Missione Cristiana 153
«Messaggio del 19 luglio 2026»
(122° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


i
i
AUTOCONTROLLO→ SLITAH ATSMIT→ 
i
i
«SCACCIARE i DEMONI»
Marco 9:17-29
«Rabbi, ho condotto da te mio figlio che ha uno spirito muto e si impadronisce di lui e,
dovunque sia, lo fa cadere a terra, egli schiuma, stride i denti e resta svenuto.
Ho detto ai tuoi discepoli che lo scacciassero, ma non hanno potuto».
E anche se Yeshùa disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi?
Fino a quando vi sopporterò? Portatelo da me», déh, glielo portarono e come vide Yeshùa,
subito quello spirito cominciò a contorcere il ragazzo e, caduto a terra, si rotolava schiumando
e Yeshùa domandò al padre: «Da quanto tempo gli avviene questo?»
Egli disse: «Dall’infanzia e spesse volte lo ha gettato anche nel fuoco e nell’acqua per farlo morire;
ma tu, se puoi fare qualcosa, abbi pietà di noi, aiutaci».
E Yeshùa: «Dici: “Se puoi!” Ogni cosa è possibile a chi crede»
e questo, immediatemente il padre del bambino disse ad alta voce:
«Io credo→ io ho fede, aiutami nella mia incredulità→ aiutami nella mia mancanza di fede».
Yeshùa, vedendo che la folla accorreva, sgridò lo spirito, quello impuro, dicendogli:
«Spirito muto e sordo, ti ordino, vieni fuori da lì e non tornarci mai più»
e gracchiando e straziandolo molto, venne fuori e rimase come morto e in molti dicevano:
«È morto». Ma Yeshùa lo svegliò e tenendolo per mano egli si alzò in piedi.
Quando Yeshùa fu entrato in casa, i suoi discepoli gli domandarono personalmente:
«Perché non abbiamo potuto scacciarlo noi?»
Egli disse loro: «Questa specie non si può scacciare in altro modo
salvo che in preghiera o in un luogo di culto».
Sappiamo che non è sufficiente pensare di far parte del Corpo di Cristo,
o dichiarare il Nome di Yeshùa per scacciare i demoni.
Occorre invece una fede semplice e sincera, che opera in modo pratico e reale,
sostenuta da una relazione continua con Yeshùa:
Gli ho parlato bocca a bocca→ PEH-EL-PEH-ADOBBER-BO→
.
(Valore Numerico: 416)
PERFETTA→ COMPIUTA→ COMPLETA→ MUSHLAM→
(V.n: 416)
ASCOLTATE→ SHEMÀ→
(V.n: 416)
SENSO della RIFLESSIONE→ HIRRUR→
(V.n: 416)
PENTECOSTE→ CHAG-HACHATZIR→
(V.n: 416)
IO SONO il FARAONE→ ANÌ-PARÒH→
(V.n: 416)
Yeshùa dice: «O generazione incredula!» affermazione dura ma reale,
ma non è rivolta al padre del ragazzo indemoniato, riguarda tutti noi:
la mancanza di fede ci sprona tutti a esaminare e riflettere su se stessi:
La fede non è presunzione, ma certezza di cose che si sperano,
dimostrazione di cose che non si vedono, è consapevolezza che il bene vince sempre sul male.
La fede è il dono di DIO che matura in una relazione fondata sui Suoi princìpi,
posizione di autorità e comando efficace, diretto, autorevole e definitivo,
non dobbiamo limitarci a scacciare il male, ma imparare a rialzare e liberare,
la liberazione è portare la Sua Salvezza, è restituire dignità e vita vera in Cristo.
2^ Timoteo 1:7-8
ELOHIM infatti ci ha dato RUAH, non paura, ma Forza, Amore e Autocontrollo
e dunque non essere vergognoso della testimonianza di nostro Signore.
Allora, perché non riusciamo a scacciare gli spiriti impuri?
La Ruah HaKodesh ci ricorda che si deve vivere in Ordine e Autocontrollo,
altrimenti l’Amore di DIO si raffredda e si ritira,
poiché ogni circostanza determina e influenza un’azione
che perciò deve essere affrontata in Cristo e non nel vecchio e vano modo di vivere.
