Missione Cristiana 153
«Messaggio del 12 luglio 2026»
(115° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«Nel NOME di DIO→ BASCÈM ELOHIM→
»
(5^ parte)
Parlare nel NOME di DIO significa testimoniare ciò che DIO È,
manifestando in modo pratico e reale le caratteristiche che il NOME stesso rivela.
In antichità un NOME era parte ed estensione delle caratteristiche individuali
e familiari, cioè la rivelazione di se stessi.
«YESHÙA è il NOME di DIO»
Atti 9:3-5
Or avvenne che, mentre era in cammino e si avvicinava a Damasco,
all’improvviso una Luce dal cielo gli folgorò d’intorno
4) e caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «SHAÙL, SHAÙL, perché mi perseguiti?»
5) Disse Shaùl: «Chi sei SIGNORE→ ADÔNÂY→
?»
E quello: «IO SONO YESHÙA→
che tu perseguiti.
Atti 21:39-40 fino al 22:1-8
Ma Paolo disse: «Io sono un giudeo di Tarso, cittadino di quella non oscura città di Cilicia
e ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo».
40) Il tribuno glielo permise, Paolo, stando in piedi sulla gradinata,
fece cenno con la mano al popolo e, fattosi un gran silenzio, parlò in ebraico, dicendo:
22:1 Fratelli e padri, ascoltate ciò che ora vi dico in mia difesa».
2) Quando sentirono che parlava loro IN LINGUA EBRAICA :
BELASCION IVRIT→
fecero più silenzio, poi disse:
3) Io sono un giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma allevato in questa città,
educato ai piedi di GamliEl nella rigida osservanza della nostra Torah,
sono stato zelante per ELOHIM→
, come voi tutti siete oggi,
4) perseguitai a morte questa VIA, legando e mettendo in prigione uomini e donne,
5) come me sono testimoni il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani,
avute da loro delle lettere per i fratelli, mi recavo a Damasco per condurre legati a Gerusalemme
anche quelli che erano là, perché fossero puniti.
6) Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno,
improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una Grande LUCE→ OR GÂDÔL.
7) Caddi a terra e udii una voce che mi diceva: «SHAÙL, SHAÙL, perché mi perseguiti?»
8) Io risposi: «Chi sei SIGNORE?→ ADÔNÂY→
?» Ed Egli mi disse:
«IO SONO YESHÙA→
il NAZARENO che tu perseguiti.
Atti 26:1-14
Agrippa disse a Paolo: «Ti è concesso di parlare a tua difesa».
Allora Paolo, stesa la mano, si difese:
2) Re Agrippa, io mi ritengo benedetto di potermi oggi discolpare davanti a te
di tutte le cose di cui sono accusato dai Giudei,
3) soprattutto perché tu hai conoscenza di tutti i riti e le questioni tra i Giudei,
perciò ti prego di ascoltarmi pazientemente.
4) La mia vita fin dalla gioventù l’ho trascorsa a Gerusalemme in mezzo al mio popolo,
come è noto a tutti i Giudei,
5) perché mi hanno conosciuto fin da allora e se vogliono renderne testimonianza,
che secondo la più rigida setta della nostra religione sono vissuto da fariseo.
6) Ed ora sono chiamato in giudizio per la speranza nella promessa fatta da DIO ai nostri padri,
7) della quale le nostre dodici tribù, che servono con fervore notte e giorno,
sperano di vederne il compimento.
Per questa speranza, o re, sono accusato dai Giudei!
8) Perché mai si giudica da voi cosa incredibile che DIO risusciti i morti?
10) Quanto a me, in verità pensai di dover lavorare attivamente
contro il NOME di YESHÙA il Nazareno.
Questo infatti feci a Gerusalemme e avendone ricevuta l’autorizzazione dai capi dei sacerdoti,
io rinchiusi nelle prigioni molti santi, messi a morte, io davo il mio voto.
11) E spesso, in tutte le sinagoghe, punendoli, li costringevo a bestemmiare
ed infuriato oltremodo contro di loro, li perseguitavo fin nelle città straniere.
