Missione Cristiana 153

«Messaggio del 30 novembre 2025»

(245° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

ii

«Le Compassioni di DIO»

Chi crede nel Messia Yeshùa, ha a sua disposizione l’arma spirituale più potente:

«La Preghiera della Fede per le Compassioni di DIO»

Il versetto che segue rivela il ruolo fondamentale della Preghiera nella Fede di DIO:

Matteo 21:22

E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo Fede, lo otterrete.

Questa affermazione del Signore sottolinea che la preghiera,

per diventare efficace, deve essere fatta con Fede.

La fede, come certezza di ciò che speriamo

diventa dimostrazione di ciò che non vediamo ma crediamo.

Quindi, la fede è il motore che dà forza e valore alla preghiera,

trasformandola da semplice desiderio nella certezza di avere ottenuto ciò che speriamo.

«La fede in ciò che chiediamo è il cuore di questo insegnamento»

«Quando preghiamo con convinzione e senza dubbi,

riceviamo le Compassioni di DIO e la nostra preghiera prende forma»

La fede, quindi, non è un accessorio, ma la condizione indispensabile

perché la nostra preghiera vada a effetto.

La Preghiera della FEDE secondo DIO

nasce nell’intima conversazione che abbiamo con la RUAH HaKODESH

ed è stata profusa da Lei nei nostri cuori attraverso l’AMORE di DIO.

Galati 5:22-23

Al contrario il Frutto della divina RUAH invece è

AMORE→ AGAPÊGioiaPacePazienzaGraziaBontà,

Fede FiduciaFedeltàMansuetudineAutocontrollo:

contro tali cose non esiste legge.

1^ Corinzi 13:4-7

LAMORE→ AGAPÊ  è paziente, è benevolo

l’AMORE→ AGAPÊ  non invidia, non si vanta→ non si mette in mostra,

non si gonfianon si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie

non si irrita, non sospetta il male, non si rallegra dell’ingiustizia,

ma gioisce nella Verità (Yeshùa il Messia)

tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa.

Le Compassioni perciò, nascono direttamente dall’AMORE di DIO,

che è stato profuso nei nostri cuori.

Questo Amore→ Agapê si conosce camminando nei Sentieri dell’Albero della Vita,

nei pensieri e anche desideri che provengono dalla Scekhinàh  (v.n.385)

ovvero la Presenza divina immanente in ciascuno di noi, come è scritto:

1^Corinzi 2:15-16

(versione M.C.153)

Lo spirituale giudica ogni cosa, ma egli stesso non viene giudicato da nessuno,

infatti chi conosce la MENTE→ la RUAH del Signore la unisce insieme alla propria mente.

Ora noi abbiamo la MENTE→ la RUAH di Cristo, di Lui stesso.

La Scekhinàh rappresenta la Presenza divina che dimora dentro di noi,

guidandoci e sostenendoci nel nostro cammino spirituale;

venendoci in aiuto, istruendoci a pregare, a lodare, a cantare

e persino a parlare in altre lingue, attraverso le Compassioni di Dio.

insegnare vs istruire

insegnare è il “cosa” e cioè le informazioni,

mentre istruire è il “come” e il “perché” cioè la crescita attraverso il rapporto.

2^ Pietro 1:3-4

Poiché la Sua divina Potenza ci ha donato tutte le cose

che appartengono alla Vita e alla Pietà,

per mezzo della conoscenza di Colui che ci ha chiamati alla sua Gloria e Splendore,

4) attraverso le quali ci sono state donate le preziose e grandissime promesse,

affinché per mezzo di quelle diventiate Partecipi della Natura divina,

dopo essere Fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza.

LINGUAGGIO→ SAFAH→ (v.n.385)

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Queste Esperienze si configurano come un vero e proprio processo di

Conversione, Trasformazione e Liberazione.