Serve, nella stessa misura, una vita radicata nel Corpo di Cristo e nelle preghiere,
in piena coerenza ai valori e ai princìpi espressi nella Parola.
Non esistono formule magiche, ma bisogno d’Amore→ Agapê,
la nostra relazione con Yeshùa è nella Famiglia della Fede,
unica ragione della nostra vita, tutto il resto ci viene dato in più.
Il Signore dice che un assenso intellettuale non è sufficiente,
ci deve essere una vera metamorfosi che unisca la nostra mente alla Sua Mente,
una trasformazione di atteggiamenti e comportamenti nel Suo Amore,
una fede semplice e sincera in una viva speranza.
Marco 16:15-18
E Lui stesso, addirittura disse loro: «Andate per tutto il mondo,
predicate il vangelo a ogni creatura.
16) Chi avrà creduto e sarà stato battezzato* sarà salvato, ma chi non avrà creduto sarà condannato.
17) Questi sono i segni che accompagneranno coloro che avranno creduto:
nel Nome Mio scacceranno i demòni, parleranno in lingue nuove,
18) prenderanno in mano dei serpenti, anche se berranno qualche veleno,
non avranno alcun male, imporranno le mani agli infermi e questi guariranno».
βαπτίζω→ baptizô→ battezzato* questa parola in greco esprime questo concetto:
«prima immerso nell’acqua bollente e poi immerso nell’aceto»
ovviamente il battesimo testimonia di come si è deciso di trattare
il nostro vecchio e vano modo di essere, partendo dall’autocontrollo.
In questa nuova dimensione i segni non sono più una realtà sporadica,
ma uno stile di vita.
AUTOCONTROLLO→ SLITAH ATSMIT→ 
1^ Corinzi 1:10
Ora, fratelli, vi esorto, nel Nome del Signore nostro Yeshùa il Messia,
ad aver tutti un medesimo parlare e a non aver divisioni tra di voi,
ma a essere perfettamente uniti nel medesimo modo di comprendere e pensare.
«Autocontrollo per Essere Perfettamente Uniti»
Romani 16:19
Infatti la vostra ubbidienza è giunta a tutti.
Perciò gioisco per voi, di più, desidero che voi, da una parte siate esperti nel bene,
dall’altra incontaminati davanti al male.
«BENE vs MALE»
«Ora ognuno esamini se stesso e riconosca le proprie difficoltà»
«Sono esagerato e supero i limiti della normalità o Verità secondo Cristo?»
«Sono intemperante e incapace di moderarmi o autocontrollarmi?»
«Sono sfrenato? Privo di freni, limiti o autocontrollo?»
«Sono smodato? sconveniente? inopportuno?»
«Sono sregolato? senza limiti e misura?»
«Sono svogliato? senza interesse, entusiasmo e impegno?»
«Procacciare l’AUTOCONTROLLO, l’EQUILIBRIO e la DISCIPLINA, significa SANTIFICARSI»
«È la Posizione in Campo del Discepolo che Edifica se stesso nel Corpo di Cristo»
«FRUIRE e FLUIRE nella RUAH ELOHIM→
»
Colossesi 4:6
Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale,
per sapere come dovete rispondere a ciascuno.
Matteo 5:37
Ma il vostro parlare sia: «Sì, sì» «No, no»
poiché il di più viene dal Maligno.
«Parlare in modo SANO, SAGGIO, SCHIETTO e SANTO»
Matteo 7:13-14
Entrate per la Porta stretta,
poiché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione
e molti sono quelli che entrano per essa.
14) Stretta invece è la Porta e angusta la Via che conduce alla Vita
e pochi sono quelli che la trovano.
Yeshùa è la Via che conduce alla Vita,
che non si apre alla moltitudine distratta, ma a chi, con cuore ben disposto
e spirito saldo, sceglie il cammino stretto della Verità e della Salvezza.
Luca 13:24
Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché io vi dico:
molti cercheranno di entrare e non potranno.
«Scegliamo Yeshùa l’unica Porta aperta verso la Vita»
1^ Corinzi 9:27
io tratto duramente il mio corpo e lo riduco in schiavitù, perché non avvenga che,
dopo aver predicato agli altri, io stesso sia squalificato.
