Missione Cristiana 153

«Messaggio del 21 dicembre 2025»

(266° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

i i

«Comportamento da tenere lungo il cammino Verso la Gerusalemme Celeste»

(2^ parte)

Il comportamento è il modo in cui si agisce nelle situazioni,

ponendoci in rapporto con l’ambiente e con gli Altri con cui veniamo in contatto

ed è rappresentato principalmente dai cambiamenti di umore

che vanno dalla TRISTEZZA alla GIOIA e viceversa.

L’AMORE di DIO→ AGAPÊ→ AHAVAH

è la caratteristica principale dell’Uomo Nuovo Nato dall’Alto:

che manifesta, se vive nel “FRUTTO dello SPIRITOe lo condivide con gli Altri.

«Voi siete Elohim»

«Voi siete il SaleMelech della terra»

«Voi siete la LuceOr del mondo»

ii

«Come COMPORTARCI, il campo di battaglia è nella nostra Mente→ Ruah»

È nei pensieri che veniamo attaccati per essere provati.

È lì che dobbiamo fortificarci per non venire meno nella nostra Mente Ruah.

Il raccolto è condizionato dalla semina,

raccogliamo quello che seminiamo nella nostra MenteRuah.

Romani 1:28-32

Siccome non si sono curati di conoscere DIO,

DIO li ha abbandonati a una mente perversa per fare ciò che non si deve,

ripieni d’ogni ingiustizia, cattiveria, cupidigia, vizio, astio,

omicidio, lite, inganno, malignità, mormoratori,

maldicenti, nemici di DIO, insolenti, superbi, ciarlatani,

inventori di oltraggi, ribelli ai genitori, stolti, perfidi, spietati, senza pietà!

Taluni, conoscendo lo statuto di Dio, secondo cui quelli che fanno tali cose

sono meritevoli di morte, non soltanto le fanno,

ma per di più approvano quelli che le commettono.

Chi sceglie di non conoscere DIO

e rifiuta la Sua presenza nella propria vita si ritroverà con una MenteRuah perversa.

Questo abbandono da parte di DIO non è un semplice distacco,

ma il risultato della propria ostinazione nel proprio vano modo di vivere

e camminare in sentieri contrari alla Volontà divina.

Così facendo, diventano capaci di compiere azioni insensate,

lasciandosi guidare da desideri e impulsi contrari al Regno di DIO e la Sua Giustizia.

Chi si allontana da Dio si riempie di ogni sorta di ingiustizie:

cattiverie, cupidige, vizi, asti, omicidi, liti, inganni e malignità.

Non si tratta solo di azioni isolate, ma di una vera e propria condizione esistenziale

che li coinvolge, sia nel vano modo di pensare che di relazionarsi con gli altri.

Questi individui diventano mormoratori e maldicenti,

coltivando sentimenti di ostilità verso il Corpo di Cristo e di DIO stesso.

L’insolenza, la superbia e la tendenza a calunniare 

si aggiungono a questa lista di comportamenti negativi,

così come la capacità di inventarsi oltraggi e ribellarsi ai genitori.

Che si allontana dal Signore denota una profonda mancanza di saggezza,

perfidia, spietatezza, nella totale assenza di compassioni e pietà.

Si tratta di una progressiva perdita di quei valori

che costituiscono il fondamento di una convivenza cristiana e rispettosa gli Uni degli Altri.

C’è una consapevolezza diffusa tra questi individui:

molti di loro conoscono i principi di DIO 

e sanno che chi compie tali azioni è meritevole di morte.

Tuttavia, non solo continuano nel vano modo di vivere conformandosi a questo mondo,

ma approvano e sostengono chi commette tali azioni, per giustificare se stessi,

aggravando la loro condanna, perché oltre a trasgredire direttamente,

si fanno anche complici delle cattive azioni degli altri.

ii

Galati 6:7-9

Non v’ingannate, Dio non si può beffare,

perché ciò che l’uomo semina quello pure raccoglierà.

Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione,

ma chi semina per lo Spirito dallo Spirito raccoglierà vita eterna.

Or non veniamo meno nell’animo (nella mente) facendo il bene,

se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.