Viceversa, le buone intenzioni, di cui spesso parliamo,

servono solo a lastricare la strada per l’Inferno,

perciò rimangono sempre attuali le parole:

1^ Corinzi 11:28a

«ORA ognuno esamini se stesso»

Galati 6:4a

«ORA ognuno esamini l’opera sua»

Matteo 3:8

«Fate dunque Frutti degni del RAVVEDIMENTO»

Comprendere e riconoscere che camminare nei valori della Fede cristiana

e cioè, nella Buona, Piacevole, Completa e Perfetta Volontà di DIO,

è di fondamentale importanza per piacere al Signore,

che così, attraverso le Sue Compassioni,

ci accompagna in un percorso di crescita interiore

verso una nuova consapevolezza e libertà spirituale.

«Camminare nella Volontà di DIO è una scelta e non soltanto un’idea,

ma un percorso da intraprendere con dedizione attraverso i valori della Fede.

È attraverso le Sue Compassioni e cioè in modo costante e amorevole 

che il Signore ci Guidaci sostiene e ci incoraggia lungo il percorso della vita.

Lasciarsi guidare dalla Volontà di DIO infonde una profonda maturità interiore, 

come libertà di espressione, sia nel pianto che nella commozione, senza vincoli o paure,

in una nuova consapevolezza di se stessi e del nostro rapporto in Lui,

che nasce dall’unione tra la nostra mente e quella di Cristo

e ci porta conoscere le Compassioni di DIO.

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Galati 6:2-10

Portate i pesi gli Uni degli Altri e così adempirete la legge di Cristo.

3) Se infatti qualcuno pensa di essere qualcosa, non essendo nulla, inganna se stesso.

4) Ora esamini ciascuno l’opera sua

e allora avrà ragione di vantarsi solamente di se stesso e non nei confronti degli altri.

5) Ciascuno infatti porterà il proprio peso.

6) Ora colui che è istruito nella Parola, faccia parte di tutti i suoi beni a colui che lo istruisce.

7) Non v’ingannate, Dio non si può beffare, perché ciò che l’uomo semina, quello pure raccoglierà.

8) Perché colui che semina per la sua carne, dalla carne raccoglierà corruzione,

ma chi semina per lo Spirito, dallo Spirito raccoglierà vita eterna.

9) Or non veniamo meno nell’animo facendo il bene;

se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo.

10) Mentre dunque abbiamo l’opportunità, facciamo del bene a tutti,

ma principalmente a coloro della famiglia della fede.

Come cristiani, uno dei principi è la solidarietà reciproca:

siamo chiamati a portare i pesi gli Uni degli Altri.

Questo è un modo concreto per adempiere alla legge di Cristo:

l’Amore→ Agapê, che trova la Sua espressione migliore nelle Compassioni di DIO.

È importante perciò, che ciascuno rifletta con onestà sulla propria condizione psicofisica.

Se qualcuno si illude di essere qualcosa di più, di ciò che è,

senza fondamento, finisce per ingannare se stesso.

L’esortazione è dunque a esaminare le proprie azioni 

a valutare il proprio operato senza confrontarsi inutilmente con gli Altri.

In questo modo, ognuno potrà essere soddisfatto del proprio cammino

senza cadere nell’orgoglio o nella competizione.

Ognuno è chiamato a portare il proprio peso,

anche se il Corpo di Cristo sostiene e accompagna,

esiste una dimensione individuale di responsabilità che nessuno può delegare.

«Ognuno è responsabile delle proprie scelte e degli esiti che ne derivano»

Chi riceve istruzione nella Parola è chiamato a condividere i propri beni con chi lo istruisce;

questo principio sottolinea l’importanza della riconoscenza

nei confronti della RUAH che ci ISTRUISCE

e della reciprocità all’interno della famiglia della fede,

dove il dono della conoscenza da parte di DIO viene ricambiato con i beni materiali,

rafforzando i legami di solidarietà e gratitudine gli Uni con gli Altri.

