Missione Cristiana 153

«Messaggio del 23 novembre 2025»

(238° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

ii

«CONOSCERE la BUONA, PIACEVOLE, COMPLETA e PERFETTA VOLONTÀ di DIO»

Romani 12:2

E non vi conformate al secolo presente,

ma trasfiguratevi quanto al rinnovamento della mente,

per mettere alla prova voi quale è

la BUONA e PIACEVOLE COMPLETAPERFETTA VOLONTÀ di DIO.

Non vi conformate, non lasciatevi plasmare dai valori e dagli schemi del mondo,

non adeguatevi passivamente alle mode e alle pressioni di questa società,

ma mantenete la vostra vera identità e coerenza in Cristo.

La metamorfosi inizia col rinnovamento della nostra mente;

in altre parole, si tratta di un cambiamento profondo del modo di pensare, sentire e giudicare,

che porta a una visione nuova e più autentica della realtà.

Questa metamorfosi ci permette di allontanarci dai pensieri limitanti conformisti 

incamminandoci Verso la Gerusalemme Celeste.

Solo attraverso il rinnovamento della mente si è in grado di discernere,

mettere alla prova e riconoscere quale sia la Volontà di DIO.

Tale Volontà porta con sé quattro attributi fondamentali:

Buona, Piacevole, Completa e Perfetta.

Questo significa che ciò che DIO desidera per tutti è sempre orientato al Bene,

è fonte di Gioia e Soddisfazione, è realizzabile in modo pieno e non lascia nulla di incompiuto.

Un duplice invito: non conformarci alla mentalità del mondo,

ma bensì lasciarci trasformare profondamente nella mente,

per poter riconoscere e vivere appieno la Volontà di DIO,

che si manifesta come Perfetta realizzazione del BENE,

invitati dallo Shemà Ascolta o Israele Spirituale:

Presupposti Pratici e Spirituali nell’Ambito della Preghiera

SciàkritMinkhàh e  Arvitportano dallo Stress allo Shabbat Shalom,

poi un’Alimentazione adatta o Kosher e Lavoro Fisico

sono le basi dello stare Bene nella Volontà di DIO.

«La Volontà di DIO si distingue per essere Buona, Piacevole, Completa e Perfetta»

Queste qualità riflettono la profondità dell’Amore→ Agapê 

e della Cura che il Signore Yeshùa ha per ciascuno di noi.

Conoscere la Sua Volontà significa aprirsi alla Ruah HaKodesh e al Suo progetto celeste,

creato per il nostro vero bene e la nostra piena realizzazione psico-fisica e spirituale.

Ma attenzione: «Non tutto ciò che sembra buono è necessariamente conforme alla Volontà di DIO»

Esiste infatti un falso buono: qualcosa che, pur risultando piacevole

e apparentemente vantaggiosa, non si inserisce nel Piano divino predisposto per noi.

Accettare questo falso buono ci espone al rischio di perdere ciò che il Signore

ha realmente preparato per la nostra vita.

Quando ci accontentiamo di ciò che non è realmente nella Volontà di DIO,

finiamo per vivere una sorta di imitazione della vera Gioia:

non riceviamo il meglio che il Signore Yeshùa ha preparato per noi,

ma ci limitiamo a un’alternativa incerta, a una scimmiottatura della pienezza che ci attende.

Cosicché restiamo prigionieri di un forse  o forse no,

privandoci della gioia autentica che nasce dal conoscere la Volontà divina.

ii

1^ Corinzi 6:20

Infatti siete stati comprati a caro prezzo, glorificate dunque DIO nel vostro corpo.

«Siamo stati acquistati, cioè redenti a caro prezzo»

Questo indica che la nostra esistenza, in tutta la sua essenza,

come Spirito e Corpo, che formano l’Anima, hanno un valore immenso

proprio perché sono stati soggetto del Sacrificio dei Sacrifici,

per questo ci viene chiesto di rendere sacra la nostra vita trasformandoci in sacrifici viventi.

Non si parla solo di valori materiali, ma piuttosto di dignità celeste

che ci è stata donata da Colui che è morto per noi.

«Alla luce di quanto detto, siamo invitati a glorificare DIO nel nostro corpo»

Questo implica che la nostra vita quotidiana, le parole, le azioni e le scelte che facciamo,

dovrebbero riflettere il rispetto e il riconoscimento del valore che ci è stato dato.

Glorificare DIO non è solo un atto spirituale interiore,

ma si concretizza anche nel modo in cui viviamo fisicamente,

nelle nostre scelte, nella cura di noi stessi e degli altri.