«L’uomo tende a illudersi: Dio non può essere ingannato né tantomeno deriso»

Esiste un principio fondamentale: tutti raccogliamo ciò che seminiamo,

in tempi e in modo diversi che non conosciamo, ma che neppure tardano.

Questo significa che le nostre azioni, i nostri pensieri e le nostre scelte

inducono inevitabilmente delle conseguenze nella nostra vita.

Se un uomo sceglie di seminare seguendo i principi della propria carne,

cioè agendo secondo impulsi egoistici e materiali, raccoglierà corruzione,

cioè conseguenze negative e temporanee, perché comunque, il pentimento genuino

riapre tutte le questioni davanti a DIO, questa si chiama: la Stupefacente Grazia di DIO.

Al contrario, chi semina assecondando la Ruah di DIO,

cioè vivendo secondo i principi e i valori della Parola,

raccoglierà Vita eterna come risultato delle Sue scelte.

«È importante non scoraggiarsi mai nel fare il bene»

I risultati delle buone azioni non sono sempre immediati,

ma se perseveriamo e non ci stanchiamo, arriverà il momento

in cui raccoglieremo i Frutti del nostro impegno e della nostra costanza;

la raccolta avverrà a suo tempo, secondo i tempi stabiliti da DIO.

ii

Trasformare la nostra vita può apparire come un peso,

ma lasciare il nostro vecchio e vano modo di vivere e pensare,

si convertirà in VITTORIA!

Salmo 33:1

Esultate, o giusti in YHWH, ai retti si addice la lode.

«La lode al Signore rappresenta un elemento cruciale nella spiritualità dei giusti»

La lode, infatti, non è solo un atto formale, ma un atteggiamento interiore,

che nasce dall’Amore nel Timore di DIO che sfocia in rettitudine e sincerità del cuore.

Viene esaltata la posizione dei giusti, sottolineando come proprio loro

e cioè coloro che vivono in rettitudine, a essere chiamati a esultare

e lodare Yeshùa, come Salvatore, Signore, Padre, Amico e Sposo.

La lode, quindi, non è per chiunque, ma solo per chi dimostra coerenza

tra la propria fede e le proprie azioni.

«Per i retti, la lode non è una forzatura, ma un bisogno naturale del loro modo di essere»

Lodare Yeshùa diventa un atto spontaneo, poiché la Giustizia di DIO in loro

riconosce e celebra Yeshùa nella Sua grandezza,

sia come “uomo perfetto” che come “Io Sono, l’Unico vero DIO“.

ii

Ebrei 13:15

Quindi, grazie a Lui a Yeshùa innalziamo un sacrificioun’offerta di lode del continuo a DIO,

ciò vuol dire un frutto di labbra riconoscenti al Suo Nome.

Grazie al Sangue di Yeshùa, desideriamo rendere sacro il tempo della lode:

non è solo un modo di fare, ma una scelta consapevole,

cioè un bisogno interiore come un tesoro che risplende nel nostro cuore,

che consiste nell’innalzare in Spirito, con azzimi di sincerità la nostra lode a DIO.

«Rendere sacra la lode non è un fatto occasionale, ma un bisogno continuo del cuore»

Attraverso le nostre parole e la nostra gratitudine, manifestiamo un frutto prezioso:

di labbra che riconoscono e onorano il Suo Nome: Yeshùa HaMasciah.

In questo modo, testimoniamo la nostra riconoscenza verso il Sangue di Yeshùa,

rendendo la nostra vita un’offerta di ringraziamento e di adorazione.

ii

Isaia 55:7-8

Lasci l’empio la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri e ritorni a YHWH

che avrà compassione di lui e al nostro DIO che perdona largamente.

«Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri le vostre vie sono le mie vie» dice YHWH.

Dobbiamo riflettere prima sui nostri sentieri

e poi sulla possibilità di redenzione di quelli che conosciamo.

L’appello è chiaro: l’empio è chiamato ad abbandonare la propria via

e l’uomo iniquo a rinunciare ai pensieri che lo allontanano dal bene secondo DIO.

Questa chiamata alla trasformazione non è solo un dissocciarsi dal male,

ma un vero ritorno al Signore e Salvatore della vita.

