Missione Cristiana 153

«Messaggio del 5 luglio 2026»

(108° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

ii

«Nel NOME di DIO→ BASCÈM ELOHIM→»

(4^ parte)

Parlare nel NOME di DIO significa testimoniare ciò che DIO È,

manifestando in modo pratico e reale le caratteristiche che il NOME stesso rivela.

In antichità un NOME era parte ed estensione delle caratteristiche individuali

e familiari, cioè la rivelazione di se stessi.

Deuteronomio 10:17

poiché YHWH, il vostro DIO è il DIO degli dèi, il SIGNORE dei signori,

il DIO grande, forte e tremendo, che non usa alcuna parzialità e non accetta regali,

«DIO degli dèi»

Non è come uno tra molti, ma come Colui che sta sopra tutto e sopra tutti,

superiorità assoluta rispetto a qualsiasi Principato,

Potestàdominatori del mondo di tenebre e spiriti della malvagità nei luoghi celesti.

«SIGNORE dei signori»

Colui che delega l’autorità, superiore a re, capi, governanti e potenti,

nessuna autorità umana o spirituale è pari alla Sua.

«Grande, Forte e Tremendo»

Queste parole sottolineano la Sua maestà e potenza:

Grande→ Gâdôl: indica dignità, importanza e gloria.

FortePotenteValorosoCampioneGibbôr: Colui che agise, protegge e giudica.

TemutoTremendoVenerato: noncattivo, ma degno di profondo rispetto e timore reverenziale.

«Non mostra parzialità»

Questo significa che giudica con giustizia imparziale.

Non favorisce nessuno per ricchezza, posizione sociale, nazionalità o potere.

«Non accetta regali»

Cioè non può essere corrotto, non muta giudizio in cambio di doni, favori o vantaggi.

In sintesi, il passo descrive YHWH come sovrano supremo, potente e incorruttibilmente giusto.

Apocalisse 17:14

Quelli combatteranno contro l’Agnello e l’Agnello li vincerà,

perché Egli è il SIGNORE dei signori e il RE dei re

e coloro che sono con Lui sono chiamati, eletti e fedeli.

Apocalisse 19:11-13

Poi ho visto il cielo aprirsi ed ecco un cavallo bianco e Colui che lo cavalca

chiamato FEDELE e VERACE e giudica e combatte in rettitudine,

12) di più i Suoi occhi fiamma di fuoco e sul Suo capo molti diademi,

portando un NOME scritto che nessuno conosce se non Lui,

13) e avvolto di una veste tinta di sangue

e il Suo NOME chiamato ad alta voce, il LOGOS di DIO.

«Poi ho visto il cielo aprirsi»

«Yochanan parla di ciò che vede, il disvelamento delle Grandi Cose di DIO»

«un cavallo bianco»

«segno di vittoria, purezza e autorità»

Colui che lo cavalca chiamato FEDELE e VERACE e giudica e combatte in rettitudine,

«Colui che lo cavalcava non si presenta come un conquistatore terreno,

mosso da ambizione, potere e violenza,

ma come Sovrano la cui identità è fondata sulla Verità e sulla Fedeltà»

FEDELE perché ha compiuto senza venir meno ciò che ha promesso:

la Salvezza per tutti quelli che credono in LUI e si comportano di conseguenza.

VERACE perché in Lui non vi è inganno, doppiezza o apparenza,

la Sua Parola è la Sua natura e la Sua azione manifesta ciò che Egli è:

LUCEOR,

SPIRITORUAH,

AMOREAHAVAH.

Egli giudica e combatte con rettitudine:

il Suo giudizio non nasce dall’ira cieca, ma dalla giustizia perfetta.

Il Suo combattimento non è arbitrario, bensì mirato a ristabilire l’ordine,

smascherare il Male e affermare la Verità.

La Guerra del Cavaliere non va intesa come scontro esteriore,

ma come rivelazione definitiva della palese differenza tra LUCE e Tenebre,

Verità e Menzogna, Fedeltà e Ribellione.

Egli combatte perché la giustizia trionfi e non resti nascosta,

perché ogni cosa sia ricondotta al suo UnicoVero fondamento.

12a) di più i Suoi occhi fiamma di fuoco e sul Suo capo molti diademi,

Occhi di fuoco, cioè uno sguardo purificante, penetrante,

capace di vedere oltre le apparenze e di portare alla luce ciò che è nascosto.