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Noi, siamo spesso convinti di possedere la capacità di discernere chiaramente

ciò che è Giusto da ciò che è Sbagliato,

così come tendiamo a pensare di riconoscere con certezza

ciò che è Buono da ciò che è Cattivo.

Questa sicurezza, che spesso diamo per scontata, ci accompagna nelle decisioni quotidiane

e nelle valutazioni che applichiamo agli eventi e alle persone che ci circondano.

Tuttavia, è davvero così semplice e immediato discernere tra queste due categorie?

Siamo davvero certi che il nostro giudizio sia sempre giusto e imparziale?

Queste domande mettono in discussione la solidità delle nostre convinzioni,

invitandoci a riflettere sulla reale profondità della nostra capacità di discernimento.

Forse, la sicurezza che sentiamo non è così assoluta come vorremmo credere.

Matteo 19:17

Un tale si avvicinò a Yeshùa dicendo: «Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna

Ed ecco, Yeshùa gli rispose: «Perché m’interroghi intorno a ciò che è buono?

Uno è quello che è Buono.

Ma se vuoi entrare nella vita OSSERVA la Aleph-Tav-TORÀH→ ».

Un tale si avvicinò a Yeshùa con una domanda di fondamentale importanza:

«Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?»

Questa domanda rivela il desiderio profondo dell’uomo di conoscere

quale sia la Volontà di DIO per arrivare alla Gerusalemme Celeste,

mettendo l’accento sull’azione individuale e sull’idea del “fare il bene

come possibile chiave di accesso al Gan Eden.

Yeshùa, ascoltata la domanda, risponde con una riflessione che induce l’ascoltatore

a guardare oltre il semplice concetto di “buona azione”.

Yeshùa gli rispose: «Perché m’interroghi intorno a ciò che è buono?

In questa risposta, Yeshùa indirizza l’attenzione sull’essenza stessa del BENE,

sottolineando che «UNO è ciò che è BUONO»,

ovvero che la Bontà autentica risiede nell’Unica e sola fonte:

La Luce Infinita, la Ruah HaKodesh, l’Albero della Vitail Padre nel Figlio,

inteso come Corpo di Cristo e il Figlio nel Padre, il Re dei re e Signore dei signori,

espresso in un concetto unico e singolare il Nome di DIO: Yeshùa HaMasciah, il Salvatore.   

Infine, Yeshùa risponde con una direttiva chiara e concreta:

Ma se vuoi entrare nella vita OSSERVA la Aleph-Tav-TORÀH→ ».

Con questa affermazione, Egli indica chiaramente che l’ingresso nella vita eterna

è intimamente legato all’Ascolto della Toràh per la Grazia di DIO,

ovvero alla fedeltà agli insegnamenti ricevuti, non per essere salvati

ma per dimostrare a noi stessi e al mondo che abbiamo riconosciuto la Salvezza.

In questo modo, la risposta si sposta dal “fare qualcosa di buonosecondo criteri personali,

al Conoscere in modo pratico e reale la Volontà o Toràh di DIO.

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«L’importanza di accogliere profeti e giusti»

Matteo 10:41

Chi riceve un profeta come profeta, prenderà premio di profeta

e chi riceve un giusto come giusto, prenderà premio di giusto.

«Chi riceve un profeta in quanto tale riconosce e rispetta il suo ministero»

In questo modo, crede al Signore che lo ha chiamato

e per questo riceve una ricompensa adeguata: il premio di profeta,

quest’azione non è quindi priva di significato, ma carica di benedizione.

Allo stesso modo, chi riceve un giusto, riconosce la rettitudine e le virtù che DIO gli ha dato,

perciò riceverà il premio riservato ai giusti.

Questo principio sottolinea come il valore del riconoscimento

si rifletta direttamente sulla ricompensa che si riceve.

Ricevere qualcuno per ciò che è, significa condividere e partecipare a ciò che egli è,

sia in bene che in male.

Luca 9:18-20

Or avvenne che, mentre egli si trovava in disparte a pregare, i discepoli erano con lui.

Ed egli li interrogò, dicendo: «Chi dicono le folle che io sia?»

19) Ed essi, rispondendo, dissero: «Alcuni dicono Giovanni Battista altri Elia

ed altri uno degli antichi profeti che è risuscitato».

20) Ed egli disse loro: «E voi chi dite io sia?».

Pietro allora, rispondendo, disse: «Il Messia di Dio».

Come ben sappiamo, Pietro ha ricevuto premio di: «Messia di Dio»

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«Una sola risposta giusta ha cambiato interamente il corso della vita di Pietro» 

«Questo principio vale per ciascuno di noi»

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«Il senso di BUONO è soggetto al Discernimento del Santo Spirito in noi»

Genesi 3:6

 E la donna vide che l’albero era BUONO da mangiare,

che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente

ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò.

