Missione Cristiana 153
«Messaggio del 23 agosto 2026»
(157° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


i
i
FEDE→ FEDELTÀ→ FIDUCIA→ PISTIS→ EMUNAH
(2^ parte)
Galati 5:22-26
Al contrario, il Frutto della divina Ruah invece è AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→
,
Gioia, Pace, Pazienza, Semplicità→ Generosità→ Benevolenza→ Bontà,
FEDE→ FEDELTÀ→ FIDUCIA→ EMUNAH→ 
mansuetudine→ umiltà
Autocontrollo→ Camminare Umilmente, con Modestia, in Austerità:
contro tali cose non esiste legge o regola.
Quelli che sono di Cristo hanno crocifisso la carne
con i suoi patemi→ le sue afflizioni→ le sue angosciose sofferenze→ le sue ansie→ le sue passioni
e le sue brame→ i suoi desideri per quello che è proibito→ le sue concupiscenze.
Se viviamo nella RUAH→
→ Spirito,
camminiamo anche nella RUAH→
→ Spirito.
Non diventiamo vanagloriosi, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri.
«Dio è FEDELE→ EMUNAH→
alle Sue promesse»
Ebrei 10:23
Riteniamo ferma in noi la confessione della speranza,
perché FEDELE→ EMUNAH→
è Colui che ha fatto le promesse.
Altresì, noi siamo FEDELI→ a YESHÙA→
se Ascoltiamo,
cioè Osserviamo la Sua Parola e restiamo Sottomessi alla Ruah HaKodesh.
Matteo 21:22
E tutto ciò che chiederete in preghiera, avendo FEDE→ EMUNAH→
, lo otterrete.
La FEDE→ EMUNAH→
trova la sua espressione migliore nell’ESSERE PREGHIERA,
voi siete Elohim, voi siete il Sale della terra, voi siete la Luce del mondo, Se …
Deuteronomio 30:20
Io chiamo a testimoni per voi oggi
-il CIELO e
-la TERRA,
io ho posto davanti a voi la VITA e la Morte, la BENEDIZIONE e la Maledizione;
scegli la vita, onde viviate tu e la tua discendenza,
amare
→ YHWH il tuo ELOHIM,
ascoltare la Sua voce e rimanere a Lui avvinti,
poiché Egli è la tua vita e la lunghezza dei tuoi giorni,
Possiamo scegliere la vita eterna in benedizione fin da adesso:
Amando Yeshùa e la Famiglia della Fede, Ascoltando la sua voce
e Unendo la nostra mente alla Sua Mente.
Nehemia 9:29
Tu li esortavi per farli tornare alla tua Torah, ma quelli si inorgoglivano
e non ascoltavano→ e non ubbidivano ai tuoi comandamenti,
e peccavano contro i tuoi decreti per mezzo dei quali,
se uno li mette in pratica salva la vita;
ritraevano le loro spalle dal giogo,
indurivano la loro cervice e rifiutavano di ascoltare→ di ubbidire.
Il problema nasce da come rispondiamo in modo pratico e reale al Signore:
se ci inorgogliamo e ci rifiutiamo di riconoscere il nostro vano modo di vivere.
Se non ascoltiamo la voce della RUAH in noi accettando il Suo richiamo,
pecchiamo contro i principi di Fede, Fiducia e Fedeltà alla Sua Parola,
opponendoci a ciò che avremmo dovuto custodire e praticare.
Rifiutando il giogo, cioè non ascoltando, in piena ribellione alla Ruah HaKodesh,
abbiamo indurito la nostra cervice, ostinati, testardi e ristretti nei nostri cuori.
Siamo stati generati dalla LUCE Infinita per essere Luce nella LUCE,
vivendo in intima comunione con Lui, perciò,
fino a quando non riusciremo a stabilirla e mantenerla nella più completa Fedeltà
non saremo in accordo, né con Lui, né con noi stessi, né fra di noi.
Abbiamo bisogno di conoscere per esperienza qual è
la Sua Buona, Piacevole, Perfetta e Completa Volontà nella nostra vita.
Yeshùa→
conosce ogni cosa di noi, noi No!