Sul Suo capo molti diademi: segno di regalità completa,

superiore a ogni potere terreno e non limitata dalla dimensione carnale.

12b) portando un NOME scritto che nessuno conosce se non Lui,

Il mistero del Suo Nome supera ogni definizione

e non può essere conosciutoma solo ricevuto in parte attraverso l’esperienza con la RUAH.

Come il nostro Nome spirituale, una volta ricevuto, va conosciuto,

poiché esprime la natura, la missione e l’autorità su se stessi.

«Per questo il Nome scritto sul Cavaliere rimanda al centro stesso della Sua identità»

Questo afferma che Egli è conoscibile perché si manifesta,

ma resta anche oltre ogni conoscenza creata,

perché nessuna creatura può esaurire il mistero di ELOHIM.

Il fatto che nessuno lo conosce se non Lui” custodisce la trascendenza del Cavaliere:

la Sua identità non può essere dominata dal pensiero umano,

racchiusa in formule religiose, immagini o categorie.

Anche quando Egli si rivela come FEDELE, VERACE

e O LOGOS→ DAVAR ELOHIMPAROLA di DIO,

resta in LUI una trascendenza e una profondità che appartengono solo a LUI.

13) e avvolto di una veste tinta di sangue

e il Suo NOME chiamato ad alta voce, il LOGOS di DIO.

La veste tinta di sangue presenta il Cavaliere come l’Agnello,

figura nella quale la maestà non è separata dal sacrificio.

Lo splendore regale porta su di sé il segno di una lotta decisiva,

il sangue diventa così anche memoria visibile del costo della giustizia

e della redenzione dell’uomo.

Il Sangue dell’Agnello di DIO che toglie il peccato dal mondo,

che offre Se stesso, che accetta la sofferenza e ne porta il peso fino alla fine.

Il Cavaliere non è un RE estraneo al dolore del mondonon giudica dall’Alto del Trono,

al contrario, si è fatto carne e porta nella Sua stessa veste

il segno tangibile del coinvolgimento totale del riscatto per la Sua Sposa.

Allo stesso tempo, la veste tinta di sangue ci parla anche del giudizio divino.

Il sangue rivela che il male non è stato dimenticato, ignorato, minimizzato o lasciato senza risposta.

Yeshùa, nostra Giustizia non è una astrazione:

ma realtà che entra nella storia affronta ciò che corrompe la creazione,

manifestando la gravità della ribellione contro la Veritàquella Veste è segno di Vittoria.

Il sangue non parla solo di morte, ma del superamento della morte;

non parla solo di guerra, ma del trionfo che segue la Guerra.

Il Cavaliere avanza segnato dal sangue perché la Sua vittoria non è superficiale:

nasce dall’aver attraversato il dolore, vinto il Male

e portato a compimento l’Opera di Salvezza.

Quella Veste tinta di sangue unisce elementi contrapposti,

perché nell’Albero della Vita, c’è sempre dualità:

umiliazione e gloria, sofferenza e regalità, giudizio e salvezza, morte e vita.

La Forza del Cavaliere non è violenza cieca, ma autorità redentrice;

non è dominio fondato sulla prepotenza,

ma sovranità fondata sulla verità, sulla giustizia e sul dono di .

«Nel NOME di DIO→ BASCÈM ELOHIM→»

«YESHÙA è il NOME di DIO»

Filippesi 2:9-11

Perciò quel DIO ha sovranamente innalzato Se Stesso

Lui stesso ha dato quel NOME che è sopra di ogni NOME

10) affinché NEL NOME YESHÙA→ BASCÈM YESHÙA→  

si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sottoterra,

11) e ogni lingua confessi che YESHÙA MASCIAH

è Signore in gloria, DIO PADRE.

L’esaltazione di Yeshùa è la testimonianza di DIO all’uomo

che l’ubbidienza e l’umiliazione, vengono prima della Gloria.

Proverbi 18:12

Prima della rovina il cuore dell’uomo si innalza,

ma prima della Gloria viene l’UMILTÀ→ ANAVAH→ .

La crescita dell’uomo sale dal basso verso l’Alto:

Colui che È, si è fatto servocosì anch’io cita un noto canto cristiano,

questa dovrebbe, o meglio deve essere la nostra risposta.

La vera grandezza dell’uomo non nasce dall’autoaffermazione, ma dalla fedeltà

e dall’ubbidienza nell’umiltà nel dono di se stessi.