Vide che l’albero era Buono e Piacevole e Desiderabile, secondo lei, ma NON secondo DIO.

Atti 16:16-18

 Ora, mentre andavamo al luogo della preghiera,

ci venne incontro una giovane schiava che aveva uno spirito di divinazione

e che, facendo l’indovina, procurava molto guadagno ai suoi padroni.

17) Costei, messasi a seguire Paolo e noi, gridava, dicendo:

«Questi uomini sono servi del Dio Altissimo e vi annunziano la Via della Salvezza».
18) E quella fece questo per molti giorni, ma Paolo, infastidito, si voltò e disse allo spirito:

«Io ti comando nel Nome di Yeshùa il Messia di uscire da lei».

E lo spirito uscì in quell’istante.

Nel corso della vita, ci troviamo spesso di fronte a situazioni, persone o cose

che appaiono, a prima vista, sia in chiesa che nel mondo, come buone, piacevoli e desiderabili.

Queste realtà possono attrarre la nostra attenzione e i nostri desideri,

presentandosi come opportunità o piaceri degni di essere colti.

Tuttavia, è fondamentale ricordare che non tutto ciò che è apparentemente attraente

corrisponde necessariamente a ciò che è realmente buono dal punto di vista spirituale.

In questo contesto, entra in azione lo Spirito di discernimento

che ci aiuta a riconoscere e distinguere ciò che è Buonosecondo la fede

e ciò che, invece, potrebbe allontanarci da un cammino di santità.

Attraverso i Sensi dello Spirito, siamo chiamati a respingere tutto ciò che,

pur sembrando desiderabile, non è realmente buono o edificante per la nostra vita,

in questo modo, eviteremo di confondere o mescolare il sacro col profano,

preservando così la santità e integrità del nostro viaggio Verso la Gerusalemme Celeste.

Magari ci troviamo a pensare di essere buoni,

basando questo giudizio sul comportamento che adottiamo nella vita quotidiana;

i modi di fare che il mondo considera buoni ci influenzano e ci portano a credere di esserlo.

Tuttavia, questa convinzione nasce da una visione superficiale,

dettata dalle regole e dalle aspettative della società mondana.

È importante domandarsi: ciò che il mondo reputa buono, lo è anche per DIO?

La bontà a cui aspiriamo spesso deriva da valori mondani,

che non sempre coincidono con quelli divini.

Siamo sicuri che il nostro modo di agire sia conforme a ciò che DIO considera buono?

Questa domanda invita a una riflessione profonda sul vero significato della bontà

e sulla differenza tra le apparenze esteriori e i valori spirituali.

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Proverbi 14:12

C’è una via che all’uomo sembra giusta ma la sua fine sfocia in vie di morte.

Spesso, nell’arco della vita, ci troviamo davanti a molteplici strade e possibilità.

Alcune di queste vie possono apparire giuste e corrette

secondo il proprio giudizio e la propria coscienza.

L’illusione di essere sulla strada giusta è una condizione comune,

dettata da convinzioni personali ed esperienze individuali.

Tuttavia, non sempre ciò che ci sembra giusto ai nostri occhi porta a un esito positivo.

Esiste il rischio che queste vie, pur apparendo rette e sicure,

portino invece a conseguenze negative, fino a sfociare in vie di morte

Questo concetto sottolinea la necessità di riflettere profondamente sulle proprie scelte,

interrogandosi sulla reale bontà della via intrapresa e sulle sue possibili conseguenze.

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Matteo 7:12-14

Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro,

perché questa è la TORÀe i PROFETI.

13) Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la VIA

che conduce alla perdizione

 e MOLTI sono coloro che entrano per essa.

14) Stretta invece la porta e angusta la VIA che conduce alla VITA!

E POCHI sono quelli che la trovano!

Uno dei principi fondamentali che emergono da questi insegnamenti è la cosiddetta «Regola d’Oro»:

Matteo 7:12

Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro,

perché questa è la TORÀe i PROFETI.

Questo precetto rappresenta il cuore della TORÀH e dei PROFETI,

sottolineando l’importanza della reciprocità e del rispetto nelle relazioni,

prima con quelli della famiglia della fede e poi con tutti gli Altri.

Agire secondo questa regola significa onorare il Regno di DIO,

dove empatia, solidarietà ed equità guidano le nostre azioni.

Segue poi un avvertimento sulla necessità di fare una scelta consapevole tra due vie:

quella larga e spaziosa, che conduce alla perdizione e quella stretta e angusta, che porta alla vita.

La porta larga è accessibile a tutti e simboleggia la facilità delle scelte

che danno luogo al Diavolo e conducono lontano dalla vera vita.