12) Mentre andavo a Damasco con l’autorità e l’incarico da parte dei capi dei sacerdoti,
13) a mezzogiorno vidi per strada, re, una Luce dal cielo, più splendente del sole,
sfolgorò intorno a me e ai miei compagni di viaggio.
14) Tutti noi cademmo a terra, io udii una voce,
mi disse IN LINGUA EBRAICA→ BELASCION IVRIT→ 
: «SHAÙL, SHAÙL, perché mi perseguiti? Ti è duro recalcitrare contro il pungolo».
15) Io dissi : «Chi sei SIGNORE→ ADÔNÂY→
?»
Ed il Signore rispose: «IO SONO YESHÙA→
il NAZARENO che tu perseguiti.
Filippesi 2:9-11
Perciò quel DIO ha sovranamente innalzato Se Stesso
e Lui stesso ha dato quel NOME che è sopra di ogni NOME
10) affinché NEL NOME YESHÙA→ BASCÈM YESHÙA→
si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sottoterra,
11) e ogni lingua confessi che YESHÙA MASCIAH→
è Signore in gloria, DIO PADRE.
«YHWH→
usò i Nomi in una progressiva rivelazione di Se stesso»
Deuteronomio 6:4 – Marco 12:29-30
«Ascolta, Israele: YHWH, il nostro DIO, YHWH è UNO»
«SHEMÀ ISRAEL YHWH ELOHINÙ YHWH ECHAD»
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ELOHIM è UNO→ ECHAD→
, oltre al valore numerico 13,
implica un concetto di unità, unione e connessione collettiva,
come quando si descrivono due persone che diventano una sola carne,
poiché tutti quelli che lo riconoscono, ricevono una parte assegnata di Lui stesso,
Una Scintilla di Luce Infinita, Una Goccia di Ruah HaKodesh
perciò nascono di nuovo dall’alto come Elohim figli di ELOHIM, l’ALTISSIMO.
Giovanni 3:33
DIO è VERITÀ→ ELOHIM EMET→ 
Matteo 10:34-36
Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra,
non sono venuto a mettere pace, ma spada.
Perché sono venuto a dividere il figlio da suo padre, la figlia da sua madre,
la nuora dalla suocera e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua.
La “spada” non va intesa come arma di offesa fisica,
è un’immagine simbolica che indica separazione, conflitto e scelta radicale.
Essere Testimoni di Cristo mette davanti a una scelta:
Si si o No no, seguirlo oppure rifiutarlo, il tiepido non ha speranza.
La fede può creare divisione, la fedeltà alla Verità può creare tensioni,
perché incrina abitudini e aspettative familiari.
«Il punto è che la Verità e la Fede possono dividere anche dove ci si aspetta unità»
Yeshùa non nega lo shalom come valore, ma distingue tra:
una pace superficiale, basata sull’assenza di conflitto e indifferenza,
da uno shalom che porta il Nome di DIO, lo shalom è unito alla fedeltà e alla Verità.
In sintesi, seguire Cristo può comportare scelte difficili e perfino incomprensioni,
perché la fedeltà alla Verità è al di sopra del semplice quieto vivere.
Giovanni 4:24
DIO è SPIRITO→ HaELOHIM HU RUACH→
Yeshùa è il DIO degli dèi, il SIGNORE dei signori,
noi siamo quegli dèi, noi siamo quei signori
poiché una Scintilla di LUCE Infinita→ OR EN SOF→
illumina e unisce la nostra mente alla Sua MENTE→ RUAH→
e ci indica incessantemente la VIA verso la Gerusalemme Celeste;
una semplice Goccia d’AMORE divino→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 
che LUI Stesso ha profuso nei nostri cuori ha riempito la nostra VITA della Sua Natura.
1^ Giovanni 4:16
E noi abbiamo conosciuto e creduto all’AMORE che DIO ha per noi.
DIO È AMORE→ HaELOHIM HU AHAVAH→ 
e chi dimora nell’AMORE dimora in DIO e DIO in lui.
DIO È AMORE→ HaELOHIM HU AHAVAH – valore numerico: 86+12+13= 111
→ ALEF – valore numerico: 1 e 1.000
→ ELEF – valore numerico: 1+30+80= 111
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
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