La metamorfosi della nostra mente è perfettamente descritta da queste parole:
«non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me»
Matteo 18:19
Ancora io vi dico che,
se due di voi si ACCORDANO sulla terra per chiedere qualunque cosa,
questa sarà loro concessa dal Padre mio che è nei cieli.
Ebrei 12:2
tenendo gli occhi su Colui che è il Principio e il Compitore della FEDE→ EMUNAH→ 
È per FEDE→ EMUNAH→
che trasformiamo il nostro vecchio carattere,
e lo rimodelliamo, modificando le nostre vecchie, brutte e vane abitudini.
Gli ostacoli che non distruggiamo, cioè le brutture del nostro carattere
espresse nel vecchio e vano modo di vivere,
ci impediscono di ascoltare la voce della Ruah HaKodesh che parla alla nostra Coscienza.
È la FEDE→ EMUNAH→
che cambia tutto,
soprattutto la nostra relazione con Yeshùa e la famiglia della fede,
quella con il Corpo di Cristo, quella con la famiglia naturale e quella sociale.
Marco 11:24-26
Perciò vi dico: «Tutte le cose che domandate pregando, credete di riceverle e le otterrete.
25) E quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate affinché anche il Padre vostro, che è nei cieli, perdoni i vostri peccati.
26) Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro, che è nei cieli, perdonerà i vostri peccati».
Perdonare non significa fare pace forzatamente con qualcuno,
che è convinto di essere nel giusto, ma evita di affrontare la questione
e ne parla con tutti, ma non con te, pur di giustificare il suo calunniare,
perché non accetta di avere sbagliato per mero egoismo
e perciò si ostina a non chiedere perdono.
Non significa neppure dimenticare quello che è successo,
o far finta di niente, o che non sia importante, o giustificare chi ci ha fatto del male.
In sintesi, perdonare non significa capire o approvare il comportamento sbagliato degli altri,
né tantomeno accettare un’ingiustizia e tornare ad avere lo stesso rapporto di prima,
senza chiarimenti e richiesta di perdono.
Il perdono è una scelta che serve a liberarci dalla rabbia, dal dolore
e dai pensieri ricorrenti che continuano a farci stare male.
Non possiamo cambiare ciò che è accaduto,
ma possiamo scegliere come conviverci prendendoci cura di noi stessi,
perdonando nei nostri cuori nel Nome di Yeshua il Messia.
«Perché il perdono è una scelta, non è un sentimento»
Come sfogliare una margherita, pronunciando la formula: “m’ama o non m’ama“
“perdono o non perdono“
la vita non è come un antico gioco d’amore, per indovinare i sentimenti gli uni degli altri.
Proverbi 4:20-23
Figlio mio, fai attenzione alle mie parole, porgi l’orecchio ai miei detti
21) non si allontanino mai dai tuoi occhi, custodiscili nel centro del tuo cuore
22) perché sono vita per quelli che li trovano, salute per tutto il loro corpo.
23) Custodisci il tuo cuore con ogni cura, perché da esso sgorgano le sorgenti della vita.
La salute è qualcosa a cui non prestiamo molta attenzione fin quando non la perdiamo,
solo allora ci rendiamo conto dell’importanza della salute.
Le nostre giornate, così come i mesi e le stagioni, sono scandite da ritmi ben precisi,
detto “ritmo o ciclo circadiano”
che influenza il susseguirsi di tutte le funzioni biologiche:
il ciclo sonno–veglia, con la produzione di alcuni ormoni, come il cortisolo e la melatonina,
la pressione arteriosa, la temperatura corporea, la digestione,
l’alternanza di catabolismo, cioè il drenaggio fisiologico per l’espulsione di tossine
e l’anabolismo, cioè la sostituzione di componenti organici esauriti, o le attività cerebrali.
Il nostro organismo avvia e gestisce le sue funzioni interne
rispondendo agli stimoli che riceve dall’interno e dall’esterno.
Senza dimenticarsi delle questioni genetiche che vengono da lontano
e giocano un ruolo importante nel determinare l’aspetto ed il comportamento individuale,
ma è la sua interazione con tutti i componenti dell’ambiente
a determinarne l’aspetto complessivo, salute o malattia.
