tutte le lingue delle nazioni
afferreranno un Giudeo per il lembo della veste e diranno:
“Noi vogliamo venire con voi perché abbiamo udito che DIO è con voi”».
Matteo 25:1
«Allora il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini le quali,
prese le loro lampade, uscirono fuori incontro allo Sposo.
Al contrario, qualora le parole, prima di un credente
e poi della famiglia della fede trascurano questo principio,
questo allontanamento porta all’assenza di Luce,
e a un’uscita fuori strada dalla Verità e dalla presenza di DIO.
Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.
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