«Non dobbiamo ingannarci: Dio non si può beffare»

«Ogni azione porta con sé più conseguenze, proprio come nella semina e nel raccolto»

«Chi semina per la carne, cioè seguendo desideri egoistici e materialiraccoglierà corruzione»

«Chi invece vive per lo Spirito raccoglierà Vita Eterna in Cristo Yeshùa»

«Questa legge spirituale invita a riflettere sulle proprie sceltemotivazioni quotidiane»

«Siamo del continuo incoraggiati a non scoraggiarci nel fare il bene»

La perseveranza è fondamentale e anche se i risultati non sono immediati,

nei tempi secondo DIO raccoglieremo i frutti delle nostre azioni, sia in bene che in male.

Non lasciamoci fermare dalle difficoltà o dalla mancanza di riconoscimento

ma bensì perseveriamo in fede e costanza.

«Ogni occasione è preziosa per fare il bene, come altresì ogni lasciata è persa»

Veniamo istruiti ad agire per il bene di tutti, senza discriminazioni,

ma con un’attenzione particolare verso la famiglia della fede.

In questo modo si evidenzia la parola Unità secondo la Ruah,

dove ci si prende cura gli Uni degli Altri nell’Amore di DIO.

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Lamentazioni di Geremia 3:22-23

È una grazia di YHWH che non siamo stati interamente distrutti,

perché le Sue compassioni non sono esaurite, si rinnovano ogni mattina;

grande è la tua fedeltà.

le Sue compassioni non sono esaurite.

Questa affermazione sottolinea la loro natura inesauribile,

anche nei momenti più difficili non vengono mai meno.

Non si tratta di sentimenti che si affievoliscono con il tempo

o che si consumano nelle avversità, ma piuttosto della presenza costante

e pronta a manifestarsi ogni giorno della Volontà di DIO.

le Sue compassioni si rinnovano ogni mattina.

Questo rinnovamento quotidiano suggerisce che, con l’inizio di ogni nuovo giorno,

viene offerta una nuova opportunità per sperimentare e accogliere le Sue compassioni.

Non importa quanto sia stato difficile il giorno precedente,

ogni mattina, tutto inizia di nuovo.

Grande è la Tua Fedeltà.

poiché è Forte e Stabile da essere un punto di riferimento certo;

la Fedeltà di DIO non vacilla, ma si mantiene sempre salda, ispirandoci fiducia e certezza.

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Le Compassioni di DIO rivelano un profondo desiderio di comunanza

e di corrispondenza di sentimenti tra Lui e noi.

Queste compassioni si manifestano nella consapevolezza intensa delle nostre sofferenze

e si accompagnano al desiderio concreto da parte di DIO di sollevarci dal male.

Non si tratta solo di un sentimento passivo,

ma di una partecipazione attiva e solidale alle nostre difficoltà.

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Le Compassioni di DIO, manifestate attraverso l’intercessione, sono sentimenti

ed emozioni spirituali che innescano un processo di guarigione sia fisica che psichica,

ci permettono di sentire la sofferenza dell’altro in modo autentico

e di comunicare spiritualmente con lui nel modo più appropriato;

attraverso la condivisione delle emozioni e la comprensione reciproca,

si crea uno spazio in cui la guarigione avviene spiritualmente.

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È proprio la Parola di Compassione che scende da DIO e avvia il processo di guarigione

ad essere la chiave che apre la porta verso il soprannaturale.

Isaia 55:11

così sarà la Mia Parola, uscita dalla Mia bocca: essa non ritornerà a me a vuoto,

senza avere compiuto ciò che desidero e realizzato pienamente ciò per cui l’ho mandata.

In conclusione, si può affermare che la pietà,

spesso vissuta come semplice sentimento di commiserazione,

può trasformarsi in un vicolo cieco, incapace di portare soluzione o speranza.

Al contrario delle Compassioni di DIO,

che rappresentano sempre una porta aperta sulla speranza,

poiché conduce a un coinvolgimento attivo e al desiderio di alleviare la sofferenza altrui,

generando possibilità di cambiamento e di crescita spirituale in noi.

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Non basta semplicemente chiedere,

è necessario sentire profondamente da parte di DIO le Sue compassioni,

quella consapevole certezza interiore che coinvolge sentimenti ed emozioni,

cosicché, ciò che si domandaanche e soprattutto se difficile

o ancor meglio impossibile secondo i canoni umani,

diventa possibile e realizzabile perché discende direttamente dal Cielo.