C’è un solo stile di vita che mantiene o riporta in SALUTE ed è VIVERE nel FRUTTO della RUAH,
secondo le leggi stabilite nella natura sia fisica che spirituale dal Suo Creatore,
quando diciamo BaScém Yeshùa HaMasciah mi Nazaréth
stiamo proclamando tutte queste cose, che attivano la Forza trascendente solo se la viviamo.
Il nostro cuore è il centro di comando dei nostri sentieri,
i nostri sentieri scaturiscono dai pensieri, dalle scelte e dalla direzione interiore della nostra coscienza.
Il nostro cuore merita profonda attenzione, protezione e discernimento, costanti e perseveranti.
Il nostro cuore profuso dell’Amore di DIO rappresenta la sorgente della vita spirituale,
un santuario nascosto dove impariamo ad ascoltare la Voce dell’invisibile DIO.
Nel silenzio della meditazione più intima si accende quella Scintilla di Luce infinita,
capace di orientare i pensieri, purificare i desideri e ricondurre ogni scelta Verso Casa,
Verso la Gerusalemme Celeste, come è scritto:
L’Eterno, passando in rassegna i popoli, registrerà: «Costui è nato là» (Sela)
E i cantori e i suonatori diranno: «Tutte le mie fonti di vita e di gioia sono in Te».
Custodirlo significa vegliare in questo luogo sacro con timore, come è scritto:
penso a Te nelle veglie della notte,
poiché Tu sei il mio aiuto, io canto di gioia all’ombra delle Tue ali,
d’istinto mi tengo stretto a Te, la Tua destra mi sostiene.
Non si tratta solo di dominare gli impulsi del cuore, ma di santificarlo,
affinché ciò che è eterno possa riflettersi nelle scelte della vita quotidiana.
Proteggerlo dalle ombre che velano la gioia e la pace,
la fiducia e la comunione con Yeshùa, per essere Luce nella LUCE.
Ascoltarlo nel silenzio interiore, dove la coscienza diventa eco del mistero divino
e distingue ciò che eleva da ciò che disperde, ciò che unisce da ciò che divide.
Coltivarlo significa, trasformarsi in modo pratico e reale, con vere azioni di grazie,
come è scritto:
contemplando a viso scoperto come in uno specchio la Gloria del Signore,
siamo trasformati nella stessa immagine di gloria in gloria, come per la RUAH del Signore.
Perché è da un cuore puro che sgorgano i sentieri dell’Albero della Vita,
che conducono alla Gerusalemme Celeste, nella casa del Padre, tra le braccia dello Sposo.
Giovanni 14:21
Chi possiede i Miei comandamenti e li pratica, quello è uno che Mi ama!
E chi Mi ama sarà amato da parte del Padre Mio,
anch’io lo amerò e a lui renderò visibile Me stesso.
Tutti abbiamo a disposizione ventiquattro ore, però ci lamentiamo della mancanza di tempo.
Volente o nolente abbiamo le nostre responsabilità del come investiamo il tempo che ci è stato donato
e lo facciamo ogni volta che diciamo «Sì o No» a qualcuno o a qualcosa.
I problemi nascono quando diciamo «No» alle festività che DIO ci ha dato
e «Si» a quello che ci propina il mondo,
in questo vano modo di vivere la bilancia del tempo penderà sempre dal lato sbagliato.
Il tempo è una risorsa limitata, è un dono di DIO.
Possiamo recuperare il tempo perduto riscattando quello che ancora ci resta,
investendolo nel Regno dei Cieli, che è il modo migliore.
«Teniamo a mente che le cose che contano nella vita non sono cose»
Restano solo tre Realtà e non sono né i beni materiali né i soldi,
ma la Fede, senza la quale non possiamo piacere a DIO,
se investiamo i nostri beni nel Regno di DIO
ne riceveremo tanta benedizione da non sapere dove riporla, ci crediamo?
Malachia 3:18
Allora vedrete nuovamente la differenza che c’è fra il giusto e l’empio,
fra colui che serve DIO e colui che non lo serve.
Si chiama Fiducia incondizionata nella Sua Parola e Fedeltà alle Sue promesse in Speranza,
nella consapevolezza che solo nell’Amore di DIO possiamo dire:
«io posso ogni cosa in Cristo che mi fortifica»
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
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