9b) Lui stesso ha dato quel NOME che è sopra ogni NOME

10) affinché NEL NOME YESHÙA→ BASCÈM YESHÙA→  

Quel “Nome” non è una designazione esteriore o a caso,

quel Nome esprime identità, autorità, missione e presenza.

Dire che Yeshùa è il Nome” sopra ogni nome significa riconoscere che in Lui

si manifesta ogni autorità, superiore a ogni potere umano, spirituale o cosmico,

solo in Yeshùa→ quel Salvatore c’è SalvezzaYeshùah,

quel Nome” è quindi il centro davanti al quale

ogni creatura è chiamata a riconoscere la signoria di CRISTO.

10b) si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sottoterra,

Il più grande atto di arresa e sottomissione di un uomo è inginocchiarsi 

davanti a Colui che considera il Vincitore e il Detentore della sua stessa vita

si chiama adorazione e riconoscimento.

“nei cieli, sulla terra e sottoterra allarga la scena a tutto il creato:

nessuna dimensione dell’esistenza resta esclusa, è una visione universale,

in cui ogni realtà viene posta davanti alla sovranità di DIO manifestata in Yeshùa.

11) e ogni lingua confessi che YESHÙA MASCIAH

è Signore in gloriaDIO PADRE.

La confessione della lingua segue l’inginocchiarsi,

Non è solo un riconoscimento interiore, ma una proclamazione esplicita:

«Yeshùa Masciah è SignoreAdon»

Questa confessione unisce fede, adorazione e testimonianza.

La signoria di Yeshùa rivela e conduce in Gloria:

è compiuto, la Sua Gloria, la Sua Gioia, la Sua Sposa è stata Salvata,

stupefacente grazia, anche noi siamo potenzialmente la Sua GloriGioia e Sposa

se” NEL NOME di YESHÙA il MESSIA→ BASCÈM YESHÙA HAMASCIAH 

saltiamo il fosso dell’ipocrisia, del conformismo e del relativismo,

ci ritroveremo innestati in Lui, nei Suoi Valori, nella Sua Storia,

nella Sua Parola, nel Suo Amore, nella Sua Ruah, nella Sua Luce Infinita.

1^ Giovanni 4:16

E noi abbiamo conosciuto e creduto all’AMORE che DIO ha per noi.

DIO È AMORE HaELOHIM HU AHAVAH 

e chi dimora nell’AMORE dimora in DIO e DIO in lui.

Giovanni 4:24

DIO è SPIRITO HaELOHIM HU RUACH

1^ Giovanni 1:5-7

Or questo è il messaggio che abbiamo udito da Lui e che vi annunziamo:

DIO è LUCE e in Lui non vi è tenebra alcuna.

Se diciamo che abbiamo comunione insieme con Lui e camminiamo nell’oscurità,

mentiamo e non mettiamo in pratica la Verità.

Ma se camminiamo nella LUCE, com’Egli è nella LUCE,

abbiamo comunione gli Uni con gli Altri

e il sangue di Yeshùa il Figlio Suo* in quella dimensione ci purifica da ogni peccato.

*αὐτοῦ→ autou, genitivo, cioè possessivo di, Lui stesso,

usato come avverbio di località, avverbio: «in quel posto, , qui»

Camminare nella Via della Verità verso la Vita e cioè Verso la Gerusalemme Celeste,

significa avere comunione con il Corpo di Cristo e quindi gli Uni con gli Altri,

è così che si riceve la purificazione dei peccati attraverso il Sangue di Yeshùa.

In sintesi, non basta dire: «io appartengo a DIO, io sono Tua»

per esserlo bisogna Cercare Prima di ogni altra cosa la Giustizia e il Regno di DIO,

così e solo così si cammina nel Senso dell’Andare, nella Parola e nella Meditazione,

nel Vedere e Ascoltare, nel Fare e Toccare, nel Profumo della Preghiera che sale,

nel Riposo all’ombra delle Sue Ali, senza Rabbia nel Cuore, Mangiando e Ridendo,

allora e solo allora ogni Respiro si trasformerà in Comunione tra Scintille di LUCE Infinita.

In questa dimensione, allora potremmo dire:

«io vengo nel Nome di Yeshùa il Messia→ ani ba beShem Yeshùa haMasciah»

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.

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(3^ Parte)