Al contrario, la porta stretta rappresenta il percorso

in contrasto col vano modo di vivere che abbiamo ereditato,

lontano dalla mondanità e perciò trascurato, ma l’unico che conduce alla vita in Cristo.

Solo un residuo di scampati sceglie questa via, poiché richiede impegno,

discernimento, perseveranza e soprattutto santificazione.

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Ebrei 5:12-14

 Infatti, mentre a quest’ora dovreste essere maestri,

avete di nuovo bisogno che vi si insegnino i primi elementi degli oracoli di Dio

e siete giunti al punto di aver bisogno di latte e non di cibo solido.

Chiunque infatti usa il latte non ha esperienza della Parola di Giustizia,

perché è ancora un bambino, il cibo solido invece è per gli adulti,

che per l’esperienza hanno le facoltà esercitate a DISCERNERE il BENE dal MALE.

«Perché nonostante tutti gli insegnamenti e avvertimenti da parte di DIO

i più vanno in perdizione e pochi camminano nei sentieri dell’ALBERO della VITA?»

«Perché solo chi si santifica ha le facoltà esercitate a Discernere il Bene dal Male»

«Perciò, Discernere il Bene dal Male è fondamentale, ma non è scontato»

Apocalisse 2:7

Chi ha orecchi, ASCOLTI ciò che la Ruah dice alle chiese:

al VINCITORE io darò da mangiare dell’ALBERO della VITA ETZADI-KHAIM

che è in mezzo al Paradiso di DIO.

«Perché, Discernere il Bene dal Male è un fatto spirituale, non distinguibile a livello carnale»

Il passo “Chi ha orecchi, ASCOLTI ciò che la Ruah dice alle chiese

richiama ognuno di noi a fare attenzione e a essere ricettivi al messaggio spirituale.

Non si tratta di un semplice ascolto passivo,

ma di un atteggiamento di apertura e di disponibilità

a comprendere pienamente ciò che lo Spirito desidera comunicare alla Chiesa.

L’invito è rivolto a tutti coloro che hanno un cuore ben disposto a osservare la Parola di DIO.

Viene poi rivolto un incoraggiamento particolare “al VINCITORE”,

ovvero a chi persevera nella fede e supera le prove del vano modo di vivere.

Al VINCITORE è promessa una ricompensa straordinaria:

«Io darò da mangiare dell’ALBERO della VITA che è in mezzo al Paradiso di DIO»

L’Albero della Vita, posto al centro del Paradiso di DIO,

rappresenta la meta ultima del cammino spirituale,

nella gioiosa consapevolezza e partecipazione al Corpo di Cristo.

«Perciò è fondamentale conoscere attraverso YESHÙA il MESSIA, 

cioè la PAROLA di DIO e il DISCERNIMENTO del SANTO SPIRITO

ciò che è BUONO, non solo PIACEVOLE ma anche PERFETTO secondo la Sua VOLONTÀ»

Romani 16:19

Infatti la vostra ubbidienza è nota a tutti.

Perciò gioisco per voi, di più, desidero che voi, da una parte siate esperti nel bene,

dall’altra incontaminati davanti al male.

Giovanni 8:47

Colui che discende da DIO ASCOLTA→ SHEMÀ  le Parole di DIO!

Per questo voi non ascoltate, perché non discendete da DIO.

1^ Giovanni 4:5-6

Questi sono figli del mondo:

perciò chiacchierano da mondani e il mondo li ascolta.

Noi siamo figli di Dio.

Chi conosce Dio ci ASCOLTA→ SHEMÀ 

chi non è figlio di Dio non ci ASCOLTA→ SHEMÀ .

Da questo riconosciamo lo Spirito della Verità e lo spirito dell’errore.

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Sintesi:

Come Conosciamo la Buona, Piacevole, Completa e Perfetta Volontà di DIO:

Ascoltando o Obbedendo alla Toràh

nei Presupposti Pratici e Spirituali nell’Ambito della Preghiera

SciàkritMinkhàh e  Arvit,

attingendo del continuo dal corredo dei Dodici Sensi Spirituali

ed entrando nel Suo Risposo→ Shabbat

accordandosi gli Uni con gli Altri in Cristo,

così impariamo, nel Nome del nostro Signore:

«Yeshùa haMashiah mi Nazareth»

a Discernere il Bene dal Male, il Giusto dallo Sbagliato.

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Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

«→ VEHYÈ VERACHÀ→ DIVENTA BENEDIZIONE»

Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.

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• VERSO la GERUSALEMME CELESTE 

«Diventa BENEDIZIONE»

(5^ parte)

• Diventare un Sacrificio Vivente ↔ Rendere Sacra la Vita •