Nella conversione emerge la certezza della compassione divina:

Yeshùa, infatti, accoglie tutti color che si pentono, dimostrando ancora una volta

la Sua Stupefacente Grazia, cosa di cui, noi, siamo spesso mancanti con gli Altri.

«Yeshùa è Colui che perdona largamente»

La totalità del perdono divino non conosce i limiti umani, anzi,

la Volontà di Dio, accoglie e perdona i peccati al di là di ogni capacità umana.

Questo aspetto, sottolinea come nessun peccato è troppo grande per il Sangue di Yeshùa,

niente esclude la possibilità di perdono, purché ci sia una conversione sincera.

«Poiché i miei pensieri non sono i vostri pensieri le vostre vie sono le mie vie» dice YHWH.

Qui, si sottolinea la distanza tra la Mente di Cristo e quella diabolica e carnale dell’uomo,

perché le dinamiche celesti non coincidono mai con quelle carnali;

le Sue prospettive sono più Alte, più Profonde e infinitamente più amorevoli.

Dobbiamo perciò riconoscere i limiti della nostra intelligenza

e unire la nostra mente alla Mente di Cristo.

«Quando la nostra mente sarà la Sua Mente, allora le nostre vie saranno le Sue Vie»

ii

Come avviene tutto questo?

Isaia 55:9-11

«Come i cieli sono più alti della terra, così le Mie Vie sono più alte delle vostre vie

e i Miei Pensieri più alti dei vostri pensieri.

10) Come infatti la pioggia e la neve scendono dal cielo

e non vi ritornano senza avere annaffiato la terra,

senza averla fecondata e fatta germogliare,

in modo da dare il seme al seminatore e pane da mangiare,

11) così sarà la Mia Parola «RHÊMA» uscita dalla Mia bocca:

essa non ritornerà a me a vuoto, senza avere compiuto ciò che desidero

e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata.

L’esempio che il Signore ci dà, sottolinea la distanza tra la Sua prospettiva e la nostra,

chiamandoci a riconoscere con umiltà e fiducia il Suo progetto per ognuno di noi.

La pioggia e la neve che scendono dal cielo rappresentano il modus operandi

in cui l’opera di Dio si manifesta sulla terra.

Questi elementi non tornano indietro senza aver prima annaffiato e fecondato la terra,

fatto germogliare i semi e, infine, fornito il pane necessario al nostro nutrimento.

Questo evidenzia la certezza che ogni azione proveniente da DIO porta frutto

e compie ciò per cui è stata mandata.

«La Parola di Dio, in quanto «RHÊMA» non è mai inefficace»

Proprio come la pioggia e la neve, un «RHÊMA» non ritorna a Dio

senza aver raggiunto lo scopo per cui è stato mandato:

compiere la Sua volontà e realizzare pienamente il progetto che Egli ha stabilito.

In questo modo, la Parola divina è garanzia di compimento e di efficacia,

segno tangibile della fedeltà e della potenza di DIO.

ii

«Io Posso Ogni Cosa nella PAROLA che Mi Fortifica»

«Poiché, la PAROLA di DIO Può Ogni Cosa»

ii

«Meditiamo la PAROLA di DIO Giorno e Notte per Metterla in Pratica»

«Se ci COMPORTIAMO come Yeshùa Saremo come Lui»

«Facciamo della Toràh «il Soggetto» della nostra vita»

vinceremo così l’oppressione provocata dai pensieri bugiardi.

Guardiamo al di là delle prove, guardiamo alle promesse del SIGNORE,

se non ci tiriamo indietro, vedremo le benedizioni di Dio realizzarsi nella nostra  vita.

«Permettiamo alla Toràh di trasformare la nostra Mente»

ii

«Come COMPORTARCI, il campo di battaglia è nella nostra Mente→ Ruah»

«il Giorno delle Piccole Cose»

Zaccaria 4:10

Chi ha potuto disprezzare il Giorno delle Piccole Cose?

quando quei Sette là, gli Occhi di YHWH che percorrono tutta la terra,

vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?

Nel corso della nostra vita, spesso si tende a sottovalutare ciò che appare piccolo o insignificante.