Matteo 7:7-12

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

8) Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.

9) Vi è tra voi qualche uomo che, se suo figlio gli chiede del pane, gli darà una pietra?

10) O se gli chiede un pesce, gli darà una serpe?

11) Se dunque voi, che siete malvagi, sapete dare buoni doni ai vostri figli,

quanto più il Padre vostro, che è nei cieli, darà cose buone a coloro che gliele chiedono.

12) Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro,

perché questa è la TORÀe i PROFETI.

Il versetto 7 ci parla con forza del principio, secondo cui,

chiunque manifesti un bisogno, con sincerità e fede, otterrà risposta:

Matteo 7:7

Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto.

Questo invito mette in risalto l’importanza della preghiera in azione, del coraggio e della fiducia.

Non dobbiamo possiamo aspettare passivamenteè necessario chiedere, cercare, bussare,

ossia mettersi in gioco con determinazione e speranza, poiché ogni lasciata è persa.

L’esempio dato della relazione tra Padre e figlio, dove nessun padre,

se il figlio chiede del pane, gli darà una pietra; né, se chiede un pesce, gli darà una serpe.

«Questo esempio serve a rafforzare la Fede nella Stupefacente Grazia di DIO»

Se anche gli uomini, pur con i loro limiti, sanno essere generosi con i propri figli,

tanto più lo sarà il Padre celeste, che è infinitamente più Buono,

dando cose buone a chi gliele chiede.

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Proverbi 18:21a

MORTE e VITA sono nelle mani della lingua

LINGUAGGIO→ SAFAH→ (v.n.385)

«La lingua ha un potere straordinario: in essa risiedono sia la morte che la vita»

Le parole che scegliamo di pronunciare possono essere portatrici di conseguenze profonde,

capaci di costruire o distruggere.

Attraverso la lingua, possiamo influenzare gli altri in modo positivo o negativo,

determinando esiti che toccano la sfera del vivere e del morire,

sia in senso letterale che metaforico.

«È fondamentale essere consapevoli di questo potere»

«La responsabilità nell’uso della lingua ci invita a riflettere sulle nostre espressioni quotidiane»

“Ogni pensiero pensato e ogni parola pronunciata modifica il nostro futuro,

sia in bene che in malese trasformiamo i nostri pensieri, possiamo trasformare la nostra vita

sapendo, inoltre, che ogni parola ha un impatto duraturo anche su chi ci ascolta oltre che su se stessi:

Ma” – “Devo” – “Mai” – “Non so” – “Odio” – Adoro

“Ho Sbagliato” – “Ho Paura” – “Vorrei” – “Non sono abbastanza” – Scusa

“Sei un incapace” – “Buono a nulla” – Fannullone” – Deficiente” eccetera eccetera.

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Colossesi 3:16-17

La Parola, il Messia abiti in voi abbondantemente,

istruitevi ed esortatevi gli uni gli altri con ogni sapienza;

cantate lodate di cuore a DIO con la grazia, salmi, inni e cantici spirituali.

17) Qualunque cosa facciate, in Parola o in opere,

ogni cosa sia nel Nome del Signore Yeshùa ringraziando DIO Padre per qui.

La Parola, cioè il Messiase vive in noi in modo abbondante, 

penetra profondamente nei nostri cuori, cioè ci guida nei Suoi Sentieri

e riempie la nostra mente del Suo Spirito,

così possiamo essere guidati con sapienza nella Preghiera della Fede.

«Come famiglia della fede, è importante che ci istruiamo ed esortiamo a vicenda con ogni sapienza»

Lodiamo Dio di cuore, perché la Sua grazia ci basta, i nostri canti, salmi, inni e cantici spirituali 

sono espressione reale della Fede di DIO profusa nei nostri cuori,

l’adorazione non è più una cosa formale, ma gratitudine sincera della Sua Forza in noi.

Qualunque cosa facciamo, sia in Parole che opere, tutto è fatto nel Nome di Yeshùa,

che riconosciamo come DIOPadre e Sposo, Colui che ci dona ogni cosa.

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Giacomo 5:16

Confessate dunque i peccati gli Uni agli Altri,

pregate gli Uni per gli Altri affinché siate guariti;

la preghiera del giusto ha una grande efficacia.

Confessare i peccati gli Uni agli Altri rappresenta un passo fondamentale

per rafforzare i legami all’interno della famiglia della fede.

Questo atto di umiltà, oltre a favorire la trasparenza e la fiducia reciproca,

crea le condizioni per un percorso condiviso di crescita e guarigione.

Essere aperti e sinceri con gli Altri aiuta a spezzare il peso della colpa

e ad affrontare insieme le proprie debolezze.

«Pregare gli Uni per gli Altri è un atto di sostegno e solidarietà»

Quando una chiesa è unita nella preghiera,

si crea una rete di supporto che rende più forti di fronte alle difficoltà.

La preghiera condivisa diventa così strumento di guarigione,

non solo individuale, ma anche collettiva.

La preghiera del giusto ha una grande efficacia;

ciò significa che la sincerità e la rettitudine di chi prega rendono la sua supplica particolarmente potente.

Quando la preghiera viene da un cuore puro e dalle viscere di misericordia di DIO,

ha il potere di portare cambiamenti reali e benefici tangibili nella vita della chiesa stessa e degli Altri.

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Marco 11:25

Yeshùa rispose, disse loro: «Abbiate Fede in/di DIO!

23) ma amên→ in verità vi dico che chi dirà a questo monte:

“Togliti di là e gettati nel mare”, se non dubita in cuor suo,

ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto.

24) Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete implorando (in modo accorato)

credete che le avete ricevute e voi le otterrete

25) e ogni qualvolta insistete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno,

PERDONATE,

affinché il Padre vostro, quello nei cieli, perdoni le vostre colpe.

«Prima della preghiera viene il perdono di se stessi e poi degli altri»

Salmo 66:18

Se nel mio cuore avessi cercato tramato serbato mirato il male,

il Signore non mi avrebbe ascoltato.

«La mancanza di Perdono rende nulla la Preghiera»

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Giacomo 1:2-4

Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere,

3) sapendo che la prova della vostra fede produce costanza

4) e la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti.

Quando ci troviamo ad affrontare difficoltà o situazioni complesse,

siamo chiamati a viverle con gioia.

Questo non significa essere superficiali o fuori di testa,

non è leggerezza o indifferenza verso le prove, ma bensì consapevolezza,

che le prove hanno un grande senso e valore per la nostra vita.

«Le prove servono a testare la nostra fede»

È proprio attraverso le prove che ognuno esamina se stesso

e si trova approvato davanti a DIOse le supera.

Il superamento delle prove produce in noi costanza,

una virtù che ci permette di resistere e di camminare Verso la Gerusalemme Celeste

anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato.

La costanza non è fine a se stessa ma opera in noi un metamorfosi profonda, 

rinnovandoci nello Spirito della nostra mente.

Questo cammino è mirato a farci crescere per renderci simili a DIO, come è scritto:

«voi siete Elohim» – «voi siete il Sale della Terra» – «voi siete la Luce del mondo»

per questo non mancate in niente.

In altre parole, le difficoltà, se affrontate con fede e perseveranza,

ci impediscono di perderci o finire fuori strada, avvicinandoci sempre più

alla Gerusalemme Celeste, come figli maturi in Cristo.

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Come riceviamo le Compassioni di DIO?

Sottomettendoci alla Guida della RUAH e così perseverando

nei Presupposti Pratici e Spirituali nell’Ambito della Preghiera

SciàkritMinkhàh Arvit,

attingendo del continuo dal corredo dei Dodici Sensi Spirituali

ed entrando nel Suo Risposo→ Shabbat

accordandoci gli Uni con gli Altri offriamo come sacrifici viventi la nostra vita a Cristo.

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

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