Missione Cristiana 153

«Messaggio del 3 maggio 2026»

(45° giorno dell’anno biblico)

VERSO la GERUSALEMME CELESTE

EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→   

ii

«ESSERE TESTIMONI di YESHÙA»

(2^ parte)

«La PESCA, come metafora della TESTIMONIANZA, sia che con la canna che con la rete»

Noi siamo, singolarmente l’Amo e insieme la Rete da pesca,

la Pescatrice di uomini è la Ruah Elohim 

l’Unica che può convincere di peccato, di giustizia e di giudizio.

Giovanni 16:8-11

E dopo che sarà giunto il Paraclētos

accuserà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio.

Quanto al peccato, perché non credono in Me,

quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più,

quanto al giudizio, perché il Principe di questo mondo è stato giudicato.

Paraclētos”: Avvocato, DifensoreIntercessore,

la parola in ebraico è Melitz→ מֵּלִיץ→ Colui che raccomanda, interpreta, intercede,

in sintesi, che istruisce, difende, raccomanda, intercede e dà interpretazione alla famiglia della fede,

sono attivate che la Ruah HaKodesh impartisce ai discepoli di Yeshùa,

in contrapposizione con accusare, compungere, colpevolizzare,

smascherare, confutare mettere in evidenza,

portando a fare riconoscere al mondo il vero senso della Verità, la Ruah di Verità,

producendo una chiarificazione pubblica e decisiva:

Non è un semplice rimprovero, ma la dimostrazione della Verità,

su Tre ambiti: cos’è il Peccato? Cosa la Giustizia? Cosa il Giudizio?

Ruah indica sia il vento che il respiro ma anche l’azione dell’HaKodesh che vivifica e guida.

La nostra Guerra sfocia in una lotta assidua e in un lavoro permanente

contro Satana, lo Spirito immondo, in contrapposizione alla Ruah HaKodesh.

La Guerra spirituale contrappone due SPIRITI nell’esistenza umana

come un sorta di cammino tra senso della verità e senso dell’inganno,

senso della Luce o senso delle tenebre.

Qui il “sensospirito di verità” è un orientamento che genera virtù e disciplina nella famiglia della fede,

si parla di giudizio e si riconosce una lotta interiore

come fonte di Luce o assenza di Luce, cioè tenebra in ciascuno.

L’espressione Ruah di verità ci chiama al discernimento e all’opporsi con forza alla menzogna.

In questa linea, il discernimento come famiglia della fede aiuta a conoscere

come convincere testimoniando, come manifestare la Verità.

Il Paracletos, sceso dal Padre e legato alla testimonianza su Yeshùa

porta principi celestiraccomanda, interpreta, intercedeguida e testimonia attraverso di noi.

L’attesa di un giudizio escatologico e la rappresentazione del male

è intesa anche come potenza che opera attraverso “Principati e Potestà”.

L’espressione “il Principe di questo mondo è stato giudicatocondannato

allude al potere del male che influenza il sistema del “mondo

inteso come realtà chiusa alla Ruah HaKodesh, perché giace nel Maligno.

Dire che “è stato condannato” significa che il giudizio decisivo è già avvenuto:

prima la croce, poi la resurrezione e la glorificazione di Yeshùa segnano

la sconfitta del potere diabolico che inganna e tiene in schiavitù.

Il Paracletos, dunque, “convince” il mondo anche su questo:

mostra che la storia non è in equilibrio tra due forze pari, ma che l’esito è già scritto, 

la condanna è pronunciata, ma i suoi effetti si dilatano nel tempo,

per questo la Ruah HaKodesh sostiene i discepoli di Yeshùa nel discernere

l’adesso e ora, alla luce di un verdetto già scritto,

attraverso il mistero e paradosso della Croce e della resurrezione di Yeshùa il Messia,

certezza della nostra salvezza e resurrezione.

accuserà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio.

Questi non sono solo un elenco di temi morali, ma di contenuti reali.

In altre parole, la Ruah rivela il giudizio, definendo che cosa è peccato;

rivela chi è la vera Giustizia, Yeshùa, mostrando che il giudizio finale è già avvenuto,

purtroppo l’umanità si è lasciata ingannare e si è chiusa alla Luce.

L’azione del Paracletos è di smascherare e di aiutare a riconoscere la verità dei fatti davanti a DIO.

L’opera del Difensore non si limita quindi a “far sentire in colpa”,

bensì a rivelare ciò che è realmente in gioco:

quale è la radice del peccato, che cosa significa Giustizia e quale giudizio sia già stato proclamato.