Tuttavia, il versetto ci chiama a riflettere sull’importanza del “Giorno delle Piccole Cose”,

un tempo che potrebbe sembrare trascurabile ai nostri occhi,

ma che invece assume un valore profondo agli Occhi di DIO.

Una domanda apparentemente retorica:

Zaccaria 4:10

Chi ha potuto disprezzare il Giorno delle Piccole Cose?

che ci chiama a riflettere se siamo stati e forse lo siamo ancora,

tra quelli che giudicano con superficialità i piccoli inizi o le azioni apparentemente minori.

Questo atteggiamento di disprezzo viene però messo in discussione da DIO,

che altresì ci infonde il bisogno di guardare oltre le apparenze.

Si parla di:

Zaccaria 4:10b

quando quei Sette là, gli Occhi di YHWH che percorrono tutta la terra,

Questa metafora ci parla della vigilanza e presenza costante di DIO su tutta la creazione.

Gli Occhi di DIO non si limitano a osservare passivamente,

ma seguono con attenzione e gioia tutto ciò che accade,

anche quello che potrebbe sembrare insignificante.

Il riferimento a:

Zaccaria 4:10c

vedono con gioia il piombino in mano a Zorobabele?

assume un significato simbolico, che rappresenta l’Atto Pratico del

Riedificare, Rialzare, Riparare Restaurare il Tempio,

attraverso le Linee di Progettazione e Misurazione di DIO,

cioè l’Altezza, la Larghezza, la Lunghezza e la Profondità dell’Amore di DIO,

che costituiscono i Pilastri del Suo Regno,

che il Signore ha profuso nei nostri cuori per mezzo della Ruah HaKodesh.

Zorobabele, come figura centrale nel ritorno dall’esilio e nella Ricostruzione del Tempio,

diventa così un esempio di come anche le Nostre Più Piccole Azioni,

se fatte con cura, manifestano l’Amore di DIO, che vede e benedice il nostro fare.

In definitiva, siamo chiamati a non sottovalutare:

i Piccoli Passi, i Piccoli Gestii Piccoli Comportamenti e i Piccoli Atteggiamenti,

poiché sono sotto lo sguardo attento e benevolo del Signore.

Nella nostra quotidianità, spesso tendiamo a sottovalutare

l’importanza dei Piccoli Passi che compiamo.

Ogni singolo gesto, anche il più semplice,

può avere un impatto significativo nel nostro cammino di crescita spirituale.

I Piccoli Passi rappresentano quei movimenti discreti che, giorno dopo giorno,

ci avvicinano a una maggiore consapevolezza di se stessi e degli altri.

Allo stesso modo, i Piccoli Gesti che compiamo verso chi ci circonda sono fondamentali.

Un sorriso, una parola gentile, un abbraccio, un santo bacio, un aiuto offerto senza clamore:

sono azioni che, pur nella loro semplicità, contribuiscono a diffondere l’Amore di DIO.

Questi Gesti, anche se apparentemente insignificanti,

sono visti con attenzione e benevolenza dal Signore.

Non dobbiamo trascurare nemmeno i Piccoli Comportamenti

e i Piccoli Atteggiamenti che manifestiamo nell’arco della giornata.

Questi parlano della nostra spiritualità e rivelano la qualità dei nostri valori.

Agire con rispetto, pazienza e umiltà anche nelle situazioni più ordinarie

testimonia la nostra volontà di vivere in Cristo.

Queste Piccole Cose, Gesti, Comportamenti e Atteggiamenti

non sfuggono allo sguardo attento e benevolo del Signore.

Egli vede con Amore ogni nostra azione, riconoscendo il valore o il disvalore di ciò che facciamo,

anche quando agli occhi nostri e del mondo può sembrare trascurabile.

Per questo motivo siamo chiamati a non sottovalutare mai l’importanza delle Piccole Cose,

certi che queste contribuiscano a costruire il Meglio nella nostra vita e in quella degli Altri.

ii

Le “Piccole Cose” possono infatti rivelarsi fondamentali nel disegno divino

e portarci a vedere “Cose Che Non Si Sono Mai Viste”.

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

Clicca sotto e torna a: