Missione Cristiana 153
«Messaggio del 16 novembre 2025»
(231° giorno dell’anno biblico)
VERSO la GERUSALEMME CELESTE
EL-YERUSHALÀYIM SHEBASHAMÀYIM→


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«DIVENTA BENEDIZIONE»
(5^ parte)
←VEHYÈ VERACHÀ
Deuteronomio 11:26-28
Guardate, io pongo oggi davanti a voi la BENEDIZIONE→ BERACHÀH→
e la MALEDIZIONE.
27) la BENEDIZIONE se ubbidite ai comandamenti di YHWH, il vostro DIO, che oggi vi prescrivo;
28) la MALEDIZIONE→ QĖLÂLÂH→
se non ubbidite ai comandamenti di YHWH, il vostro DIO
e se vi allontanate dalla via che oggi vi prescrivo, per seguire altri dèi che non avete mai conosciuto.
Nel cammino della vita, ci viene posta davanti una scelta di fondamentale importanza:
la Benedizione o la Maledizione.
Questa scelta non è casuale, ma legata direttamente alle nostre azioni
nel rispetto degli insegnamenti stabiliti dalla Parola di DIO,
secondo il principio di causa–effetto, ogni nostra azione produce una conseguenza,
positiva o negativa, che determina la nostra esperienza di benedizione o maledizione.
«La BENEDIZIONE è appannaggio di coloro che ASCOLTANO gli insegnamenti di DIO»
Se ci impegniamo a osservare scrupolosamente ciò che oggi viene detto,
vivremo sotto la Sua protezione e Favore.
L’ubbidienza o Ascolto della Parola di DIO,
è dunque la chiave per accedere a una vita Benedetta,
Guidata e Sostenuta dalla Presenza di DIO.
Al contrario, la maledizione è un random per chi non osserva la Parola di DIO.
Allontanandosi dal cammino tracciato e scegliendo di seguire altri dèi sconosciuti,
ci si espone al rischio di perdere la guida e la protezione divina.
La disobbedienza, quindi, non è priva di conseguenze, ma porta in sé
una serie di pericoli che si potrebbero evitare scegliendo la Via dell’ubbidienza.
«Ancora oggi ci viene data la possibilità di scegliere tra Benedizione e Maledizione»
Questa scelta si evidenzia nel rispetto o meno degli insegnamenti di DIO
e determinerà tutto il resto del corso della nostra vita.
Scegliere di Ascoltare significa accogliere la benedizione,
preferire la disobbedienza significa incorrere nella maledizione.
«La scelta tra le due è solo nelle nostre mani»
«La Volontà di DIO per l’uomo è sempre stata di Benedizione nell’Ascolto della Sua Parola»
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«Diventare un Sacrificio Vivente ↔ Rendere Sacra la Vita»
Romani 12:1
Esorto perciò voi, fratelli, a motivo dei sentimenti di compassione di DIO,
apprestate i vostri corpi come sacrificio vivente vivente, santo e gradito a DIO,
quello è il vostro culto o ragionevole servizio!
Yeshùa, mosso da profondi sentimenti di compassione nei confronti dell’uomo,
ha scelto di prendere su di Sé tutti i nostri peccati e tutte le nostre sofferenze.
Il Suo sacrificio rappresenta un atto di amore incondizionato→ Agapê,
Egli si è fatto carico delle nostre difficoltà e delle nostre colpe,
dimostrando un’empatia unica per la nostra condizione carnale.
Le Sue compassioni non si sono espressa solo a parole, ma soprattutto in modo pratico e reale,
diventando l’Agnello di DIO che toglie il peccato dal mondo,
il Salvatore e Signore della nostra vita, mostrando a tutti,
cosa significhi metamorfizzarsi in un sacrificio vivente,
spogliandosi della Sua Maestà e Regalità celeste.
Seguendo il Suo esempio, quando scegliamo di diventare un sacrificio vivente,
facciamo un cambiamento di rotta e ci incamminiamo Verso la Gerusalemme Celeste,
in una trasformazione e consacrazione profonda della nostra esistenza,
questo significa offrire se stessi nelle nostre azioni e scelte quotidiane,
trasformando la nostra vita di benedizione in benedizione gli Uni per gli Altri.
La consacrazione non è solo un atto interiore,
ma si riflette anche in come viviamo, pensiamo e ci rapportiamo con gli Altri.
In questo modo, la nostra vita cresce di valore in valore,
diventando fonte di benedizione e di ispirazione per quelli che sono sulla Via della Salvezza,
in piena armonia con gl’insegnamenti di vita del nostro Signore Yeshùa,
Mansueto e Umile di Cuore, ripieno di Grazia e di Verità.
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Isaia 53:5
Egli è stato colpito per le nostre colpe, abbattuto per i nostri peccati,
il castigo su di Lui è pace per noi e la Sua ferita guarigione per noi.