«Il peccato è il rifiuto della Luce»

«La giustizia è la rivelazione e manifestazione della Veritàcioè di YeshùaPadre, Figlio e Ruah HaKodesh»

«Il giudizio è la sconfitta dei dominatori di tenebre di questo mondo»

In sintesi, la Ruah mette ordine nei criteri di valutazione:

mostra dove il mondo sbaglia bersaglio, dove pecca,

chi è davvero nel Giusto: Yeshùa

e quale potere è già stato sconfitto: Satana, il Principe di questo mondo.

«Il vero peccato che conduce alla morte è non credere in Yeshùa»

Il punto non è che l’incredulità sia l’unico peccato,

ma che essa funzioni da principio che crea altro peccato:

rifiutando il Figlio, il mondo rifiuta la Luce,

la sola che rende possibile vedere e chiamare il male per nome.

quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più,

la “giustizia” indica la Pasqua di Yeshùa, la Sua morte: “vado al Padre”,

cioè morte, resurrezione e glorificazione.

Poiché il mondo ha giudicato Yeshùa come colpevole 

di troppo AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ 

il suo ritorno al Padre funziona come capovolgimento del verdetto:

il Padre attesta la verità del Figlio, DIO è AMORE→ AGAPÊ→ AHAVAH→ .

perché vado al Padre e non mi vedrete più,

Il non mi vedrete più ci dice che credere alla Verità, a Yeshùa

non sarà più legato alla Sua presenza fisica, come per i primi discepoli,

ma alla testimonianza interiore della Ruah HaKodesh che porta alla fede.

quanto al giudizio, perché il Principe di questo mondo è stato giudicato.

«Credere e Amare Yeshùa separa e rivela chi e ciò che amiamo»

Il Principe di questo mondo e la figura del potere del male che regge l’ordine mondano,

è stato giudicato condannato”, questo non significa che il male sia già scomparso,

ma che la sua pretesa di legittimità è stata spezzata:

quella Croce, è il luogo in cui l’uomo ha giudicato Yeshùa e invece è stato giudicato.

Il TaNaKh articola la realtà del peccato con più termini: 

mancare il bersaglio, iniquità e ribellione.

Per il Signore, il peccato non è solo un atto isolato,

ma la rottura del Patto, dell’Alleanza e l’orientamento del cuore,

come camminiamo nei sentieri dell’Albero della Vita.

Il vero senso del peccato è non credere in Yeshùa,

è incredulità alla Via, alla Verità e alla Vita,

poi di infedeltà e infine di arroganza alla rivelazione.

ii

1^ Corinzi 1:23-30

Ma noi proclamiamopredichiamo Cristo crocifisso,

per i Giudei è la Pietra di inciamposcandalo

e per gli stranieri sciocchezzapazzia certamente,

ma per quelli che sono chiamati, tanto Giudei quanto Greci,

Cristo è forza di DIO e sapienza di DIO, Lui stesso,

poiché la sciocchezzapazzia di Dio è saggezza degli uomini

e la debolezza di Dio è forza degli uomini.

Infatti, fratelli, guardate la vostra vocazione;

non ci sono molti sapienti secondo la carne, molti capaci, molti di famiglia meritevole;

nonostante ciò Dio ha scelto le cose sciocche del mondo per svergognare i sapienti;

Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti e,

DIO ha scelto le cose ignobili→ codarde→ bassevili del mondo

e quelle senza importanzadisprezzate, anzi quelle cose che non sono,

per ridurre al niente le cose che sono e, perché nessuno si vanti di fronte a DIO.

E grazie a Lui che voi siete in Cristo Yeshùa,

che da DIO è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione,

affinché com’è scritto: «Chi si vanta, si vanti nel Signore».

In breve, agli occhi dei più appariamo come sciocchi o pazzi a riunirci per lo shabbat,

perché crediamo in un DIO che non vediamo

e parliamo con Lui in una lingua che non conosciamo.

Noi predichiamo Cristo crocifisso, che per Primo ci amò,

per potenza per forza, ma per la Ruah HaKodesh

abbiamo conosciuto che Yeshùa è Yeshùah, nostra Salvezza,

noi crediamo e proclamiamo che siamo stati salvati per il Sangue di Yeshùa,

è vero, non siamo normali per questo mondo,

chi non ci riconosce e perché non sa da dove veniamo dove andiamo,

siamo nati lassù, siamo di una altro mondo, la nostra casa è il Gan-Eden,

siamo in cammino Verso la Gerusalemme Celeste, stiamo tornando a Casa,

siamo attesi alla più grande cerimonia nuziale dell’Eternità,

il nostro vanto è Cristo Yeshùa perché Noi siamo Suoi, la Sua Sposa.

Isaia 8:20

Alla Toràh e alla Testimonianza!

Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.

Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.

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