Autocontrollo, guido e custodisco il mio corpo,
non mi lascio dominare né dagli impulsi né dalle circostanze,
voglio coerenza da me stesso nella testimonianza,
predicare agli altri significa vivere ciò che dico.
2^ Pietro 1:10-11
Perciò, ogni giorno sempre più, fratelli, sforzatevi di rendere sicura la vostra chiamata ed elezione;
giacché mettendo in pratica queste cose certo non inciamperete→ non soccomberete mai.
11) Così infatti vi sarà ampiamente concesso il privilegio d’ingresso
nel Regno eterno del nostro Signore e Salvatore Yeshùa il Messia.
«L’Autocontrollo è il primo passo Verso la Gerusalemme Celeste»
«Ogni discepolo deve manifestare la natura del Suo Salvatore: Yeshùa il Messia»
di cui l’AUTOCONTROLLO→ SHLITAH ATSMIT→ 
ne è il PRINCIPIO→ RESHIT→ 
Governiamo il nostro atteggiamento e comportamento, con temperanza,
capaci di moderare i propri desideri, impulsi e istinti,
nella piena padronanza di se stessi, cioè in PERFETTO AUTOCONTROLLO:
MUSHALAM SHLITAH ATSMIT→

Entrano in gioco sia la CARNE che la RUAH è un lavoro a 360°
perché siamo figli dell’uomo e di ELOHIM,
il nostro corpo carnale ospita la nostra Coscienza in fase di metamorfosi nella Ruah HaKodesh,
quando lasceremo questo corpo la nostra Coscienza
continuerà a vivere in simbiosi unita alla Ruah HaKodesh,
in attesa del nostro nuovo corpo celeste, come era in principio quello di Adamo,
eterno, immarcescibile e incorruttibile.
La coscienza è la capacità della mente di percepire se stessa e il mondo esterno,
è l’esperienza soggettiva di essere “qualcuno o qualcosa“,
che ci permette di sperimentare sensazioni, come dolore o piacere,
pensieri ed emozioni, pace e felicità, amore e odio,
sogni e visioni, in campo chiuso o in campo aperto; incubi.
Questo stato comprende la consapevolezza del proprio corpo,
dei ricordi e dell’ambiente che ci circonda.
comprende i QUALIA (plurale del latino quale, “di che genere”)
sono gli aspetti soggettivi e qualitativi delle nostre esperienze coscienti.
Rappresentano la sensazione interiore e “il come ci si sente” a percepire qualcosa,
come il sapore di un limone, il dolore di una puntura o i colori di un tramonto.
Esistono due diverse realtà irriducibili:
la realtà del pensiero e la realtà della materia,
la destra e la sinistra, il bene e il male, la RUAH e la Materia.
«Gli eventi mentali e spirituali quindi non sono riducibili alla realtà fisica»
I qualia quindi, fanno parte della realtà del pensiero,
perciò non sono riducibili alla materia e ai suoi processi fisici e deterministici.
Quando la Ruah HaKodesh si è profusa nella nostra mente, nel nostro cuore e nella nostra pancia
e cioè in tutto ciò che siamo oltre la materia fisica,
ci ha chiesto di unirci a Lei, restando consapevoli di se stessi,
ma nello stesso tempo, anche consapevoli della Sua Volontà,
quella Buona, Piacevole, Perfetta e Completa.
La santificazione è un lavoro soprannaturale di AUTOCONTROLLO
perché è solo in Yeshùa il Messia che VINCIAMO
sul VANO modo di vivere che abbiamo ereditato, come è scritto:
Giovanni 16:33
«io VINSI il mondo»
Il carattere del discepolo di Yeshùa
matura nella misura in cui Fruisce e Fluisce nella Ruah HAKodesh.
Galati 2:20
Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo,
ma è Cristo che vive in me e quella vita che ora vivo nella carne,
la vivo nella fede del Figlio, quel DIO,
che mi ha amato e ha dato se stesso per me.
Non vivo più solo con le mie forze: Cristo ha profuso il Suo Amore in me
di cui l’autocontrollo è la qualità che più mi sostiene nella fede.
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
Questa meditazione è stata fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di DIO, perciò può essere soggetta a modifiche.
Clicca sotto e torna a:



i