Yeshùa è stato colpito per le nostre colpe, abbattuto per i nostri peccati,
il dolore, la sofferenza e l’abbandono subiti sono diretta conseguenza dei nostri peccati.
Egli ha preso su di sé il peso delle nostre trasgressioni,
facendosi responsabile di quello che avremmo dovuto pagare noi.
«Il Castigo che è stato inflitto su di Lui rappresenta il prezzo della nostra Pace»
Attraverso la sua sofferenza, siamo stati liberati dal peso del peccato
e abbiamo ottenuto la possibilità di riconciliazione nella gioia del Signore.
La Sua accettazione del dolore e della punizione ha reso possibile per noi
la Salvezza per Grazia mediante la Fede.
La Sua ferita è fonte di guarigione per noi,
sottolineando come il Suo sacrificio non sia solo un atto di sofferenza, ma anche di redenzione:
proprio da quella Ferita, cioè dal dolore e dalla prova vissuti,
nasce la nostra possibilità di essere sanati, sia fisicamente che spiritualmente.
«Diventiamo Suoi imitatori, affinché morti al peccato viviamo per Yeshùa, nostra Giustizia»
1^ Pietro 2:24-25
Lui stesso ha portato i nostri peccati nel Suo corpo sul legno,
affinché morti ai peccati vivessimo per la Giustizia→ come spirituali, guariti per le Sue lividure.
25) Infatti eravate come pecore erranti, ma siete tornati or ora al Pastore
e Guardiano delle vostre anime.
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1^ Corinzi 2:14-16
(versione M.C.153)
Ora l’uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di DIO,
perché sono follia per lui e non le può conoscere, poiché si giudicano spiritualmente.
Lo spirituale giudica ogni cosa, ma egli stesso non viene giudicato da nessuno,
infatti chi conosce la MENTE→ la RUAH del Signore la unisce insieme alla propria mente.
Ora noi abbiamo la MENTE→ la RUAH di Cristo, di Lui stesso.
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Proverbi 3:5-8
Confida in YHWH con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento;
riconoscilo in tutte le tue vie ed Egli raddrizzerà i tuoi sentieri.
Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi YHWH e ritirati dal male,
questo sarà guarigione per i tuoi nervi e un refrigerio per le tue ossa.
Confidare pienamente in Yeshùa significa affidarsi a Lui senza riserve,
mettendo da parte la nostra intelligenza carnale.
Dobbiamo riconoscere la presenza e la guida di DIO in ogni momento della nostra vita,
in questo modo, Egli sarà colui che dirige e addirizza i sentieri della nostra Vita,
aiutandoci a trovare la giusta Via nei momenti di difficoltà e incertezza.
Il riconoscimento costante di Yeshùa nelle nostre azioni
e scelte quotidiane è fondamentale, si chiama FEDE,
solo così possiamo ricevere la Sua direzione e la Sua correzione
Verso la Gerusalemme Celeste.
Non dobbiamo considerarci saggi ai nostri occhi, ma coltivare l’umiltà e il timore di DIO.
«Allontanarsi dal male è il presupposto essenziale per vivere secondo i Suoi insegnamenti»
Questo comportamento porta benefici tangibili:
è una vera e propria guarigione per la depressione e un refrigerio per l’artrite reumatoide,
dimostrazione che la fede in Yeshùa porta sia benessere psicofisico che spirituale.
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Ebrei 8:1-3
Ora il punto essenziale rispetto a quello che stiamo dicendo è:
noi abbiamo un sommo Sacerdote così grande,
il Quale Si è assiso alla destra del Trono della Maestà nei Cieli,
2) sacro Ministro dei santi e del vero tabernacolo (la Sua Sposa)
che ha costruito Adonai, non un uomo.
3) Giacché ogni sommo sacerdote è costituito perché OFFRA doni e SACRIFICI,
per cui è necessario che anche Costui (come Corpo di Cristo)
abbia qualcosa da offrire (come dote).
Il punto centrale da osservare è la figura del nostro Sommo Sacerdote.
Egli è descritto come “così Grande”, cioè Eccellente, Unico rispetto a qualsiasi altro.
Questo Sommo Sacerdote si è assiso alla destra del Trono della Maestà nei Cieli.
Tale posizione non è solo simbolica, ma indica autorità, responsabilità e onore
della Sposa, tratta dalla Chiesa, con lo Sposo, Cristo, Re dei re e Signore dei signori.
Non solo, il Sommo Sacerdote rappresenta la Forza del Signore,
è anche il sacro Ministro dei santi e del vero Tabernacolo.
In questo contesto, il vero tabernacolo è identificato con la Sua Sposa,
una realtà spirituale edificata direttamente dal Signore e non da mani d’uomo,
mettendo in risalto l’origine divina e la sacralità di questo Tabernacolo
rispetto a qualsiasi altra costruzione.
Ogni sommo sacerdote viene istituito con uno scopo preciso: offrire doni e sacrifici.
Questa funzione, trova la sua pienezza nel Sommo Sacerdote di cui si parla, cioè la Sua Sposa,
che si offre come sacrificio vivente rendendo così sacra la Vita che gli è stata concessa.
Questa offerta non è altro che la Sua Dote, come segno di consacrazione e di appartenenza.
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1^ Pietro 2:5
(versione M.C.153)
egualmente voi, come pietre viventi edificatevi una casa spirituale→ il Corpo di Cristo
per un sacerdozio santo, offrendo voi stessi come sacrifici spirituali
graditi a Dio per mezzo del Messia Yeshùa.
L’espressione “voi, come pietre viventi” è l’immagine di un’assemblea unita e forte,
dove ognuno di noi svolge il suo ruolo, nella misura della forza che DIO gli ha donato.
Proprio come le pietre sono state elementi essenziali per la costruzione del Tempio,
così ciascuno di noi, come sacrificio vivente, con fede e perseveranza
rende sacra la propria vita contribuendo alla crescita e all’edificazione del Corpo di Cristo.
Edificare una casa spirituale significa andare oltre la comune appartenenza a un’associazione:
implica un coinvolgimento pratico e reale nel cammino di fede.
Ognuno di noi è chiamato a partecipare in modo concreto, collaborando gli Uni con gli Altri,
affinché la famiglia della fede sia forte e gioiosa
avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente.
Rendere sacra la nostra vita ha come scopo quello di costituire un “sacerdozio santo”.
Non si tratta di un ruolo riservato a pochi, ma di una chiamata rivolta a tutti i figli.
Essere parte di questo sacerdozio significa dedicarsi a una vita improntata al servizio,
alla preghiera e alla santità, offrendo se stessi con un cuore ben disposto.
Il sacrificio vivente consiste nell’offrire la nostra vita, sia nei fatti che nelle parole,
secondo l’esempi e l’insegnamenti del Messia Yeshùa.
Solo in questo modo tali offerte sono gradite a DIO,
poiché avvengono tramite una relazione di vera amicizia con il Messia,
modello di Grazia e di Verità, di Ubbidienza e Sottomissione in Amore.
Colossesi 3:17
E qualunque cosa facciate in parola o in opera,
fate ogni cosa nel Nome del Signore Yeshùa,
rendendo grazie a Dio Padre per mezzo di Lui.
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1^ Pietro 2:9
Ma Voi siete una stirpe scelta, un regale sacerdozio, una nazione santa,
un popolo acquistato per Dio affinché proclamiate le meraviglie
di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla Sua mirabile luce!
La Chiesa, come stirpe scelta, evidenzia il privilegio ricevuto da Dio,
che non è solo onore, ma anche responsabilità, essere scelti implica appartenenza
a un progetto divino preciso e a una vocazione singolare.
«Colui che è scelto è anche chiamato a vivere secondo valori e principi che riflettano tale elezione»
«Partecipare al regale sacerdozio significa essere araldi di DIO»
Come figli di DIO siamo chiamati a offrire la nostra vita come sacrificio vivente,
dedicandoci al servizio, alla preghiera e alla fede, poiché noi: Crediamo in Cristo.
Il termine “regale” sottolinea l’onore, la dignità e l’autorevolezza
che derivano dall’appartenenza al Regno di DIO.
“una nazione santa” cioè separati dal mondo per vivere secondo la Volontà di DIO.
La santità qui non è solo morale, ma anche identitaria: il Popolo di DIO è distinto,
chiamato a essere Luce e Sale della terra per tutte le genti,
testimoniando la Presenza, l’Azione e l’Amore di DIO in Cristo Yeshùa nella storia.
«Essere “un popolo acquistato” per Dio, riscattato a prezzo del Sangue di Yeshùa»
Tale condizione è fonte di certezza, sicurezza e appartenenza:
i credenti non sono più nelle tenebre, ma hanno ricevuto una nuova identità e destinazione.
La vocazione di questo popolo è proclamare le meraviglie di Colui
che ha chiamato ciascuno di noi, dalle tenebre alla Sua mirabile Luce.
La testimonianza della trasformazione operata da DIO diventa il fulcro della Missione:
rendere visibile, attraverso la Parola e la Vita, la Stupefacente Grazia e Bontà di DIO.
Efesini 2:10
(versione M.C.153)
Noi come Sposa infatti siamo il Suo poema,
edificati in Cristo Yeshùa su buone opere, quelle che Dio ha preparato,
affinché in quelle vivessimo come sacrifici viventi, rendendo sacra la vita.
Isaia 8:20
Alla Toràh e alla Testimonianza!
Se un popolo non parla in questo modo, è perché in esso non c’è Luce.
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←VEHYÈ VERACHÀ→ DIVENTA BENEDIZIONE»
Questa meditazione è stato fatta al meglio della mia conoscenza attuale della Parola di Dio, perciò può essere soggetta a modifiche.
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